Bruxelles – Sale l’età media in cui gli europei lasciano la casa dei genitori: nel 2025 si è attestata a 26,3 anni, in leggero aumento dai 26,2 del 2024. Sono i dati di Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’Unione europea, che ricorda che dal 2022 l’età media si è mantenuta attorno ai 26 anni. A compiere il passo più avanti negli anni sono i giovani di Croazia (31,5 anni), Grecia e Slovacchia (entrambe 30,9) e Spagna e Italia (entrambe 30,2). Mentre ad andarsene via prima sono i finlandesi (a 21,4 anni), i danesi (a 21,8 anni), gli estoni e i lituani (in entrambi i casi a 22,7 anni).
Ma il dato va letto – obbligatoriamente – insieme a quelli che riguardano il lavoro. Secondo i dati di Eurostat, nel 2025, il tasso di occupazione nell’UE tra i giovani di età compresa tra i 20 e i 29 anni è stato del 65,5 per cento. Nella maggior parte dei Paesi dove i giovani lasciano la casa dei genitori a un’età più bassa della media UE – quindi prima dei 26,3 anni -, il tasso di occupazione per la fascia d’età 20-29 anni è superiore alla media UE (quindi oltre il 65,5 per cento). Come nel caso dei Paesi Bassi (tasso di occupazione all’84 per cento, i giovani lasciano in media la casa dei genitori a 23,4 anni), della Danimarca (tasso al 74,8 per cento, lasciano la casa dei genitori a una età media di 21,8 anni), della Germania (77 per cento, lasciano la casa dei genitori a 24,1 anni in media) e della Svezia (69,9 per cento, lasciano la casa dei genitori in media a 23,1 anni). Al contrario, lì dove i giovani lasciano la casa dei genitori più tardi, il tasso di occupazione è inferiore alla media UE. Come nel caso della Grecia (tasso di occuapazione al 56,2 per cento), della Croazia (60,8 per cento), della Spagna (58,2 per cento) e dell’Italia che, con il 47,6 per cento, registra la percentuale di occupazione nella fascia 20-29 anni più bassa in tutta l’UE.









