- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 6 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Il regalo di Draghi alle multinazionali

    Il regalo di Draghi alle multinazionali

    [di Thomas Fazi] La BCE si appresta a comprare i titoli della grandi imprese del continente. L’ennesima redistribuzione di ricchezza dal basso verso l’alto.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    25 Marzo 2016
    in Non categorizzato
    Mario Draghi

    Mario Draghi

    di Thomas Fazi 

    La vera novità del “super-QE” annunciato da Draghi il 10 marzo scorso – che poi di “super” ha ben poco –, oltre all’incremento degli acquisti mensili di titoli di Stato da 60 a 80 miliardi e al varo di nuove TLTRO (Target Long Term Refinancing Operations), in cui le banche potranno prendere a prestito dalla banca centrale anche a tassi negativi (in sostanza guadagnandoci), consiste senz’altro nella decisione di includere nel quantitative easing, oltre ai titoli di Stato, anche le obbligazioni societarie (i cosiddetti corporate bond) delle grandi aziende industriali, un mercato da circa 900 miliardi. Una vera manna per le grandi imprese del continente – e non solo? –, che potranno emettere nuovi titoli e venderli direttamente alla BCE (di fatto ottenendo un credito direttamente dalla banca centrale) e/o riacquistare i propri bond al tasso di rendimento attuale (in quella che si chiama operazione di buyback) e piazzarne sul mercato di nuovi ad un tasso di interesse molto più basso (e dunque ad un prezzo più alto, giacché il prezzo dei titoli è inversamente proporzionale rendimento).

    Si tratta di una misura senza precedenti, che per la prima volta vedrà la banca centrale immettere denaro direttamente nelle imprese non finanziarie (nei fatti sostituendosi alle banche commerciali). Non tutte, ovviamente. Rimangono escluse dall’operazione, infatti, tutte quelle medie e piccole imprese che – soprattutto in Italia ma anche altrove – rappresentano la stragrande maggioranza delle imprese e dell’occupazione e che maggiormente hanno risentito – e risentono – della crisi indotta dalle politiche di austerità.

    Ancora una volta, dunque, emerge la natura squisitamente politica – e di classe, potremmo dire – delle scelte apparentemente “neutrali” di politica monetaria delle banche centrali, nonché dei rapporti di forza – tra paesi oltre che tra classi – che determinano le scelte di politica economica in Europa: come ha rivelato Merrill Lynch, infatti, a beneficiare del “regalo” di Draghi saranno soprattutto le grandi imprese multinazionali del continente – che non solo non hanno risentito dalla crisi ma anzi sono quelle che raccolgono i frutti della deflazione salariale perseguita dalle classi dirigenti europee (la stessa che deprime i profitti delle piccole e medie imprese, che dipendono dalla domanda interna) – ed in particolare le grandi imprese francesi e tedesche. Non c’è da sorprendersi. Come riporta un recente articolo di Repubblica, Draghi lo andava ripetendo da mesi:

    Porterò gli acquisti dei bond da 60 a 70 miliardi, questo è sicuro… Ma se vorrò alzarlo a 80 miliardi, dovrò per forza acconsentire alle richieste tedesche e francesi di estendere il QE ai corporate bond.

    E così è stato. Non dovrebbe andare troppo male neanche alle multinazionali italiane comunque. Se l’ammontare dei bond aziendali “eleggibili” francesi è di 209 miliardi e di quelli tedeschi di 122, le obbligazioni nostrane qualificate raggiungono 69 miliardi. Come era prevedibile, la decisione della BCE di allargare il QE anche ai corporate bond ha provocato un’impennata di nuove emissioni, mentre i rendimenti dei titoli sono scesi a picco. Ma non sono soltanto gli emittenti europei ad essersi messi in moto. Si sono rivisti anche quelli americani, che dall’inizio dell’anno hanno effettuato emissioni per circa 30 miliardi di euro, superando i volumi dello stesso periodo del 2015 di 27,6 miliardi di euro. Al momento non è chiaro se l’operazione della BCE sarà limitata ai titoli europei o meno, ma escludere le società non europee potrebbe rivelarsi difficile anche da un punto di vista tecnico (considerando che molte multinazionali statunitensi possiedono succursali europee).

    Una sola cosa è certa: ancora una volta, degli 80 miliardi “stampati” ogni mese dalla BCE, la stragrande maggioranza dei cittadini europei non vedrà un euro. E pensare che soli pochi giorni fa Peter Praet, capo economista della BCE, ha dichiarato che la banca centrale potrebbe «semplicemente distribuire denaro al pubblico» se lo volesse. Tra il dire e il fare, però, ci sono di mezzo quarant’anni di redistribuzione della ricchezza dal basso verso l’alto.

    Ti potrebbe piacere anche

    [Foto: IPA Agency]
    Agrifood

    Fondi PAC per la canapa, il Parlamento europeo approva

    6 Maggio 2026
    Economia

    Recovery, è scontro (ancora) tra Commissione e Corte dei conti UE sulla trasparenza dei fondi

    6 Maggio 2026
    Source: IPA agency-Roma, conferenza stampa di presentazione del Giubileo dei Giovani Roberta Angelilli, la Vice Presidente della Regione LAzio
    Notizie In Breve

    Angelilli (Lazio): “Negoziare il prossimo bilancio UE con le Regioni”

    6 Maggio 2026
    Abitazione civile bombardata in Ucraina [credits: Marco Cremonesi/imagoeconomica]
    Politica Estera

    Studio Parlamento UE: Bilancio 2028-2034 insufficiente per la ricostruzione dell’Ucraina

    6 Maggio 2026
    [Foto: EC - Audiovisual Service]
    Diritti

    Diritto a restare, l’UE lancia la strategia contro lo spopolamento

    6 Maggio 2026
    La vicepresidente della Commissione europea, Roxana Mînzatu, in conferenza stampa il 6 maggio 2026. Fonte: EU Commission
    Diritti

    L’UE annuncia la prima strategia per sradicare la povertà entro il 2050

    6 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    [Foto: IPA Agency]

    Fondi PAC per la canapa, il Parlamento europeo approva

    di Valeria Schröter
    6 Maggio 2026

    La commissione ha approvato la relazione di modifica del regolamento ‘programma scolastico UE’ che apre alla possibilità di usare i...

    Recovery, è scontro (ancora) tra Commissione e Corte dei conti UE sulla trasparenza dei fondi

    di Giorgio Dell'Omodarme
    6 Maggio 2026

    Secondo il nuovo report dei giudici contabili, il sistema di erogazione delle risorse svincolato dal calcolo dei costi effettivi impedisce...

    Source: IPA agency-Roma, conferenza stampa di presentazione del Giubileo dei Giovani Roberta Angelilli, la Vice Presidente della Regione LAzio

    Angelilli (Lazio): “Negoziare il prossimo bilancio UE con le Regioni”

    di Caterina Mazzantini
    6 Maggio 2026

    Bruxelles - "Le Regioni vogliono continuare a fare un negoziato" sul prossimo bilancio pluriennale dell'Unione europea "e comunque a far...

    Abitazione civile bombardata in Ucraina [credits: Marco Cremonesi/imagoeconomica]

    Studio Parlamento UE: Bilancio 2028-2034 insufficiente per la ricostruzione dell’Ucraina

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    6 Maggio 2026

    Uno studio realizzato per conto della commissione Bilanci mette in luce le pecche a dodici stelle: pochi fondi e troppi...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione