- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 25 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Il regalo di Draghi alle multinazionali

    Il regalo di Draghi alle multinazionali

    [di Thomas Fazi] La BCE si appresta a comprare i titoli della grandi imprese del continente. L’ennesima redistribuzione di ricchezza dal basso verso l’alto.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    25 Marzo 2016
    in Non categorizzato
    Mario Draghi

    Mario Draghi

    di Thomas Fazi 

    La vera novità del “super-QE” annunciato da Draghi il 10 marzo scorso – che poi di “super” ha ben poco –, oltre all’incremento degli acquisti mensili di titoli di Stato da 60 a 80 miliardi e al varo di nuove TLTRO (Target Long Term Refinancing Operations), in cui le banche potranno prendere a prestito dalla banca centrale anche a tassi negativi (in sostanza guadagnandoci), consiste senz’altro nella decisione di includere nel quantitative easing, oltre ai titoli di Stato, anche le obbligazioni societarie (i cosiddetti corporate bond) delle grandi aziende industriali, un mercato da circa 900 miliardi. Una vera manna per le grandi imprese del continente – e non solo? –, che potranno emettere nuovi titoli e venderli direttamente alla BCE (di fatto ottenendo un credito direttamente dalla banca centrale) e/o riacquistare i propri bond al tasso di rendimento attuale (in quella che si chiama operazione di buyback) e piazzarne sul mercato di nuovi ad un tasso di interesse molto più basso (e dunque ad un prezzo più alto, giacché il prezzo dei titoli è inversamente proporzionale rendimento).

    Si tratta di una misura senza precedenti, che per la prima volta vedrà la banca centrale immettere denaro direttamente nelle imprese non finanziarie (nei fatti sostituendosi alle banche commerciali). Non tutte, ovviamente. Rimangono escluse dall’operazione, infatti, tutte quelle medie e piccole imprese che – soprattutto in Italia ma anche altrove – rappresentano la stragrande maggioranza delle imprese e dell’occupazione e che maggiormente hanno risentito – e risentono – della crisi indotta dalle politiche di austerità.

    Ancora una volta, dunque, emerge la natura squisitamente politica – e di classe, potremmo dire – delle scelte apparentemente “neutrali” di politica monetaria delle banche centrali, nonché dei rapporti di forza – tra paesi oltre che tra classi – che determinano le scelte di politica economica in Europa: come ha rivelato Merrill Lynch, infatti, a beneficiare del “regalo” di Draghi saranno soprattutto le grandi imprese multinazionali del continente – che non solo non hanno risentito dalla crisi ma anzi sono quelle che raccolgono i frutti della deflazione salariale perseguita dalle classi dirigenti europee (la stessa che deprime i profitti delle piccole e medie imprese, che dipendono dalla domanda interna) – ed in particolare le grandi imprese francesi e tedesche. Non c’è da sorprendersi. Come riporta un recente articolo di Repubblica, Draghi lo andava ripetendo da mesi:

    Porterò gli acquisti dei bond da 60 a 70 miliardi, questo è sicuro… Ma se vorrò alzarlo a 80 miliardi, dovrò per forza acconsentire alle richieste tedesche e francesi di estendere il QE ai corporate bond.

    E così è stato. Non dovrebbe andare troppo male neanche alle multinazionali italiane comunque. Se l’ammontare dei bond aziendali “eleggibili” francesi è di 209 miliardi e di quelli tedeschi di 122, le obbligazioni nostrane qualificate raggiungono 69 miliardi. Come era prevedibile, la decisione della BCE di allargare il QE anche ai corporate bond ha provocato un’impennata di nuove emissioni, mentre i rendimenti dei titoli sono scesi a picco. Ma non sono soltanto gli emittenti europei ad essersi messi in moto. Si sono rivisti anche quelli americani, che dall’inizio dell’anno hanno effettuato emissioni per circa 30 miliardi di euro, superando i volumi dello stesso periodo del 2015 di 27,6 miliardi di euro. Al momento non è chiaro se l’operazione della BCE sarà limitata ai titoli europei o meno, ma escludere le società non europee potrebbe rivelarsi difficile anche da un punto di vista tecnico (considerando che molte multinazionali statunitensi possiedono succursali europee).

    Una sola cosa è certa: ancora una volta, degli 80 miliardi “stampati” ogni mese dalla BCE, la stragrande maggioranza dei cittadini europei non vedrà un euro. E pensare che soli pochi giorni fa Peter Praet, capo economista della BCE, ha dichiarato che la banca centrale potrebbe «semplicemente distribuire denaro al pubblico» se lo volesse. Tra il dire e il fare, però, ci sono di mezzo quarant’anni di redistribuzione della ricchezza dal basso verso l’alto.

    Ti potrebbe piacere anche

    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo
    Politica Estera

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    24 Aprile 2026
    Diritti

    Nell’UE il 24, 3 per cento dei giovani fa attivismo online

    24 Aprile 2026
    Economia

    Sul bilancio Consiglio europeo in salita. Meloni: “Negoziato difficilissimo”

    24 Aprile 2026
    L'aula del Parlamento europeo nella sede di Strasburgo. Fonte: Copyright: © European Union 2021 - Source : Parlamento europeo
    Politica

    Bilancio UE, crisi energetica e Ucraina: i temi alla plenaria dell’Eurocamera

    24 Aprile 2026
    [foto: imagoeconomica] ue soldi regole spesa finanza sostenibile
    Green Economy

    UE e istituzioni partner firmano il Fondo sui Green Bond: fino a 20 miliardi di euro per infrastrutture sostenibili

    24 Aprile 2026
    Marta Kos - Ucraina - Allargamento
    Politica Estera

    Accelera il processo per l’adesione dell’Ucraina in UE. Kos: “Integrazione sempre più fondamentale”

    24 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Le dichiarazioni alla stampa dei presidenti del Consiglio europeo, Antonio Costa, della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Cipro, Nikos Christodoulidīs, del Libano, Joseph Aoun, della Siria, Ahmed Hussein al-Sharaa. Fonte: Consglio Europeo

    Von der Leyen ai leader Mediorientali: “Nei momenti di crisi i legami si rafforzano”

    di Giulia Torbidoni
    24 Aprile 2026

    I leader UE constatano che la sicurezza dell'Europa è "strettamente legata" a quella della regione in fiamme e oltre a...

    Nell’UE il 24, 3 per cento dei giovani fa attivismo online

    di Iolanda Cuomo
    24 Aprile 2026

    Una persona su quattro i 16 e 29 anni va sul web per esprimere un'opinione o a voti. Gli italiani...

    Sul bilancio Consiglio europeo in salita. Meloni: “Negoziato difficilissimo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    24 Aprile 2026

    Sul budget settennale (MFF 2028-2034) il vertice informale dei capi di Stato e di governo registra posizioni distanti e inconciliabili....

    L'aula del Parlamento europeo nella sede di Strasburgo. Fonte: Copyright: © European Union 2021 - Source : Parlamento europeo

    Bilancio UE, crisi energetica e Ucraina: i temi alla plenaria dell’Eurocamera

    di Giorgio Dell'Omodarme
    24 Aprile 2026

    La proposta di PPE, S&D e Renew Europe sul prossimo QFP propone di portare all'1,27 per cento del PIL il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione