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    Home » Cultura » Ministri Ue: “Investire in cultura equivale a investire in crescita e sviluppo”

    Ministri Ue: “Investire in cultura equivale a investire in crescita e sviluppo”

    Dopo l'incontro informale a Venaria, i 28 puntano a inserire gli investimenti nel settore della cultura all’interno dell’agenda strategica Europa 2020. E nell'accordo commerciale con gli Stati Uniti, chiedono, "deve essere inserita l'eccezione culturale"

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    25 Settembre 2014
    in Cultura

    La cultura come motore dell’economia, è questa la visione emersa dal consiglio informale dei ministri della Cultura tenutosi alla Reggia di Venaria (To). Il presidente di turno, Dario Franceschini ha riferito che “tutti i ministri, seppure con sfumature diverse, hanno convenuto” sull’idea che gli investimenti in cultura equivalgano a “investire in termini strategici di crescita e sviluppo”. Franceschini ha annunciato che i 28 porteranno “questo tema centrale alla prossima riunione formale convocata per il 25 novembre a Bruxelles”.

    L’obiettivo è di inserire gli investimenti nel settore della cultura all’interno dell’agenda strategica Europa 2020. Lo ha sottolineato il commissario Androulla Vassiliou, secondo il quale “è tempo che ciascuno capisca che la cultura deve avere un ruolo di rilievo nelle strategie di Europa 2020 perché contribuisce alla crescita e alla creazione di posti di lavoro”. I ministri sono convinti però che la cultura abbia peculiarità particolari che vanno tutelate. Per questo chiedono che “venga inserita l’eccezione culturale” nei trattati commerciali con i paesi extra Ue, e in particolare nel Ttip tra Unione europea e Stati uniti.

    Sul tavolo dell’incontro c’era anche il tema del copyright. I 28 hanno espresso la convinzione che il diritto d’autore equivalga al “diritto alla creatività”. Hanno riconosciuto che “dietro alle produzioni artistiche c’è un lavoro”, e quindi ritengono che autori e artisti “devono essere retribuiti” in modo adeguato. Su questo tema è necessario, secondo i ministri, definire di un quadro comune che valga in tutta l’Ue.

    Un’altra questione su cui si è discusso è la tassazione sui libri elettronici. Attualmente, la disparità dell’aliquota Iva tra i libri di carta è quelli digitali è dovuta al fatto che i secondi vengono considerati prodotti elettronici. Secondo Franceschini si tratta di una “visione miope”. Per questo i 28, pur consci che non sia di loro competenza la materia delle aliquote Iva, hanno deciso di esprimere una indicazione per la “equiparazione dell’Iva tra le pubblicazioni cartacee e quelle digitali”.

    Nel corso dell’incontro è emerso il malumore, espresso da più parti, per il fatto che nella nuova commissione Junker il ruolo del commissario alla Cultura sia stato depotenziato, con l’attribuzione di alcune competenze ad altri commissari. I 28 hanno si sono trovati d’accordo nel rivendicare il ruolo del consiglio dei ministri della Cultura. Infatti, nonostante lo spostamento di competenze, non intendono rinunciare a occuparsi di tutti i temi di loro pertinenza, che evidentemente verranno affrontati non più rivolgendosi a un solo commissario.

    Il turismo, ad esempio, è uno dei settori sui cui il consiglio Cultura ritiene indispensabile lavorare in sinergia. Franceschini ha parlato di “legame fondamentale tra cultura e turismo”, annunciando che a fine ottobre, il 30 e 31, si terrà a Napoli l’incontro con tutti i ministri del Turismo europei. “Riteniamo importante – ha sottolineato Franceschini – un forum a cui partecipino i ministri della Cultura e del Turismo” perché, ha proseguito, è un’occasione “in cui fare il punto sul turismo culturale e sulle opportunità di sviluppo”.

    Tags: consigliocopyrightcrescitaculturaeccezione culturaleFranceschiniministriTtipueunione europeaVenaria

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