- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 17 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Scozia, il Regno Unito si spezza oggi?

    Scozia, il Regno Unito si spezza oggi?

    Gli ultimi sondaggi riportano in testa gli unionisti, ma gli indecisi sono tanti, tra l'8 e il 14 per cento. Il nodo dell'Adesione all'Unione europea

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    17 Settembre 2014
    in Politica Estera

    Sean Connery contro David Bowie, Nord contro Sud, separatisti contro unionisti, ma anche centrosinistra contro centrosinistra e centrodestra contro centrodestra. Il referendum di oggii in Scozia sarà un momento storico (e questa volta il termine non è esagerato) e, comunque vada a finire, profondamente divisivo per una popolazione di cinque milioni e mezzo di abitanti che oggi deciderà il proprio destino: fuori o dentro al Regno Unito, dopo trecento anni.

    I sondaggi sono quanto mai incerti. Le ultime rilevazioni hanno riportato i “no” alla divisione in testa, con un cinque per cento di voti in più, dopo che la scorsa settimana, per la prima volta, i “sì” erano passati in vantaggio di un paio di punti. Ma, anche qui, ad avere in pugno il destino della Scozia sono gli indecisi, che variano, secondo i sondaggi, dal sei al quattordici per cento. Essendo gli elettori un po’ più di quattro milioni (votano anche i sedicenni e i non scozzesi però residenti in Scozia) le persone da convincere sono tra le 240mila e le 550mila, un sacco di gente, alla quale i due fronti questa mattina si rivolgono con centinaia di nuovi manifesti e tonnellate di volantini. Il fronte del “sì” sembra quello più organizzato e qualcuno si aspetta che la Scozia sarà tappezzata di materiale elettorale separatista.

    Tutti sono mobilitati, dalla regina Elisabetta in giù. La sovrana, che la maggioranza degli scozzesi vuole avere come capo di stato anche dopo un’eventuale separazione, come hanno ad esempio anche Australia e Canada, ha detto la sua un paio di giorni fa, invitando i suoi sudditi a “riflettere bene” su cosa vorrebbe dire separarsi. I partiti politici inglesi sono mobilitati per il “no”, e per l’occasione cancellano le distanze. David Cameron. Nick Clegg (il vicepremier liberale) e il leader labour Ed Miliband sono anche andati insieme a perorare la causa degli unionisti. Ieri il governo ha promesso nuove autonomie, in particolare sulla sanità, mentre il povero Miliband martedì è dovuto scappare da un comizio che stava tenendo in un centro commerciale a causa del crescente malumore tra gli ascoltatori. Eppure la Scozia, tradizionalmente, è di centrosinistra, ma oramai la frattura tra quelli che puntano alla separazione e i contrari appare profonda e insanabile.

    Oggi dunque si dovrà dare risposta nelle urne alla domanda : “La Scozia deve essere uno stato indipendente?”. Il brevissimo e chiaro testo è stato negoziato lungamente, “in un processo costituzionale condiviso”, come spiega l’eurodeputato delle Scottish National Party Alyn Smith. Il negoziato democratico ha contraddistinto tutto questo percorso, con un confronto pacifico (in cui Cameron, dicono alcuni unionisti, è stato anche troppo superficiale e ottimista). E’ stato negoziato anche il “dopo”. Nell’eventualità di una vittoria del “sì” i negoziati per arrivare alla separazione inizieranno subito, e l’obiettivo a Edimburgo è quello di proclamare la nascita della Scozia autonoma nel marzo 2016. Questo processo sarà in realtà molto complesso, ci saranno discussioni su ogni cosa, perché benché la Scozia abbia conservato moltissime autonomie, come il sistema giudiziario ed abbia tuttora una banca centrale che batte moneta (la sterlina, per ora), si tratta comunque di dividere in due un paese dopo 300 anni. Quindi c’è il problema dei sommergibili nucleari che sono al Nord, dei giacimenti petroliferi, della sanità delle fonti energetiche, dei controlli alle frontiere, della durata dei passaporti UK ora in mano agli scozzesi…

    E poi c’è il grande capitolo dell’Unione europea (e della Nato). Gli indipendentisti, anche se per ora rifiutano l’euro, sono fortemente europeisti, certo più degli inglesi. Nel Continente però la separazione è vista come fumo negli occhi da tutti i governi, in particolare da quelli che hanno pendenti questioni simili, come la Spagna con la Catalogna, o il Belgio con le Fiandre. O anche la Francia con la Corsica. Si temono poi ripercussioni sulla tenuta del governo di Downing street e delle reazioni dei mercati finanziari, che hanno già mostrato molto nervosismo. Dunque, tranne che dai partiti separatisti sparsi per il Vecchio Continente, si è sostanzialmente fatto quadrato per “sconsigliare” gli scozzesi a votare “sì”. La verità, come scrive lo studioso Graham Avery in un documento elaborato su richiesta della Camera dei Comuni e del Parlamento scozzese, è che “quelli che si oppongono alla separazione tendono a ad esagerare le difficoltà di un’adesione all’Unione”. Eppure qualcosa di molto simile è già successo, anche se al contrario: l’unificazione delle due germanie. “Quello fu un allargamento senza adesione, in questo caso avremmo un’adesione senza allargamento”, spiega Avery. Dunque esiste un precedenti che è pertinente.

