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    Home » Editoriali » Il controllo del movimento dei capitali non è un’aberrazione

    Il controllo del movimento dei capitali non è un’aberrazione

    Elido Fazi di Elido Fazi
    28 Marzo 2013
    in Editoriali

    NixonPer la prima volta, anche in Europa, a Cipro, sono riapparsi i controlli sui movimenti di capitale, per evitare ovviamente che coloro che hanno deposito presso le banche cipriote li portino subito fuori. Introdurre o reintrodurre controlli sui movimenti di capitale non è un’aberrazione, come sostiene Marco Onado sul Sole 24 Ore, anche se essi avvengono all’interno della zona euro.

    Il Sole compie poi un errore clamoroso quando nel box che accompagna l’articolo di Onado sostiene che “Per il Fondo Monetario Internazionale, la mobilità dei capitali è sempre stato un principio intoccabile”.

    Sbagliato!

    E’ vero che oggi ci siamo abituati a un regime di assoluta libertà di movimento dei capitali, possiamo detenere conti correnti in qualunque paese europeo, acquistare Bund tedeschi e lo diamo per scontato. Ma non è sempre stato così. Vale la pena ricordare che, nel dopoguerra, neanche al più sfegatato dei neoliberisti sarebbe venuto in mente di dare assoluta libertà di movimento ai capitali internazionali, unanimemente considerati destabilizzanti. I movimenti dei capitali senza contropartita (escluse le rimesse degli emigranti, le donazioni e gli investimenti esteri diretti) persino negli Statuti del Fondo Monetario Internazionale erano bollati come speculativi. Gli economisti allora conoscevano bene il paradosso del quartetto, come lo chiamava Tommaso Padoa-Schioppa e che cioè in un sistema di cambi fissi, come era quello nato a Bretton Woods nel 1944 e che ha resistito fino al 1971, quando Nixon dichiarò unilateralmente l’inconvertibilità del dollaro con l’oro, e come è oggi l’euro, non è possibile far quadrare le seguenti 4 politiche:

    1.Una politica monetaria indipendente da parte dei singoli paesi

    2.

    • Tassi di cambio fisso (o regolato)

    3.

    • Free Trade

    4.

    • Completa mobilità dei capitali

    A Bretton Woods fu accantonato il quarto obiettivo. Nel 1992, all’epoca di Maastricht, visto che il quarto punto era già saltato, per mantenere un cambio fisso tra paesi diversi fu necessario eliminare il primo punto.

    La domanda semmai è: E’ veramente possibile oggi, al tempo di internet, controllare davvero i flussi di capitale che si spostano online? Quando esisteva ancora l’Ufficio Italiano Cambi (UIC) per poter esportare una somma all’estero bisognava richiedere l’autorizzazione scritta cartacea.

    Elido Fazi

    Tags: capitaliMarco Onadosole 24 ore

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