- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 6 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Scozia, il Regno Unito si spezza oggi?

    Scozia, il Regno Unito si spezza oggi?

    Gli ultimi sondaggi riportano in testa gli unionisti, ma gli indecisi sono tanti, tra l'8 e il 14 per cento. Il nodo dell'Adesione all'Unione europea

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    17 Settembre 2014
    in Politica Estera
    Powered by powered by evolution group

    Sean Connery contro David Bowie, Nord contro Sud, separatisti contro unionisti, ma anche centrosinistra contro centrosinistra e centrodestra contro centrodestra. Il referendum di oggii in Scozia sarà un momento storico (e questa volta il termine non è esagerato) e, comunque vada a finire, profondamente divisivo per una popolazione di cinque milioni e mezzo di abitanti che oggi deciderà il proprio destino: fuori o dentro al Regno Unito, dopo trecento anni.

    I sondaggi sono quanto mai incerti. Le ultime rilevazioni hanno riportato i “no” alla divisione in testa, con un cinque per cento di voti in più, dopo che la scorsa settimana, per la prima volta, i “sì” erano passati in vantaggio di un paio di punti. Ma, anche qui, ad avere in pugno il destino della Scozia sono gli indecisi, che variano, secondo i sondaggi, dal sei al quattordici per cento. Essendo gli elettori un po’ più di quattro milioni (votano anche i sedicenni e i non scozzesi però residenti in Scozia) le persone da convincere sono tra le 240mila e le 550mila, un sacco di gente, alla quale i due fronti questa mattina si rivolgono con centinaia di nuovi manifesti e tonnellate di volantini. Il fronte del “sì” sembra quello più organizzato e qualcuno si aspetta che la Scozia sarà tappezzata di materiale elettorale separatista.

    Tutti sono mobilitati, dalla regina Elisabetta in giù. La sovrana, che la maggioranza degli scozzesi vuole avere come capo di stato anche dopo un’eventuale separazione, come hanno ad esempio anche Australia e Canada, ha detto la sua un paio di giorni fa, invitando i suoi sudditi a “riflettere bene” su cosa vorrebbe dire separarsi. I partiti politici inglesi sono mobilitati per il “no”, e per l’occasione cancellano le distanze. David Cameron. Nick Clegg (il vicepremier liberale) e il leader labour Ed Miliband sono anche andati insieme a perorare la causa degli unionisti. Ieri il governo ha promesso nuove autonomie, in particolare sulla sanità, mentre il povero Miliband martedì è dovuto scappare da un comizio che stava tenendo in un centro commerciale a causa del crescente malumore tra gli ascoltatori. Eppure la Scozia, tradizionalmente, è di centrosinistra, ma oramai la frattura tra quelli che puntano alla separazione e i contrari appare profonda e insanabile.

    Oggi dunque si dovrà dare risposta nelle urne alla domanda : “La Scozia deve essere uno stato indipendente?”. Il brevissimo e chiaro testo è stato negoziato lungamente, “in un processo costituzionale condiviso”, come spiega l’eurodeputato delle Scottish National Party Alyn Smith. Il negoziato democratico ha contraddistinto tutto questo percorso, con un confronto pacifico (in cui Cameron, dicono alcuni unionisti, è stato anche troppo superficiale e ottimista). E’ stato negoziato anche il “dopo”. Nell’eventualità di una vittoria del “sì” i negoziati per arrivare alla separazione inizieranno subito, e l’obiettivo a Edimburgo è quello di proclamare la nascita della Scozia autonoma nel marzo 2016. Questo processo sarà in realtà molto complesso, ci saranno discussioni su ogni cosa, perché benché la Scozia abbia conservato moltissime autonomie, come il sistema giudiziario ed abbia tuttora una banca centrale che batte moneta (la sterlina, per ora), si tratta comunque di dividere in due un paese dopo 300 anni. Quindi c’è il problema dei sommergibili nucleari che sono al Nord, dei giacimenti petroliferi, della sanità delle fonti energetiche, dei controlli alle frontiere, della durata dei passaporti UK ora in mano agli scozzesi…

    E poi c’è il grande capitolo dell’Unione europea (e della Nato). Gli indipendentisti, anche se per ora rifiutano l’euro, sono fortemente europeisti, certo più degli inglesi. Nel Continente però la separazione è vista come fumo negli occhi da tutti i governi, in particolare da quelli che hanno pendenti questioni simili, come la Spagna con la Catalogna, o il Belgio con le Fiandre. O anche la Francia con la Corsica. Si temono poi ripercussioni sulla tenuta del governo di Downing street e delle reazioni dei mercati finanziari, che hanno già mostrato molto nervosismo. Dunque, tranne che dai partiti separatisti sparsi per il Vecchio Continente, si è sostanzialmente fatto quadrato per “sconsigliare” gli scozzesi a votare “sì”. La verità, come scrive lo studioso Graham Avery in un documento elaborato su richiesta della Camera dei Comuni e del Parlamento scozzese, è che “quelli che si oppongono alla separazione tendono a ad esagerare le difficoltà di un’adesione all’Unione”. Eppure qualcosa di molto simile è già successo, anche se al contrario: l’unificazione delle due germanie. “Quello fu un allargamento senza adesione, in questo caso avremmo un’adesione senza allargamento”, spiega Avery. Dunque esiste un precedenti che è pertinente.

    Ma se poi i separatisti vincessero, cosa ne sarebbe di quel pezzo di Unione europea che ora fa parte del regno Unito? Ora si dice che per loro sarebbe difficile accedere, che ci vorranno anni, che si deve cominciare tutto dal principio e che non è detto che tutti i governi voteranno a favore di una Scozia nell’Ue. Esagerazioni, probabilmente. Il ministro spagnolo degli Affari Europei ha detto martedì che ci vorranno “cinque anni” per l’adesione, ma non ha detto “no”, non ha detto che Madrid voterebbe contro. Poi, una volta decisa la separazione, si tratterebbe di discutere con un nuovo paese che ha già tutto in regola per essere dell’Ue, facendone ora parte! I giuristi e i politologi, perché poi sarà la politica a decidere il che fare, iniziano ad ammettere che, per lo meno, il processo dovrebbe essere accelerato, magari limitato alla verifica che non ci sian cambiamenti istituzionali contrari allo spirito e alle norme comunitarie.

    D’altra parte, scrive Avery, “lo scenario di una Scozia al di fuori dell’Ue e che non applica le regole dell’Ue sarebbe un incubo legale, che creerebbe difficoltà sociali ed economiche per i cittadini dell’Unione, che sarebbe privata dei vantaggi di una partecipazione di Edimburgo in termini di risorse finanziarie, di quote di pesca…” e tante altre cose che la ricca Scozia porta all’Unione. E poi,  se il capo dello Stato resta poi lo stesso, come si potrebbero tenere lontani dall’Ue quelli che sono e resteranno sudditi di Elisabetta II?

    Tags: CatalognaCorsicaDavid BowieDavid CameronEd MilibandFiandreindipendenzalegalondrareferendumscoziaSean Conneryurnevoto

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Occhiali: Kevin Ku via Unsplash
    Net & Tech

    Gli “occhiali intelligenti”: un nuovo Grande fratello che spaventa l’Europa

    2 Settembre 2026
    Da sinistra a destra l'eurodeputato (S&D), Pierfrancesco Maran, e la commissaria europea per la Gestione delle crisi e uguaglianza, Hadja Lahbib.
    Ambiente

    Incendi, Lahbib: “Nessuno Stato UE può lottare contro il cambiamento climatico da solo”

    1 Settembre 2026
    [foto: MPD01605/Wikimedia Commons]
    Politica

    Non solo Islanda, tutti i referendum sull’UE e i loro esiti (vittorie e sconfitte tra paure e presunte convenienze)

    31 Agosto 2026
    "UE + Islanda, No grazie". Cartello anti-adesione del 2013 [foto: Arctic Falcon/Wikimedia Commons]
    Politica Estera

    Islanda, niente UE: al referendum vince il ‘no’ alla ripresa dei negoziati di adesione

    31 Agosto 2026
    foto: Eunews
    Politica Estera

    Islanda-UE, è il momento della verità: cittadini al voto per riaprire (o no) i negoziati di adesione

    28 Agosto 2026
    Emergenza caldo a Milano: Clemente Marmorino via Imagoeconomica
    Le Brevi

    Belgio, EuroMOMO: “A giugno il tasso di mortalità in eccesso più alto d’Europa”

    28 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Mucche. Crediti: Carolien van Oijen via Unsplash

    Brasile, UE: le importazioni di carne riprendono quando rispetteranno le norme comunitarie

    di Iolanda Cuomo
    4 Settembre 2026

    Sono state sospese il 3 settembre le importazioni di carne dallo Stato sudamericano. Un portavoce della Commissione europea: "Il nostro...

    Marta Kos - Serbia - Mladic

    Kos rinvia la visita in Serbia: “La glorificazione di Mladić è incompatibile con i valori UE”

    di Annachiara Magenta annacmag
    4 Settembre 2026

    La commissaria per l'Allargamento contro le celebrazioni di Belgrado per l’ex comandante militare, soprannominato il 'macellaio della Bosnia ', condannato...

    [Foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Cresce la pressione per vietare i filtri delle sigarette, la Commissione ci ragiona

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    4 Settembre 2026

    Dall'europarlamento la richiesta trasversale di esponenti di PPE, S&D, RE, Verdi e laSinistra. Varhelyi non esclude nulla

    La commissaria per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib [foto: Claudio Centonze/imagoeconomica]

    Nepal, dall’UE 82 tonnellate di beni di prima necessità. Lahbib: “A fianco del popolo”

    di Redazione eunewsit
    4 Settembre 2026

    Bruxelles - L'Unione europea ha inviato 82 tonnellate di beni di prima necessità al Nepal che sta affrontando il tragico...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione