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    Home » Non categorizzato » 28 paesi, 24 lingue, tutti felici e contenti: l’inevitabilità della mediocrità

    28 paesi, 24 lingue, tutti felici e contenti: l’inevitabilità della mediocrità

    Virginia Mucchi di Virginia Mucchi
    15 Settembre 2013
    in Non categorizzato

    AgireEccolo. La campagna di comunicazione per le elezioni europee del 2014 è ufficialmente iniziata . Un video, 28 paesi, 24 lingue. L’intera campagna, come è stato ripetutamente sottolineato, costerà 16 milioni di euro, esattamente 0,031 euro per cittadino. Dunque, soldi ben spesi ?

    Innanzitutto il video :

    Mi piace la tagline. Come accade spesso, in inglese funziona meglio che in altre lingue – italiano incluso. Ma mi piace. Tre semplici parole, adatte ed efficaci .

    La musica, le immagini e le parole mi convincono meno. Non mi soffermo sulla musica che è francamente poco significativa. Ma le immagini, alcune anche piuttosto forti, non hanno alcuna connessione visiva tra di loro, se non fosse per le parole. Sembrano immagini scelte un po’ a caso; ma questo non è possibile, direte. Forse il problema sta nel fatto che il copione comincia con una lunga lista di verbi, uno opposto dell’altro (amare-odiare, iniziare-finire e così via – ma non potevano almeno scegliere verbi che si riferiscono a temi di cui si occupa la UE?): nel tentativo di fare un video che fosse facile da capire e abbastanza ovvio, i producers devono aver deciso di essere un po’ troppo generici e un filo troppo letterali cosicchè, nel selezionare le immagini, hanno scelto quelle che più semplicemente riflettessero le parole. In un video ben fatto, le immagini dovrebbero parlare da sole . Qui, non credo proprio che nessuno capirebbe di cosa parla il video se si abbassasse il sonoro! (Piccola parentesi per la versione italiana: ma una voce nuova no eh?)

    Ma questo mi porta al problema principale: immagino ci saranno state infinite riunioni e delicate trattative prima e durante la produzione per far felici tutti e in tutte le lingue! Quindi, non dovrei essere troppo critica. No, non voglio essere critica. Sono ‘solo’ arrabbiata . Ma non arrabbiata con il Parlamento, intendiamoci.

    Arrabbiata per l’inevitabilità della mediocrità – caspita, sembro Salieri nel film ‘ Amadeus ‘! E come Salieri, quando dico mediocre non voglio dire necessariamente inferiore, voglio dire ordinario.

    Arrabbiata perché i partiti nazionali euro-scettici non hanno lo stesso obbligo di cercare di far contenti tutti .

    Arrabbiata perché i suddetti partiti potranno usare messaggi provocatori, forse anche disdicevoli, purchè riflettano la loro narrativa semplicistica, una visione in bianco e nero di quello che è e fa l’Unione Europea.

    Arrabbiata perché molto probabilmente vedremo una maggiore partecipazione alle elezioni europee del prossimo anno ma non grazie a questo video, bensì grazie a questi messaggi ‘edificanti’: messaggi che convinceranno un numero considerevole di cittadini scontenti in cerca di un colpevole su cui scagliarsi.

    Arrabbiata perché, di conseguenza, potremmo finire con un Parlamento europeo che rappresenta soltanto una specifica – per usare un termine neutro – fetta del demos europeo .

    Quindi , la questione non è se il denaro investito in questa campagna sia denaro ben speso, ma piuttosto quale tipo di messaggi, noi pro-europei, dovremo comunicare per combattere ad armi pari e in modo efficace quella che sarà senza dubbio la più dura campagna elettorale europea fino ad oggi.

    Lo so che questa è una campagna di informazione e che il Parlamento non può essere apertamente pro-europeo. Ma per qualcuno che, come me, ci tiene profondamente ai risultati delle elezioni del prossimo anno, è quantomeno scoraggiante arrivare alla conclusione che un copione ” amare-odiare, iniziare-finire, vincere-perdere” non è quanto serve per mettere ko l’euro-fobia. Ma dai, Virginia , siamo appena agli inizi ….

    Virginia Mucchi

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