    Ma se poi i separatisti vincessero, cosa ne sarebbe di quel pezzo di Unione europea che ora fa parte del regno Unito? Ora si dice che per loro sarebbe difficile accedere, che ci vorranno anni, che si deve cominciare tutto dal principio e che non è detto che tutti i governi voteranno a favore di una Scozia nell’Ue. Esagerazioni, probabilmente. Il ministro spagnolo degli Affari Europei ha detto martedì che ci vorranno “cinque anni” per l’adesione, ma non ha detto “no”, non ha detto che Madrid voterebbe contro. Poi, una volta decisa la separazione, si tratterebbe di discutere con un nuovo paese che ha già tutto in regola per essere dell’Ue, facendone ora parte! I giuristi e i politologi, perché poi sarà la politica a decidere il che fare, iniziano ad ammettere che, per lo meno, il processo dovrebbe essere accelerato, magari limitato alla verifica che non ci sian cambiamenti istituzionali contrari allo spirito e alle norme comunitarie.

    D’altra parte, scrive Avery, “lo scenario di una Scozia al di fuori dell’Ue e che non applica le regole dell’Ue sarebbe un incubo legale, che creerebbe difficoltà sociali ed economiche per i cittadini dell’Unione, che sarebbe privata dei vantaggi di una partecipazione di Edimburgo in termini di risorse finanziarie, di quote di pesca…” e tante altre cose che la ricca Scozia porta all’Unione. E poi,  se il capo dello Stato resta poi lo stesso, come si potrebbero tenere lontani dall’Ue quelli che sono e resteranno sudditi di Elisabetta II?

    Tags: CatalognaCorsicaDavid BowieDavid CameronEd MilibandFiandreindipendenzalegalondrareferendumscoziaSean Conneryurnevoto

    Ti potrebbe piacere anche

    Friedrich Merz
    Politica

    Germania, il centro del cancelliere Merz si schianta alle urne: avanti AfD e Sinistra

    21 Settembre 2026
    La presidente del gruppo Renew Europe, Valeriè Hayer, e la presidente del gruppo dei Socialisti e democratici (S&D), Iratxe Garcia Perez. 16 settembre 2026. Source: EU Parliament
    Politica

    Stato dell’Unione 2026: critiche trasversali a priorità e operato di von der Leyen

    16 Settembre 2026
    Photo de Maria Zieglersur Unsplash
    Le Brevi

    UE, Eurostat: giovani italiani tra i più lenti a lasciare la casa dei genitori, ultimi per occupazione

    15 Settembre 2026
    Scozia, Galles, Irlanda del Nord unite per ritorno UE
    Politica Estera

    Scozia, Galles e Irlanda del Nord unite per l’indipendenza e il ritorno nella UE

    15 Settembre 2026
    Occhiali: Kevin Ku via Unsplash
    Net & Tech

    Gli “occhiali intelligenti”: un nuovo Grande fratello che spaventa l’Europa

    2 Settembre 2026
    Da sinistra a destra l'eurodeputato (S&D), Pierfrancesco Maran, e la commissaria europea per la Gestione delle crisi e uguaglianza, Hadja Lahbib.
    Ambiente

    Incendi, Lahbib: “Nessuno Stato UE può lottare contro il cambiamento climatico da solo”

    1 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Commercio, von der Leyen, DiversifyEU, Antònio Costa, Consiglio europeo

    Von der Leyen: “Basta dipendenze da un unico fornitore”. A dicembre il piano DiversifyEU

    di Annachiara Magenta annacmag
    16 Ottobre 2026

    Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha annunciato una nuova riunione informale dei leader il 4 febbraio 2027 ad...

    Da sinistra: il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa; il presidente dell'Ucraina, Volodymir Zelensky: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 18 giugno 2024. Foto: European Council]

    Kiev chiede e l’UE risponde: pronti a lavorare sui bisogni finanziari aggiuntivi

    di Giulia Torbidoni
    16 Ottobre 2026

    La presidente dell'esecutivo europeo von der Leyen: "Il nostro sostegno conta più che mai, mentre la Russia mette alla prova...

    [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]

    Crollano gli arrivi di migranti, ma l’UE non abbassa la guardia. E la Danimarca attacca la Spagna

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Ottobre 2026

    Soddisfatta la premier Meloni per "l'annuncio da parte della Commissione europea di nuove misure" e sui fatti di Ceuta spiega...

    Caro bollette [foto: Marco Cremonesi/imagoeconomica]

    DL Bollette, Meloni: intesa con Bruxelles sulle misure contro il caro energia

    di Redazione eunewsit
    16 Ottobre 2026

    "Ci permetterà di intervenire per abbassare i costi"

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione