- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 24 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Brexit, Ue a tentoni in terreno inesplorato

    Brexit, Ue a tentoni in terreno inesplorato

    Moltissime le incognite di un processo senza precedenti. A partire dai tempi: Londra rallenta l'inizio dei negoziati di uscita e Bruxelles non ha nessuno strumento legale per costringerla a farlo

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    24 Giugno 2016
    in Politica
    Ue Brexit

    Bruxelles – Mentre finisce il giorno più lungo e lentamente passano l’ubriacatura dei commenti e la frenesia delle dichiarazioni a caldo, Bruxelles torna silenziosa e inizia a realizzare cosa  è davvero successo. Davvero lo spauracchio degli ultimi mesi si è concretizzato, davvero, come sognavano gli euroscettici, l’Europa comincia a perdere i pezzi, davvero, da ora in avanti, ci troviamo nel campo dell’ignoto, nel tentativo di governare un processo senza alcun precedente, la cui eventualità è esaurita dai trattati in poche sintetiche righe. E in effetti, così come si fa nei terreni inesplorati, per adesso si procede a tentoni, a piccoli passi incerti. Ma l’incertezza in questo momento è quanto di più dannoso. I vertici europei lo sanno bene e così ora si invertono le parti: adesso è Bruxelles a spingere perché l’uscita ci sia e sia conclusa nel più breve tempo possibile, mentre Londra inizia a trascinare i piedi.

    Che Londra non abbia nessuna fretta di chiudere la pratica di divorzio è stato chiaro fin dalla mattinata, fin dalle prime parole del premier David Cameron che hanno fatto storcere il naso a molti: lascio, sì, ma soltanto tra tre mesi e non sarò io a condurre i negoziati. E allora cosa dovrebbe accadere in questi tre mesi? Tutto come niente fosse? Impossibile immaginare uno scenario del genere: “Ora ci spettiamo che il Regno Unito dia effetto a questa decisione del popolo britannico il prima possibile, per quanto doloroso possa essere”, hanno chiesto all’unisono il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, quello del Parlamento europeo, Martin Schulz, del Consiglio europeo, Donald Tusk e la presidenza di turno olandese. Stesso appello ripetuto, come un mantra, dalle principali forze politiche al Parlamento europeo. “I negoziati devono cominciare immediatamente, non possiamo aspettare che i Tory eleggano un nuovo premier”, ha chiesto, tra i tanti, il popolare Manfred Weber.

    Il problema è che per avviare i negoziati per l’uscita, serve una notifica ufficiale del governo britannico a Bruxelles. Solo allora scatteranno i due anni di tempo, previsti dall’articolo 50 del Trattato sull’Unione europea, trascorsi i quali, i trattati smetteranno di applicarsi al Regno Unito. Peccato, che non esista alcuno strumento legale che possa costringere Londra a presentare questa notifica, né che stabilisca in quali tempi si debba fare questo passo. Insomma ora la palla è nelle mani di Cameron che sembra non avere alcuna voglia di lanciarla. A smuovere le acque potrà essere forse il Consiglio europeo di martedì e mercoledì prossimi quando il premier britannico si troverà faccia a faccia con i ventisette quasi ex colleghi. Ai margini della riunione, i leader si ritroveranno anche nel futuro formato a ventisette per definire, ha anticipato Tusk, “i dettagli” del procedimento di uscita e per iniziare a riflettere sul futuro di quello che resta dell’Unione europea che, a questo punto, per sopravvivere deve mostrarsi più integrata che mai.

    L’aria che si respira in alcune capitali europee, però, pare essere un’altra. L’inaspettato successo della Brexit ha ringalluzzito le forze euroscettiche che ora chiedono a gran voce di seguire la strada tracciata da Londra. Dal francese Front National di Marine Le Pen alla Lega di Matteo Salvini, all’olandese Fpo di Geert Wilders, è tutto un fiorire di aspiranti ex-europei che assicurano che presto otterranno il proprio referendum.

