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    Home » Economia » L’austerità trascina l’Eurozona in una spirale in cui debito e deflazione si alimentano uno con l’altra

    L’austerità trascina l’Eurozona in una spirale in cui debito e deflazione si alimentano uno con l’altra

    E' la conclusione a cui è arrivato uno studio del think tank Bruegel, secondo cui la deflazione è un fenomeno che varia da Paese a Paese e le misure per combatterla devono essere diverse a livello nazionale

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    3 Ottobre 2014
    in Economia

    Le misure di austerità stanno trascinando l’Eurozona in una spirale in cui debito e deflazione si alimentano reciprocamente e, in questa situazione, le misure allo studio della Bce per affrontare il problema nell’intera area non sono adeguate perché la deflazione è un fenomeno che varia da Paese a Paese e che richiede contromisure diverse a livello nazionale. È la conclusione a cui arriva uno studio del think tank specializzato in economia Bruegel che ha analizzato gli effetti delle misure di consolidamento su contesti molto differenti, mettendo a confronto in particolare l’Italia e i Paesi Bassi. Nel 2009 nei Paesi Bassi il debito pubblico era al 61% del Pil mentre in Italia al 116% eppure i due Paesi hanno adottato una risposta molto simile alla crisi.

    Secondo Bruegel, per i Paesi Bassi l’austerità è stata del tutto gratuita, visto che il Paese, con il suo livello di debito pubblico relativamente basso avrebbe potuto permettersi piuttosto stimoli fiscali, particolarmente adatti a Paesi con livelli di debito privato elevati: in questo caso la crescita del pil sarebbe stata maggiore ed è possibile che il debito pubblico sarebbe calato. Dopo le misure di austerità, invece, oggi il Paese ha un problema con il debito pubblico più serio rispetto al 2011 e il debito privato non è diminuito. Fattori, questi, che continuano a bloccare la crescita.

    Per l’Italia, visti gli elevati livelli di debito le opzioni erano meno e comunque più dolorose, constata lo studio. Nel nostro Paese, come negli altri, le misure di austerità hanno causato un crollo della crescita che ha fatto crescere il debito pubblico e non ha abbassato quello privato. Secondo l’indagine di Bruegel, uno sforzo per ristrutturare il debito pubblico, sebbene sia una decisione controversa, avrebbe lasciato più spazio per alleggerire il fardello del debito e avrebbe creato le condizioni per una crescita più forte.

    Ma il danno causato dall’applicazione di una strategia di rigore, avverte lo studio, potrebbe non essere finito. L’austerità potrebbe portare l’eurozona in una spirale in cui debito e deflazione si alimentano reciprocamente. Nonostante la Bce veda il calo dell’inflazione come temporaneo e si stia lentamente avviando a prendere misure a livello di eurozona, secondo Bruegel lo studio effettuato dimostra che la deflazione è più probabilmente un fenomeno specifico per Paese che richiede contro misure specifiche a livello nazionale.

    Tags: austeritàBruegelCrisidebito pubblicodeficitdeflazioneeurozonaitaliaolanda

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