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    Home » Economia » Nuovo piano della Troika per Cipro, prelievo del 30% sui conti

    Nuovo piano della Troika per Cipro, prelievo del 30% sui conti

    L'accordo riguarda solo i due principali istituti del Paese tutelando però i piccoli risparmiatori. Rehn: “Sarà un periodo duro per il Paese”. Barroso: “Task force per alleviare conseguenze sociali”

    Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
    25 Marzo 2013
    in Economia
    Christine Lagarde, Jeroen Dijsselbloem e Olli Rehn

    Christine Lagarde, Jeroen Dijsselbloem e Olli Rehn

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    Bruxelles – Il Presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, aveva definito un “errore” tassare i piccoli risparmiatori, nel primo piano di salvataggio di Cipro. E così la nottata di discussioni tra i ministri dei Paesi euro ha portato a un nuovo accordo, basato sulla proposta della Troika (Commissione, Bce e Fondo monetario), in cui i risparmi fino a 100mila euro non verranno toccati.

    Secondo quanto spiegato da Dijsselbloem, per ottenere il prestito da 10 miliardi di euro, Nicosia si impegna a “un programma di consolidamento dei conti, riforme e privatizzazioni”. Nello specifico, la banca Laiki, secondo istituto del Paese, e tra i maggiormente colpiti dalla crisi, sarà divisa in due, una bad bank che fallirà, e una good bank i cui asset, insieme alla liquidità d’emergenza della Bce (Ela) che deve essere restituita, finiranno nella Banca di Cipro. I conti oltre i 100mila euro di quest’ultima saranno tassati probabilmente fino al 30%, permettendo di incassare 4,2 miliardi di euro, ma tutte le altre banche del Paese non saranno toccate dai provvedimenti. I 10 miliardi del prestito non saranno però utilizzati per la Banca di Cipro dove comunque, come ha spiegato Dijsselbloem, “sarà necessaria una ricapitalizzazione”.

    Christine Lagarde, Jeroen Dijsselbloem e Olli Rehn
    Christine Lagarde, Jeroen Dijsselbloem e Olli Rehn

    “È un intervento duro, ma sempre meglio di un fallimento, che avrebbe portato a perdere la totalità dei propri risparmi” ha dichiarato Michel Barnier, commissario al Mercato Interno. Secondo Barnier è importante che “i conti dei piccoli risparmiatori non siano stati toccati. Il messaggio deve essere chiaro, i risparmi sotto i 100mila euro in tutta l’Ue sono e saranno sempre tutelati”. Il commissario ha anche spiegato che il blocco dei movimenti dei capitali dall’isola, resosi necessario per impedire fughe di denaro per sfuggire alla tassazione, è un provvedimento “eccezionale e temporaneo”, e per questo in linea con i Trattati

    “Ci siamo trovati in una situazione in cui non c’erano più soluzioni ottimali, ma solo scelte difficili”, scelte che porteranno “a un futuro duro per Cipro e il suo popolo”, ha ammesso il vicepresidente della Commissione, Olli Rehn, che ha però promesso: “Faremo tutto il possibile per alleviare le conseguenze sociali di questo shock economico e per aiutare le fasce sociali più vulnerabili”.

    Per raggiungere questo obbiettivo il Presidente José Manuel Barroso ha proposto di istituire una task force ad hoc che avrà la sua base a Bruxelles ma lavorerà insieme a un team proveniente da Nicosia. “Mobiliteremo fondi Ue per supportare le autorità cipriote nel loro sforzo di ristabilire la stabilità finanziaria, economica e sociale” ha dichiarato Barroso. Questa task force sarà concentrata, secondo il Presidente, su lavoro, competitività e crescita, e darà dei rapporti quadrimestrali sia a Nicosia che a Bruxelles. Lavorerà inoltre sotto la supervisione di Rehn e sarà collegata a quella per la Grecia. E non a caso, le due crisi sono strettamente collegate, le speculazioni finanziarie delle banche cipriote, che dovevano finanziare ai propri clienti tassi folli fino al 5%, si erano concentrate in passato sugli istituti di Atene. Crollati gli uni, si sono portati dietro gli altri.

    Il sistema cipriota sarà quindi ricostruito dalle basi. “Non è possibile avere istituti finanziari che gestiscano fondi superiori al Pil nazionale come accadeva a Nicosia”, ha sottolineato Barnier secondo cui l’entrata in vigore del meccanismo unico di supervisione bancaria aiuterà a fare in modo che una crisi del genere non si ripeta più: “In passato non abbiamo controllato a dovere l’evolversi della situazione, ma se avessimo avuto già a disposizione questo strumento di controllo affidato alla Bce, tutto questo non sarebbe accaduto”.

    Articoli correlati:
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    – Dijsselbloem e Cipro, sbagliando non sempre si impara

    Tags: banchebarnierBarrosociproCrisiDijsselbloemFmigreciapiano di salvataggiorehntroika

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