"La visita di Xi Jinping a Bruxelles sarà una grande opportunità per i rappresentanti dell'Unione europea di sollevare la questione"

Espianti illegali di organi in Cina, Malosse: L’Ue protesti

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“La visita di Xi Jinping a Bruxelles sarà una grande opportunità per i rappresentanti dell’Unione europea di sollevare la questione”

“La visita di Xi Jinping a Bruxelles sarà una grande opportunità per i rappresentanti dell’Unione europea di sollevare la questione”

Henri Malosse

Henri Malosse

La politica cinese sugli espianti di organi è “scandalosa”. Lo ha sostenuto il Presidente del Comitato economico e sociale europeo (Cese), Henri Malosse, aprendo a Bruxelles nella sede del Comitato la conferenza “Espianti di organi in Cina: l’Europa deve agire ora” durante la quale ha espresso l’auspicio che i leader dell’Unione europea affrontino la questione con il presidente cinese Xi Jinping durante la sua visita a Bruxelles il 31 marzo prossimo.

Il presidente Malosse ha denunciato che “l’uso di parti del corpo di prigionieri di coscienza, persone giustiziate e di membri di gruppi di minoranze, per essere venduti in Cina o fuori del paese, è una vergogna per l’umanità e deve cessare immediatamente”.

Al dibattito hanno partecipato membri del Parlamento europeo (che a dicembre ha adottato una risoluzione che condanna questi espianti), rappresentanti di Ong, avvocati e medici che lottano contro questa pratica, chiedendo il rispetto dei diritti fondamentali in Cina. Tutti hanno affermato che il traffico di organi umani “viola l’etica medica e gli standard internazionali sui diritti umani adottati dalle Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale della Sanità , la World Medical Association, la Transplantation Society e molte altre organizzazioni internazionali”.

Il presidente Malosse ha invitato a fare pressione sul governo cinese “perché ponga fine a questi espianti di organi. La visita di Xi Jinping a Bruxelles sarà una grande opportunità per i rappresentanti dell’Unione europea di sollevare la questione, facendo appello alla sua sensibilità umana ed esortandolo a fermare questa pratica disumana”.

 Perla Ressese

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