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    Home » Energia » La partnership energetica tra Italia e Azerbaijan si rafforza sempre più: 3 miliardi in investimenti al Bel Paese

    La partnership energetica tra Italia e Azerbaijan si rafforza sempre più: 3 miliardi in investimenti al Bel Paese

    A fare da collante tra i due Paesi è soprattutto il gas: dal 2020 al 2025, Roma ha ricevuto circa 45 miliardi di metri cubi attraverso il Gasdotto Trans-Adriatico(TAP), infrastruttura progettata per trasportare il gas proveniente dal giacimento Shah Deniz, nel settore azero del Mar Caspio, fino alle coste pugliesi

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    3 Giugno 2026
    in Energia
    Italia Azerbaijan

    Baku, dall’inviata – Tre miliardi di dollari investiti nel Bel Paese, un gasdotto che collega il Mar Caspio alla Puglia e una partnership politica che anche Bruxelles è tornata a considerare. Italia e Azerbaigian appaiono oggi più vicini che mai, in un rapporto che va ben oltre le forniture energetiche e che coinvolge investimenti, infrastrutture, energia e relazioni strategiche. A dimostrare il rafforzamento del rapporto tra Roma e Baku sono i numeri di Sofaz, il fondo sovrano della Repubblica azera. Durante una visita nella sede del fondo nella capitale azera, i vertici hanno rivelato che l’esposizione in Italia ha raggiunto circa 3 miliardi di dollari, pari al 4 per cento del portafoglio complessivo. Una quota che fa dell’Italia il quarto Paese per presenza negli investimenti del fondo.

    Non si tratta di una scelta casuale. Secondo Levan Davitashvili, Ceo di Italiana Petroli, – la società acquisita dalla Compagnia sovrana azera, Socar – l’interesse verso il mercato italiano è il risultato di un rapporto consolidato negli anni. La decisione di investire nel nostro Paese, ha spiegato, “rappresenta la logica continuazione di quanto già fatto in termini di espansione energetica, perché l’Italia non è una novità per l’Azerbaigian. È un partner commerciale molto importante. È il primo partner commerciale in termini di esportazione di risorse energetiche”. Un legame che trova conferma anche nei numeri dell’interscambio energetico. “Per l’Italia, l’Azerbaigian è il secondo fornitore di gas naturale e petrolio”, ha aggiunto Davitashvili, sottolineando il ruolo crescente di Baku nel panorama energetico europeo dopo la crisi delle forniture russe.

    A fare da collante tra i due Paesi è soprattutto il gas. Dal 2020 al 2025 l’Italia ha ricevuto circa 45 miliardi di metri cubi attraverso il Gasdotto Trans-Adriatico(TAP), infrastruttura progettata per trasportare il gas proveniente dal giacimento Shah Deniz, nel settore azero del Mar Caspio, fino alle coste pugliesi. Il TAP rappresenta però soltanto l’ultimo segmento di una rete molto più ampia. Insieme alla South Caucasus Pipeline e alla Trans-Anatolian Pipeline costituisce infatti il Corridoio Meridionale del Gas verso l’Europa, la principale via di accesso dell’Europa alle risorse energetiche del Caspio. Attraverso il terminale di Melendugno, in provincia di Lecce, arrivano ogni giorno tra i 25 e i 28 milioni di metri cubi di gas azero destinati al mercato italiano.

    Una capacità destinata ad aumentare ulteriormente. Nel 2022 la Commissione europea e il governo di Baku hanno firmato un protocollo d’intesa per raddoppiare la portata del TAP, passando da 10 a 20 miliardi di metri cubi annui. Un processo già avviato che, a gennaio di quest’anno, ha portato la capacità complessiva del gasdotto a 11,2 miliardi di metri cubi l’anno. Un passaggio che conferma la crescente centralità del corridoio energetico azero nelle strategie di approvvigionamento dell’Europa.

    La centralità dell’Azerbaigian nella strategia energetica europea è stata al centro anche della visita compiuta a inizio maggio da Giorgia Meloni a Baku. In quell’occasione la presidente del Consiglio aveva evidenziato la necessità di ampliare la cooperazione con i partner strategici dell’area. “Bisogna costruire una strategia nuova, parlando e allargando la cooperazione al proprio spazio geografico, ai Paesi like-minded, cioè ai tanti amici che continuiamo ad avere”, aveva dichiarato. Parole che riflettono una visione di lungo periodo della cooperazione energetica tra Roma e Baku.

    Il rapporto tra Roma e Baku non si esaurisce nel settore energetico. Sofaz guarda infatti all’Italia anche come destinazione privilegiata per i propri investimenti finanziari. Il fondo sovrano detiene partecipazioni in Italo, in FSI, in impianti di energia rinnovabile e nell’Azzurra Capital Investment Fund. E l’interesse è destinato a crescere. “Stiamo cercando nuove opportunità di investimento”, ha dichiarato il vice amministratore delegato di Sofaz, Rovshan Javadov, incontrando i giornalisti nella capitale azera. “Stiamo discutendo con nuovi partner in Europa e l’Italia è il primo Paese. Guardiamo a mercati liquidi principalmente in Europa occidentale”. Un orientamento che conferma la fiducia degli investitori azeri nel mercato italiano.

    A rafforzare ulteriormente il quadro contribuisce anche il riavvicinamento tra Bruxelles e Baku. L’Unione europea e l’Azerbaigian hanno infatti ripreso ufficialmente i negoziati per un nuovo accordo bilaterale. Secondo quanto comunicato su X dalla delegazione europea nel Paese caucasico, le parti hanno finalizzato il testo iniziale delle nuove “Priorità di partenariato”, che dovranno costituire la base politica della cooperazione futura. “Il nostro obiettivo principale è rafforzare il dialogo, la connettività e la cooperazione economica”, si legge nella comunicazione diffusa dalla rappresentanza dell’Unione europea. Un segnale che evidenzia il rafforzamento dei rapporti tra Bruxelles e Baku in una fase cruciale per gli equilibri energetici del continente.

    Tags: Azerbaijanbakuenergiagasgasdottoitaliapetrolioromaue

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