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Lamy: “Sì al Ttip, ma nel rispetto dei consumatori”

Lamy: “Sì al Ttip, ma nel rispetto dei consumatori”

L’ex direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, appena nominato vicepresidente della Fondazione europea per gli Studi progressisti, ha sottolineato l’importanza dell’accordo di libero scambio tra Europa e Usa: “No a visione puramente economica, devono esserci garanzie per la salute e per l’ambiente”

L’economista francese Pascal Lamy, che dal 2005 al 2013 è stato direttore generale del Wto, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, e che ha ricoperto il ruolo di Commissario europeo per il Commercio nella Commissione Prodi, è stato eletto vicepresidente del Feps, la Fondazione europea per gli Studi progressisti, guidata da Massimo D’Alema. “Sono lieto di poter dare una mano a un’associazione di ricerca come questa – ha commentato Lamy – oggi più che mai c’è bisogno di promuovere un dibattito intellettuale che sia pronto ad affrontare le sfide globali”.

Il Feps, attraverso i suoi studi e le sue iniziative, porta aventi numerose discussioni sui temi cruciali che riguardano l’Europa e non solo. La Fondazione ha recentemente avviato un gruppo di lavoro che si occupa di raccogliere riflessioni sul Ttip, il Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra Europa e Stati Uniti. “Si tratta di un negoziato importante, anche se difficile – ha dichiarato Lamy – e bisogna condurlo ponendo una particolare attenzione agli interessi dei consumatori”.

Secondo l’economista francese l’accordo di libero scambio con gli Usa non deve essere letto come un semplice negoziato economico, ma deve essere interpretato nel suo contesto globale. “Il Ttip può e deve anche essere l’occasione per introdurre nuove regole – ha specificato Lamy – serve un commercio che porti maggiori garanzie per la salute delle persone e per l’ambiente. Va quindi respinta una visione selvaggia e puramente economica dell’accordo”.

“Perché il Ttip sia un successo è necessario renderlo espressione di un futuro orientato a un nuovo accordo globale – ha concluso Lamy – dove le relazioni commerciali internazionali siano definite dalla promessa di progresso, di prosperità e di benessere per tutti. Tutti questi aspetti devono servire a dimostrare che esiste un modo per portare un equilibrio rinnovato nelle relazioni internazionali e nelle istituzioni”.

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