- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 8 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Gas e petrolio, la crisi tra Ue e Russia rischia di trasferirsi al Polo Nord

    Gas e petrolio, la crisi tra Ue e Russia rischia di trasferirsi al Polo Nord

    Mosca ha la maggior parte dei giacimenti nascosti sotto il ghiaccio. Ora che i rapporti con Bruxelles sono deteriorati l'accordo per uno sfruttamento sostenibile potrebbe venir meno

    Lena Pavese di Lena Pavese
    11 Luglio 2014
    in Politica Estera

    Gas e petrolio mettono a rischio il Polo Nord. Il circolo polare artico, da anni motivo di corsa all’oro tra i Paesi che vi si affacciano, rischia di risentire dei mutati equilibri internazionali e del deterioramento delle relazioni tra Europa a Russia. Un documento di lavoro redatto dal Servizio di ricerca del Parlamento europeo, ricorda che la crisi ucraina “induce l’Unione europea a ridurre la propria dipendenza dalla forniture russe” e questo rilancia la corsa europea verso l’estrazione delle risorse che si trovano sotto i ghiacci della calotta artica. Ma mentre l’Ue sposa una linea di compromesso tra le esigenze di sfruttamento delle risorse e la salvaguardia ambiente, la Russia preferirebbe intervenire senza porsi troppo questioni. Nel 2013 il governo di Mosca si è impegnato a lavorare con l’Ue anche al Polo Nord (nel piano d’azione per la cooperazione energetica Ue-Russia fino al 2050), ma alla luce della crisi diplomatica tra i due blocchi non è escluso che il partner euroasiatico possa sentirsi libero di non attenersi troppo a quanto concordato. Per questo il Parlamento europeo – in base al documento di lavoro – chiede “speciale attenzione” per la protezione del Polo Nord.

    Associazioni ambientaliste quali Greenpeace e Wwf hanno denunciato la pericolosità dell’attività russa, con Gazprom pronta a realizzare due nuove piattaforme petrolifere nel mare della Pečora (la parte sud-orientale del mar di Barents) per l’estrazione di greggio, piattaforme che si andranno aggiungere a quella già esistente di Prirazlomnaya, sempre di proprietà di Gazprom. Il rischio ambientale è elevato: in caso di fuoriuscite, il greggio resterebbe al polo compromettendo l’intero ecosistema. Le temperature rigide che impediscono l’evaporazione e l’assenza di tecnologie di pulizia adeguate del mare, pongono degli interrogativi. Finora si era riusciti a far ragionare il vicino russo, ma adesso la questione potrebbe cambiare. Anche perché è difficile far rinunciare il Cremlino ai suoi tesori nascosti: allo stato attuale nella regione artica ci sarebbero riserve di petrolio per 130 miliardi di barili e riserve di gas per un volume stimato attorno al milione e mezzo di miliardi di metri cubi (o 1.500 trilioni di metri cubi). Di questi giacimenti ricadono in territorio russo 95 miliardi di barili di greggio (sui 130 totali) e 1.390 trilioni di metri cubi di gas. Mosca è signora e padrona delle proprie ricchezze, e dall’alto del suo isolamento internazionale può disporre ancor più a proprio piacimento di ciò che l’Artico mette a disposizione.

    L’Ue si è sin da subito detta a favore di un’estrazione sostenibile delle risorse, attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie per l’abbattimento dei rischi ambientali. Tecnologie ancora non disponibili, e che impongono di dover aspettare per l’estrazione. Peccato che il governo russo nel 2008 abbia adottato un documento politico il cui obiettivo è “trasformare l’Artico nella principale area strategica di risorse naturali entro il 2020”. La Russia non aspetterà, anche perché l’assottigliamento continuo dello strato di ghiaccio nel polo permetterà una sempre maggiore attività umana. Ed ExxonMobil (Stati Uniti), Eni (Italia) e Statoil (Norvegia), hanno già concordato con il produttore di petrolio russo, Rosneft, un ingresso nella regione prima del 2020. L’Ue dovrà quindi muoversi per cercare di assicurarsi uno sfruttamento davvero sostenibile del gas e del greggio polare.

    Tags: dipendenza energeticagaspetrolioPolo Nordrussiaue

    Ti potrebbe piacere anche

    Gas
    Energia

    L’UE reggerà l’inverno nonostante gli stoccaggi di gas sotto la media

    8 Ottobre 2026
    Il presidente dell'Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, apre la riunione dell'Eurogruppo. Lussemburgo 8 ottobre 2026. Source: EU Council
    Economia

    La richiesta italiana di altra flessibilità è indigesta all’Eurogruppo, Paesi Bassi “stanchi” del dibattito

    8 Ottobre 2026
    Il presidente della Russia, Vladimir Putin. Contro di lui l'Ue poteva fare di più in termini di sanzioni, ammette la Commissione europea [foto: imagoeconomica]
    Le Brevi

    Il Consiglio UE proroga di un anno le sanzioni alla Russia per le attività ibride

    8 Ottobre 2026
    Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il presidente francese Emmanuel Macron alla conferenza sulla sovranità tecnologica in Europa. Source: Bundesregierung/ Jesco Denzel via Imagoeconomica
    Opinioni

    La lettera dei due uscenti

    8 Ottobre 2026
    Banconote da 500 euro, mazzette di soldi [foto: imagoeconomica]
    Politica

    La Corte dei conti sul bilancio UE: “Senza nuove risorse proprie, rischio di significativa carenza di fondi”

    8 Ottobre 2026
    Panini per servizio mensa [foto: imagoeconomica]
    Agrifood

    Niente carne, pollo e neppure pesce: nel 2025 permetterseli è un problema per oltre 38,3 milioni di europei

    7 Ottobre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente del Consiglio europeo, Antònio Costa. Crediti: Consiglio europeo

    Costa: con il Consiglio europeo di ottobre “i negoziati sul QFP entrano in una fase decisiva”

    di Iolanda Cuomo
    8 Ottobre 2026

    Nella tradizionale lettera d'invito ai 27 leader UE, il presidente del Consiglio europeo ha avvertito: "In un contesto di crescente...

    Gas

    L’UE reggerà l’inverno nonostante gli stoccaggi di gas sotto la media

    di Annachiara Magenta annacmag
    8 Ottobre 2026

    Il rapporto invernale della Rete europea dei gestori dei sistemi di trasporto del gas (ENTSOG) conferma che il sistema dell’UE...

    Il presidente dell'Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, apre la riunione dell'Eurogruppo. Lussemburgo 8 ottobre 2026. Source: EU Council

    La richiesta italiana di altra flessibilità è indigesta all’Eurogruppo, Paesi Bassi “stanchi” del dibattito

    di Giulia Torbidoni
    8 Ottobre 2026

    Disponibilità, invece, dalla Spagna. "Vedremo in che cosa si tradurrà esattamente la proposta, ma siamo aperti a prenderla in considerazione",...

    ecolabel -

    L’Ecolabel UE conquista la fiducia dei consumatori: l’81 per cento lo considera più sostenibile

    di Annachiara Magenta annacmag
    8 Ottobre 2026

    I dati sul marchio di etichette sono stati pubblicati dall'ultimo sondaggio Eurobarometro, in occasione della Giornata mondiale dell’Ecolabel

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione