- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 17 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Brexit ed il trilemma della globalizzazione

    Brexit ed il trilemma della globalizzazione

    [di Dani Rodrik] Il celebre economista Dani Rodrik: «La mia generazione di turchi considerava l’UE un faro di democrazia. Oggi sia è trasformata nel suo opposto».

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    17 Giugno 2016
    in Non categorizzato

    di Dani Rodrik 

    Non ho scritto molto sul Brexit perché non ho un’opinione chiara a riguardo. La mia personale speranza è che il Regno Unito scelga di rimanere nell’UE – anche perché ritengo che senza il Regno Unito l’UE diventerà ancora meno democratica e ancora più testarda di quanto non sia già, a causa dei probabili costi economici del Brexit.

    Sì, penso che un’uscita implichi un serio rischio economico per il Regno Unito (e forse per l’economia globale nel complesso), anche se penso che esistano ampi margini di incertezza intorno ai pronostici quantitativi presentati dal Tesoro britannico e da molti economisti inglesi. Ma esistono anche seri problemi relativi alla natura della democrazia e dell’autogoverno nell’UE per come è attualmente costituita.

    Ambrose Evans-Pritchard (AEP) ha scritto un ottimo articolo in cui propone un’argomentazione politica a favore del Brexit. AEP dice di non condividere il tono sciovinista e nativista della campagna pro-Brexit. Mettendo da parte le distorsioni e le menzogne promosse dai “Brexiters”, AEP sostiene che il referendum solleva importanti domande sul futuro del Regno Unito:

    Ridotta all’essenza, alla fine si tratta di una scelta fondamentale: se ripristinare il pieno autogoverno di questa nazione, oppure continuare a vivere in un regime sovranazionale governato da un Consiglio europeo che non abbiamo eletto in nessun modo significativo, e che i cittadini britannici non potranno mai rimuovere, anche quando insiste a commettere errori…

    Quello che dobbiamo decidere è se farci guidare da una Commissione con poteri quasi esecutivi che opera più come le istituzioni chiericali del papato del 13esimo secolo che come un servizio civile moderno; e se vogliamo sottometterci ad una Corte di giustizia europea che invoca una supremazia indiscriminata, senza possibilità di appello…

    Dobbiamo chiederci se pensiamo che le nazioni europee siano le uniche autentiche sedi della democrazia, che si tratti di questo paese, della Svezia, dell’Olanda o della Francia.

    Il problema è che l’UE è più una tecnocrazia che una democrazia (AEP la definisce «una nomenclatura»). Un’ovvia alternativa al Brexit sarebbe quella di costruire una reale democrazia europea. AEP cita Varoufakis, che si batte contro il Brexit e sostiene la necessita di compiere «un enorme passo in avanti verso gli Stati Uniti d’Europa con un vero parlamento e un presidente eletto che sia chiamato a rispondere delle sue decisioni». Secondo AEP, però:

    Non credo che questo sogno sia lontanamente possibile, e neanche auspicabile, e comunque non è un’offerta sul piatto. Dopo sei anni di crisi dell’eurozona non si vede nemmeno l’ombra di un’unione fiscale: non ci sono eurobond, non c’è un fondo di redenzione del debito di tipo hamiltoniano, non c’è condivisione del debito e nemmeno trasferimenti di bilancio. L’unione bancaria contraddice il suo nome. La Germania e gli Stati creditori hanno puntato i piedi su tutto.

    Tutto ciò è ovviamente quello che ho cercato di spiegare con il “trilemma politico dell’economia globale”, riprodotto qui sotto.

    rodrik1  

    Il trilemma sostiene che la democrazia è compatibile con una integrazione economica profonda solo se viene transnazionalizzata anche la democrazia – la soluzione auspicata da Varoufakis. AEP, invece, ritiene che un super-Stato democratico non sia fattibile, e nemmeno auspicabile.

