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    Home » Economia » Evasione e paradisi fiscali, il Parlamento europeo vuole la tolleranza zero

    Evasione e paradisi fiscali, il Parlamento europeo vuole la tolleranza zero

    In vista del vertice dei capi di Stato, gli eurodeputati chiedono che i Paesi membri puntino a dimezzarla entro il 2020. Barroso: “Dal 2015 scambio automatico di informazioni nell’Ue”.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    21 Maggio 2013
    in Economia

    In vista del vertice dei capi di Stato, gli eurodeputati chiedono che i Paesi membri puntino a dimezzarla entro il 2020. Barroso: “Dal 2015 scambio automatico di informazioni nell’Ue”

    L'Aula del Parlamento europeo a Strasburgo
    L’Aula del Parlamento europeo a Strasburgo

    dall’inviata Letizia Pascale

    Mille miliardi di euro che se ne vanno in fumo ogni anno: duemila euro persi per ogni cittadino europeo. È un conto impressionante quello del denaro pubblico divorato da frode ed evasione fiscale: più di quanto tutti i 27 insieme spendono per la sanità, quattro volte quello che viene investito in istruzione in tutta l’Unione europea. Una perdita inaccettabile in qualsiasi condizione, ma che diventa “scandalosa” nel momento in cui si lotta contro la peggiore crisi economica degli ultimi decenni.

    Così il Parlamento europeo, riunito in plenaria a Strasburgo sceglie la linea dura e approva una risoluzione per chiedere agli Stati membri di unire le forze per raggiungere un obiettivo ambizioso: dimezzare il “gap fiscale” (il denaro non riscosso) entro il 2020. Per raggiungere l’obiettivo comune gli eurodeputati sollecitano gli Stati membri a concordare una chiara e comune definizione di “paradiso fiscale” così da redigere una lista nera.

    Nel mirino non solo le pratiche illegali ma anche l’evasione fiscale legale e la pianificazione fiscale aggressiva, che sfruttano le lacune giuridiche e le differenze tra i sistemi fiscali e la mancanza di cooperazione tra i diversi Paesi. “Le possibilità di frodi fiscali transfrontaliere sono scandalose e le misure nazionali unilaterali non saranno sufficienti a sconfiggerle”, ha ricordato Mojca Kleva Kekuš (S&D), relatrice della risoluzione approvata oggi per alzata di mano.

    La risposta deve arrivare dalla cooperazione tra Stati anche secondo il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso che, al vertice di domani chiederà l’impegno politico dei 27 su un “semplice principio”: dal primo gennaio del 2015 nell’Unione europea, “ci dovrà essere lo scambio automatico di informazioni su tutte le forme di reddito da risparmio”. Da Strasburgo Barroso ha ricordato che ogni anni, a causa delle “frodi fiscali e dell’inaccettabile evasione” si perde una cifra pari “quasi al doppio del deficit annuale di bilancio di tutti i Paesi membri e al budget settennale dell’Unione” e ha annunciato che a breve la Commissione presenterà una proposta “per emendare la direttiva sulla cooperazione amministrativa”.

    Fondamentale, secondo i deputati, anche imporre agli Stati membri che chiedono assistenza finanziaria l’obbligo di migliorare non solo la loro capacità di riscuotere le tasse e combattere la frode fiscale, ma anche di fare di più per la lotta a riciclaggio di denaro, evasione fiscale e pianificazione fiscale aggressiva. Non solo: nessun finanziamento Ue o statale, chiedono ancora i membri del Parlamento europeo, dovrebbe andare alle imprese che hanno violato le norme fiscali comunitarie. Secondo Strasburgo, infine, gli Stati membri dovrebbero contribuire a ridurre l’evasione fiscale anche utilizzando le banche dati sui veicoli a motore, proprietà e yacht e utilizzando le fonti protette d’informatori e giornalisti.

    “Abbiamo libero movimento di beni, persone, servizi e capitali. Per questo è logico che tra Stati membri scambiamo anche informazioni fiscali” ha commentato il capogruppo Epp, Joseph Daul. “Chi froda sfrutta semplicemente le legislazioni nazionali dei singoli Stati membri. Se questi non cominciano a prendere misure concrete saranno semplicemente complici” ha aggiunto per Alde, Theodoros Skylakakys. Il vertice Ue, afferma pensando a domani il verde Daniel Cohn-Bendit “deve impegnarsi con forza per mettere in atto regole semplici” come un “sistema automatico di scambio di informazioni tra paesi per i depositi, in particolare delle imprese”.

    L’approvazione del rapporto contro l’evasione fiscale è un “grande passo avanti e un segnale forte per il Consiglio” anche secondo Thomas Händel (Gue): “Abbiamo bisogno di criteri stringenti per combattere l’evasione. Abbiamo bisogno di pene pesanti e sanzioni effettive”. “Vogliamo indietro i nostri soldi dai paradisi fiscali – ha detto nel corso del dibattito in aula il capogruppo dei socialisti-democratici (S&D), Hannes Swoboda -. È inaccettabile, è una vergogna. Recuperiamo i soldi dell’evasione e lottiamo contro la disoccupazione”. Una richiesta condivisa da tutto l’emiciclo, con l’esclusione degli euroscettici, contrari a un intervento europeo.

    Leggi anche:
    – Domani Consiglio “Tematico” su energia e tasse. Poche ore, ma intense
    – Consiglio europeo, le conclusioni di domani (aggiornate)

    Tags: evasione fiscaleparlamento europeostrasburgo

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