La Garanzia per i giovani, il fondo speciale da 6 miliardi per stimolare e favorire la creazione di posti di lavoro per tutti gli under-25, diventa operativa. La Commissione europea ha già fornito le cifre preliminari delle quote riservate ai paesi sulla base delle situazioni dei singoli stati membri e sui piani presentati dai governi a Bruxelles. Diciassette i paesi che hanno definito i piani e li hanno presentati alla Commissione europea. Spagna (881 milioni di euro), Italia (530 milioni) e Francia (289,7 milioni) i primi tre paesi per allocazioni dall’iniziativa per i giovani. Non sorprende la decisione per i primi due paesi, dato che Spagna e Italia sono tra quegli otto paesi dell’Ue col tasso di disoccupazione giovanile più elevato e per cui la Commissione europea si trovò costretta a istituire appositi action team per aiutare i governi a varare politiche occupazionali efficaci. La Francia, che non era tra gli otto peggiori dell’Ue, chiede e ottiene interventi più sostanziosi di altri paesi e il dato non può non saltare agli occhi.
La Commissione europea intanto esamina i piani per l’attuazione della garanzia per i giovani inviati dai governi, e “nelle prossime settimane” risponderà dando a ciascuno paese membro commenti e suggerimenti circa la traduzione in pratica dei piani con le misure da finanziare con i soldi del fondo comuntario. All’appello mancano a oggi ancora undici paesi (Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Regno Unito, Slovacchia e Slovenia), ancora in fase di stesura del piano. “Li invitiamo a finalizzare i piano quanto prima”, il richiamo di Laszlo Andor, commissario europeo per l’Occupazione e gli Affari sociali. “Lasciare i giovani senza aiuti incide negativamente sulle loro prospettiva di vita e danneggia il potenziale europeo economico e di coesione sociale”.
R.G.

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