    Va notato che le tensioni che sorgono tra democrazia e globalizzazione non derivano unicamente dalle limitazioni che quest’ultima impone alla sovranità nazionale. In certi casi i vincoli esterni – come nel caso della delega democratica – possono ampliare la democrazia invece di limitarla. Ma esistono anche molte circostanze in cui le regole esterne non soddisfano le condizioni della delega democratica. A tale proposito, si veda questa discussione.

    AEP ritiene che le regole europee si annoverino in quest’ultima categoria. A preoccuparlo non è solo la burocrazia europea (ed in particolare il suo trattamento della crisi dell’euro), ma anche e soprattutto l’autorità esercitata dalla Corte di giustizia europea sulle politiche nazionali, senza possibilità di appello. Sulla clausola di opt-out del Regno Unito scrive:

    Devo anche aggiungere che la clausola di opt-out dalla Carta in base al Protocollo 30, descritta come «chiarissima» da Tony Blair nella Camera dei Comuni, è stata spazzata via dalla Corte di giustizia europea.

    Non ho un’opinione chiara sull’argomentazione di AEP – se l’autogoverno del Regno Unito sia realmente limitato dall’UE e in che misura, o se la sua clausola di opt-out sia stata vanificata dalla Corte di giustizia. Ma è evidente che le regole europee necessarie al funzionamento del mercato unico si sono estese ben al di là dei confini di ciò che può essere sostenuto dalla legittimità democratica. A prescindere dalla clausola di opt-out, ci troviamo chiaramente di fronte al trilemma di cui ho parlato poc’anzi. Nel linguaggio evocativo di AEP:

    Il progetto [europeo] toglie linfa vitale alle istituzioni nazionali, ma non le sostituisce con qualcosa di attraente o di legittimato a livello europeo. Ne porta via tutto il carisma, e lo distrugge. È così che muoiono le democrazie.

    Ho concepito il trilemma della globalizzazione per la prima volta nel 2000, quando mi fu chiesto di contribuire ad un’edizione speciale del Journal of Economic Perspectives. Mi fu chiesto di immaginare quale sarebbe stata la natura dell’economia globale tra 100 anni. Lo presentai come l’equivalente politico del trilemma macroeconomico di un’economia aperta, ben noto agli economisti, secondo cui non possono coesistere i tre elementi seguenti – perfetta mobilità dei capitali, regime di cambi fissi e autonomia nella politica monetaria – ma solo due di essi. Al tempo pensavo – e lo penso ancora – che questo sarà uno degli elementi principali che guiderà l’evoluzione dell’economia politica globale.

    Nel 2000 vedevo l’UE come l’unica regione dell’economia globale che potesse combinare con successo l’iperglobalizzazione (“il mercato unico”) con la democrazia, attraverso la creazione di un demos e di un ordinamento politico europei. Ho espresso la stessa opinione, in maniera un po’ più cauta, anche nel libro del 2011, La globalizzazione intelligente.

    Ma adesso devo ammettere che avevo torto. La maniera in cui la Germania ed in particolare Angela Merkel hanno reagito alla crisi del debito in Grecia ed in altri paesi ha sepolto qualunque speranza di costruire un’Europa democratica. Avrebbe potuto presentare la crisi come una crisi di interdipendenza («Abbiamo tutti contribuito a crearla, e dobbiamo contribuire tutti a risolverla»), sfruttandola come opportunità per fare un salto in avanti verso una maggiore unione politica. Invece l’ha trattata come una morality play, con i paesi responsabili del nord da un lato e gli scansafatiche del sud dall’altro, affidandone la risoluzione ai tecnocrati europei, che hanno proposto soluzioni economiche devastanti.

    Come ci ricordano i critici del Brexit, i costi economici di un’uscita dal Regno Unito potrebbero essere notevoli. Ora sta ai cittadini britannici decidere se il ripristino dell’autogoverno giustifica tali costi. EAP è ben conscio del fatto che questo comporta un «rischio calcolato». La mia generazione di turchi considerava l’Unione europea un modello da emulare ed un faro di democrazia. Mi rattrista vedere che oggi rappresenta uno stile di governo così antitetico alla democrazia che anche osservatori attenti e ragionevoli come AEP pensano che uscirne sia l’unico modo pe restaurare la democrazia.

