Bruxelles – Il numero di arrivi è tale da non giustificare più la frontiera con la Slovenia. Dalla Commissione europea arriva una doccia fredda per l’Italia e il modo in cui il Paese sta gestendo i flussi di immigrati. Ad accantonare le ragioni tricolori è il commissario per l’Immigrazione e gli Affari interni, Magnus Brunner, che esorta il governo Meloni a smetterla con allarmismo e vittimismo.
All’origine dello scontro tra Roma e Bruxelles l’interrogazione depositata dall’europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint, contraria alla raccomandazione dell’esecutivo comunitario di eliminare progressivamente i controlli alle frontiere interne dell’area Schengen, e contrariata per l’approccio della Commissione: “Non ritiene contraddittorio chiedere all’Italia di rinunciare a uno strumento efficace di controllo mentre l’Unione europea continua a non garantire la piena sicurezza delle frontiere esterne?”, la domanda di Cisint.
Risponde Brunner: “Il parere della Commissione sulla necessità e proporzionalità del ripristino del controllo di frontiera da parte dell’Italia sottolinea che il ripristino del controllo di frontiera alle frontiere interne deve essere adottato in via temporanea ed eccezionale e solo come misura di ‘extrema ratio'”, premette ricordando come funzionano le regole sulla gestione delle frontiere interne. Quindi l’affondo: “L’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) registra un costante calo del numero di attraversamenti non autorizzati delle frontiere, anche lungo la rotta dei Balcani occidentali, e il ricorso a misure alternative, quali la cooperazione transfrontaliera di polizia e lo scambio di informazioni, costituisce un mezzo efficiente ed efficace a garanzia di un elevato livello di sicurezza”.
In estrema sintesi, dunque, le regole non consentono di tenere chiuse le frontiere per sempre e il numero degli arrivi non giustifica più le misure attuate dall’Italia fin qui. L’Italia è quindi invitata ad attenersi alle regole e smetterla di ingigantire fenomeni ridimensionati. A titolo di pro-memora, Brunner ricorda a Cisint, il cui partito fa parte della maggioranza di governo, che “il Centro europeo contro il traffico di migranti, istituito di recente all’interno di Europol, rafforza ulteriormente il sostegno operativo e analitico fornito dall’UE agli Stati membri per lo smantellamento delle reti ad alto rischio di traffico di migranti”. Tradotto: gli strumenti di controllo e gestione ci sono, non resta che farne uso.






![[foto: Mattia Calaprice/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/Imagoeconomica_1902972-120x86.jpg)