    E se l’Europa rischia di perdere pezzi, il Regno Unito non sembra stare meglio. La Scozia, che ha votato a grande maggioranza per la permanenza nell’Ue, ora vuole una sua consultazione per staccarsi da Londra e restare con Bruxelles. “L’ipotesi di un secondo referendum sull’indipendenza è sul tavolo, e lo si farà se il Parlamento lo deciderà”, ha dichiarato il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon. Ma l’idea della Scozia non è isolata: in Irlanda del Nord già si immagina un altro referendum per riunirsi con Dublino, che continua ad appartenere fedelmente all’Unione. E non è finita, visto che la Spagna ha iniziato a corteggiare Gibilterra, che ha sostenuto in massa (ben 96%) la permanenza nell’Ue. “Spero che una formula di co-sovranità, per essere chiari, la bandiera spagnola sulla Rocca, sia molto più vicina di prima”, ha commentato il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Garcia Margallo.

    Insomma i prossimi giorni non saranno facili per nessuno. Senza dubbio non lo saranno per i funzionari britannici al lavoro nelle istituzioni europee la cui posizione si fa alquanto delicata. Le prime conseguenze potrebbero ricadere sul commissario britannico della Commissione Juncker, il responsabile del pesante portafoglio alla Stabilità finanziaria, Lord Jonathan Hill. La sua permanenza alla guida di un ufficio tanto importante, non sembra piacere alla maggioranza dei deputati europei che hanno messo a punto una risoluzione, da approvare in una Plenaria straordinaria fissata per martedì, che chiede anche di “riassegnare il portafoglio del Commissario del Regno Unito con effetto immediato”, per conferire al rappresentante di un Paese che dell’Ue non ne vuole sapere un incarico meno cruciale. Il progetto di risoluzione è stato concordato da popolari, socialisti, liberali e verdi: insomma a meno di defezioni dell’ultimo minuto dovrebbe essere cosa fatta. Incerta la sorte degli eurodeputati che, legalmente, potranno restare al loro posto con pieni poteri fino all’uscita definitiva. Ma alcuni, spontaneamente o su richiesta del proprio gruppo, potrebbero decidere di fare un passo indietro come ha già fatto l’eurodeputato scozzese, Ian Duncan. Meno immediato dovrebbe invece essere l’impatto per i funzionari britannici della Commissione ai quali Juncker ha garantito di fare il possibile per salvare, almeno per ora, il posto di lavoro.

    Tags: brexitcameronCommissione europeajunckerlondraparlamento europeoRegno UnitotuskueUk

    Ti potrebbe piacere anche

    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo
    Politica Estera

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    24 Aprile 2026
    Diritti

    Nell’UE il 24, 3 per cento dei giovani fa attivismo online

    24 Aprile 2026
    Economia

    Sul bilancio Consiglio europeo in salita. Meloni: “Negoziato difficilissimo”

    24 Aprile 2026
    L'aula del Parlamento europeo nella sede di Strasburgo. Fonte: Copyright: © European Union 2021 - Source : Parlamento europeo
    Politica

    Bilancio UE, crisi energetica e Ucraina: i temi alla plenaria dell’Eurocamera

    24 Aprile 2026
    [foto: imagoeconomica] ue soldi regole spesa finanza sostenibile
    Green Economy

    UE e istituzioni partner firmano il Fondo sui Green Bond: fino a 20 miliardi di euro per infrastrutture sostenibili

    24 Aprile 2026
    Marta Kos - Ucraina - Allargamento
    Politica Estera

    Accelera il processo per l’adesione dell’Ucraina in UE. Kos: “Integrazione sempre più fondamentale”

    24 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    di Giulia Torbidoni
    24 Aprile 2026

    I leader UE constatano che la sicurezza dell'Europa è "strettamente legata" a quella della regione in fiamme e oltre a...

    Nell’UE il 24, 3 per cento dei giovani fa attivismo online

    di Iolanda Cuomo
    24 Aprile 2026

    Una persona su quattro i 16 e 29 anni va sul web per esprimere un'opinione o a voti. Gli italiani...

    Sul bilancio Consiglio europeo in salita. Meloni: “Negoziato difficilissimo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    24 Aprile 2026

    Sul budget settennale (MFF 2028-2034) il vertice informale dei capi di Stato e di governo registra posizioni distanti e inconciliabili....

    L'aula del Parlamento europeo nella sede di Strasburgo. Fonte: Copyright: © European Union 2021 - Source : Parlamento europeo

    Bilancio UE, crisi energetica e Ucraina: i temi alla plenaria dell’Eurocamera

    di Giorgio Dell'Omodarme
    24 Aprile 2026

    La proposta di PPE, S&D e Renew Europe sul prossimo QFP propone di portare all'1,27 per cento del PIL il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione