Bruxelles – Nuovo giorno, nuovo attacco ai prodotti alternativi alle sigarette. Questa volta a lanciare l’allarme è l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), che nel suo nuovo report di 156 pagine punta il dito contro le nicotine pouches, le buste di nicotina ormai diffusissime in Svezia e in rapida espansione in tutta Europa. Il documento, pubblicato in vista della Giornata Mondiale senza Tabacco del 31 maggio, descrive questi prodotti come una crescente minaccia per la salute pubblica, accusando l’industria di utilizzare aromi, branding e strategie di marketing per attrarre soprattutto i più giovani. Ma il rapporto ha già acceso uno scontro durissimo tra sostenitori della riduzione del danno e fronte proibizionista.
Secondo l’OMS, “diversi Paesi hanno chiesto indicazioni su come regolamentare questi prodotti“. Il rapporto evidenzia che “al di fuori degli Stati Uniti, le nicotine pouches sono più diffuse nei Paesi europei, come Germania, Polonia e Svezia”. Proprio la Svezia viene indicata come uno dei principali hub mondiali per questi prodotti, con livelli di nicotina spesso superiori rispetto ad altri mercati europei. Nel frattempo, i numeri continuano a crescere. Secondo Euromonitor, nel 2024 le vendite globali di nicotine pouches hanno superato i 23,46 miliardi di unità, con un incremento del 50,5 per cento rispetto all’anno precedente. L’Europa è oggi il centro della crescita del settore.
Ma è sulle conclusioni politiche e sanitarie del rapporto che si sta combattendo la vera battaglia. Tra coloro che criticano l’OMS c’è Brad Rodu, professore e storico sostenitore della Tobacco Harm Reduction, secondo cui l’organizzazione starebbe portando avanti una linea ideologica più che scientifica. “È davvero frustrante che l’OMS, pur avendo una tale influenza in tanti Paesi, riesca a bloccare di fatto alternative più sicure e soddisfacenti alle sigarette, negando ai fumatori opzioni che potrebbero allungare le loro vite”. Secondo il professore americano, l’idea di aumentare e uniformare la tassazione su tutti i prodotti contenenti nicotina, proposta discussa a Bruxelles nell’ambito della revisione delle direttive europee sul tabacco, “scoraggerebbe qualsiasi cambio di prodotto perché, se avessero lo stesso prezzo, avrei un motivo in meno per cambiare”. E aggiunge: “Una tassazione uniforme sarà molto dannosa“.
Sulla stessa linea si colloca anche Karl Erik Lund, ricercatore senior presso l’Istituto norvegese di sanità pubblica, che accusa l’OMS di ignorare il principio della riduzione del danno e di trattare tutti i prodotti alla nicotina come se avessero gli stessi rischi delle sigarette combustibili. “La mia principale critica all’approccio dell’OMS è che venga percepito come troppo ostile verso le alternative alla nicotina a rischio ridotto”, afferma Lund. “L’OMS tende a trattare tutti i prodotti contenenti nicotina in modo troppo simile, anche quando i rischi differiscono in maniera sostanziale rispetto alle sigarette”, aggiunge. Il ricercatore norvegese ricorda che circa 700 mila cittadini europei muoiono ogni anno a causa del fumo e definisce il divieto europeo dello snus del 1992 “un grave errore di salute pubblica“. Inoltre, “la Svezia presenta i tassi di fumo più bassi dell’UE”, osserva Lund che sottolinea che “la grande differenza è che in Svezia la nicotina viene consumata in una forma molto più sicura e priva di combustione“. Secondo Lund, l’OMS starebbe inoltre commettendo un errore comunicativo molto pericoloso: “Se la comunicazione pubblica lascia intendere che le pouches siano quasi pericolose quanto il fumo, i fumatori potrebbero evitare di cambiare e continuare invece a fumare sigarette“. Il ricercatore attacca poi direttamente la strategia dell’organizzazione: “A mio avviso, sembra che l’OMS si sia spinta troppo oltre nella disinformazione estrema per poter fare una marcia indietro dignitosa”.
Nel report dell’OMS, grande attenzione viene dedicata al rischio di diffusione delle nicotine pouches tra i giovani, soprattutto attraverso aromi dolci, packaging colorati e campagne social. Un’impostazione che trova il pieno sostegno dell’associazione francese Contre Feu. “Questi prodotti sono chiaramente commercializzati verso i giovani e non sono concepiti per aiutare le persone a smettere di fumare”, sostiene l’organizzazione, che appoggia il divieto francese delle nicotine pouches entrato in vigore il primo aprile. Secondo Contre Feu, la nicotina “non è una sostanza innocua né un potenziatore delle prestazioni“, ma una sostanza che dà dipendenza e che “può aggravare l’ansia, aumentare i sintomi depressivi e influire negativamente sullo sviluppo cognitivo”. L’associazione francese respinge inoltre la narrativa secondo cui il successo svedese contro il fumo sarebbe legato alle alternative senza combustione: “Non esistono prove che questi prodotti riducano la prevalenza del fumo e potrebbero persino aumentare il rischio di iniziazione o di doppio consumo”.










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