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    Home » Economia » “Politiche di bilancio restrittive nel 2027 e nel 2028”: la BCE prepara a manovre lacrime e sangue

    “Politiche di bilancio restrittive nel 2027 e nel 2028”: la BCE prepara a manovre lacrime e sangue

    Il bollettino economico della Banca centrale europea evidenzia il ritorno al rigore di spesa dopo la conclusione del PNRR. Un grattacapo per Meloni e il suo governo per l'avvicinamento alle elezioni

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    15 Gennaio 2026
    in Economia
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    Bruxelles – Brutte notizie per l’eurozona, l’Italia e il governo Meloni: l’agenda comune impone manovre lacrime e sangue. L’ultimo bollettino economico della Banca centrale europea mette nero su bianco che almeno nel breve periodo non ci sarà spazio per politiche espansive: vuol dire spesa sotto controllo, tagli, rigore di bilancio. “Dopo essersi lievemente inasprito nel 2025, l’orientamento delle politiche di bilancio nell’area dell’euro dovrebbe allentarsi nel 2026 e tornare a essere restrittivo nel 2027 e nel 2028“, si avverte nel documento redatto a Francoforte.

    Del resto, “il rapporto tra debito pubblico e PIL dell’area dell’euro segue un andamento crescente”, e questo è vero soprattutto per l’Italia, come messo in evidenza anche della previsioni economiche d’autunno della Commissione europea. Il Paese rischia seriamente di superare persino il debito ellenico, e per l’Italia come per il resto dei partner europeo “al netto delle sovvenzioni concesse ai paesi nell’ambito del programma Next Generation EU, il ciclo indica un modesto inasprimento nei prossimi anni, a eccezione del 2026″.

    Finito lo stimolo economico del piano di ripresa europeo ed esaurite le risorse del Recovy Fund alla base dei piani di ripresa nazionale (PNRR), dunque, si tornerà al periodo di magra. “Nel 2028 l’orientamento delle politiche di bilancio dell’area dell’euro dovrebbe continuare a inasprirsi, seppure a un ritmo in certa misura più lento rispetto al 2027”, ribadisce ancora il bollettino economico della BCE.

    Per il governo Meloni si pone dunque una scelta obbligata. Vista la non intenzione di procedere a patrimoniali o aumentare tasse dirette, i servizi dovranno essere tagliati per rimettere in ordine i conti. Neppure l’aumento dei salari dei dipendenti pubblici potrà essere presa in considerazione, poiché aumenterebbe le uscite. Con i partiti di maggioranza che già guardano alle elezioni del 2027, cercare una rielezione con manovre lacrime e sangue inevitabili tutto si complica. L’ha voluto l’Europa, ai cui tavoli l’Italia era presente nel momento delle decisioni.

    Tags: Banca Centrale europeabceconti pubblicidebitoeurozonagoverno meloniPNRRrecovery fund

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