    Pubblicato sul blog dell’autore il 13 giugno 2016. Tradotto in esclusiva per Oneuro/Eunews da Thomas Fazi. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Emissioni Gas serra UE
    Green Economy

    Nel 2024 le emissioni di gas serra UE calano del 40 per cento sul 1990

    17 Aprile 2026
    Nell'Ue aumenta la quota di rifiuti di imballaggio in plastica non riciclata
    Green Economy

    Plastica monouso, l’UE migliora la raccolta: nel 2022 dieci Paesi in anticipo sul target 2025

    17 Aprile 2026
    Colpi di arma da fuoco vengono esplosi in aria dai sobborghi meridionali di Beirut nelle prime ore del 17 aprile 2026, mentre i residenti celebrano l'inizio di un cessate il fuoco di 10 giorni entrato in vigore a mezzanotte. Il cessate il fuoco era stato annunciato in precedenza dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo colloqui diretti a Washington tra funzionari israeliani e libanesi, i primi negoziati di questo tipo da decenni. Copiright: Nael Chahine/MEI/SIPA / IPA
    Politica Estera

    L’UE accoglie la tregua in Libano, Costa: “Deve essere attuata e verificata sul campo”

    17 Aprile 2026
    Sigfrido Ranucci, conduttore di Report [foto: Andrea Di Biagio/imagoeconomica]
    Politica

    L’UE all’Italia: “Libertà di stampa essenziale, continuiamo a monitorare”

    17 Aprile 2026
    Esercito ucraino e soldati ucraini [foto: imagoeconomica]
    Politica Estera

    Oltre 1,4 milioni, con disabilità e bisogni psicologici: per Ucraina e UE la questione dei veterani

    17 Aprile 2026
    Bulgaria Rumen Radev
    Politica

    La Bulgaria torna alle urne: il favorito è Rumen Radev, tra proclami anti-corruzione e accuse di ‘filo-putinismo’

    16 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Emissioni Gas serra UE

    Nel 2024 le emissioni di gas serra UE calano del 40 per cento sul 1990

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    Secondo gli ultimi dati analizzati dall'Agenzia UE per l'Ambiente, il settore dei trasporti stradali rappresenta una delle principali criticità, che...

    Nell'Ue aumenta la quota di rifiuti di imballaggio in plastica non riciclata

    Plastica monouso, l’UE migliora la raccolta: nel 2022 dieci Paesi in anticipo sul target 2025

    di Giorgio Dell'Omodarme
    17 Aprile 2026

    Secondo il primo report sull'implementazione della Direttiva UE sulla Plastica Monouso, più di un terzo degli Stati membri aveva già...

    Colpi di arma da fuoco vengono esplosi in aria dai sobborghi meridionali di Beirut nelle prime ore del 17 aprile 2026, mentre i residenti celebrano l'inizio di un cessate il fuoco di 10 giorni entrato in vigore a mezzanotte. Il cessate il fuoco era stato annunciato in precedenza dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo colloqui diretti a Washington tra funzionari israeliani e libanesi, i primi negoziati di questo tipo da decenni. Copiright: Nael Chahine/MEI/SIPA / IPA

    L’UE accoglie la tregua in Libano, Costa: “Deve essere attuata e verificata sul campo”

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Timori dal presidente francese Macron per un indebolimento del cessate il fuoco a causa della "prosecuzione delle operazioni militari" che...

    Sigfrido Ranucci, conduttore di Report [foto: Andrea Di Biagio/imagoeconomica]

    L’UE all’Italia: “Libertà di stampa essenziale, continuiamo a monitorare”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il commissario per la Giustizia, Michael McGrath, risponde a un'interrogazione sulla multa a Report: "Un ambiente mediatico libero e pluralistico...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione