HOT TOPICS  / Invasione russa in Ucraina Qatargate Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE Hge
Coordinatore Ue anti-Ebola:

Coordinatore Ue anti-Ebola: "Servono 40 mila medici da inviare in Africa"

Importante lo stanziamento di un miliardo deciso al Consiglio europeo venerdì ma per il nuovo responsabile della lotta contro il diffondersi dell'epidemia "molto di più deve essere fatto in modo coordinato, oggi e non domani". Poi annuncia: "A novembre visiterò la regione colpita perché la paura e l'isolamento non sono un'opzione"

Servono medici, e tanti, per tentare di bloccare il diffondersi del virus Ebola: l’Unione europea cerca “urgentemente” oltre 40 mila persone tra staff tecnico e volontari di supporto che siano disposti a partire per andare a lavorare nel cuore dell’epidemia. Secondo il futuro commissario europeo agli Affari umanitari, Christos Stylianides, nominato Coordinatore Ue per la risposta all’ebola, è questo “quello che serve di più oggi”. “Abbiamo bisogno di più letti”, ha spiegato, l’obiettivo è passare “dai mille di oggi a oltre 5mila nel più breve tempo possibile”. Ma “ogni letto richiede 8 persone di staff medico e di supporto e questo vuole dire che ci servono più di 40 mila persone”.

Uno sforzo non da poco che deve andare a sommarsi a quello che l’Ue sta già facendo, tanto secondo Stylianides, ma non abbastanza. “ Molto più deve essere fatto in modo coordinato e collettivo, oggi e non domani”, sottolinea ammettendo anche che l’Ue, come tutta la comunità internazionale ha inizialmente commesso un errore “sottostimando l’epidemia e l’estensione della minaccia”. È anche vero, sottolinea però il coordinatore europeo, che “l’Ue è stata tra i primi a rispondere alla crisi fin dai suoi stadi iniziali”: l’Ue e gli Stati membri, ricorda, “hanno mobilitato più di 800 milioni di euro per combattere l’epidemia, hanno mandato esperti nei Paesi colpiti, dispiegato laboratori mobili, fornito aiuti fondamentali e stanno sostenendo le autorità locali”. È stato anche “messo a punto un sistema di evacuazione per i lavoratori internazionali” e si sta lavorando con gli Stati membri “per aumentare la capacità di evacuazione”. Nel corso del Consiglio europeo della scorsa settimana, i leader dei Ventotto hanno concordato di portare a un miliardo di euro il proprio sostegno finanziario nella lotta all’Ebola”.

Ma in questi casi, è convinto Stylianides, “è meglio dire meno e fare di più e lasciare parlare le azioni”. Principio che il futuro commissario applicherà anche in prima persona: “Visiterò la regione nelle prossime settimane, a novembre, per esprimere di persona la nostra solidarietà”, annuncia. “Questo – è convinto – mi consentirà di capire meglio i bisogni e decidere i prossimi passi”. Ma si tratta anche di una visita simbolica: “La mia presenza mostrerà che la paura e l’isolamento non sono un’opzione e che la nostra solidarietà è reale e tangibile, le parole non sono abbastanza”.

Dal punto di vista operativo, il compito del coordinatore Ue anti-ebola, spiega Stylianides, è “identificare le lacune” che restano nel “grande sforzo” già in atto da parte dell’Ue e “capire cosa l’Europa può fare per riempirli”. Ma non è un’operazione “per un uomo solo”: per questo l’impegno è a collaborare strettamente con tutti i futuri commissari, in particolare con il prossimo Alto Rappresentante, Federica Mogherini, con cui si lavorerà a diffondere la “consapevolezza politica” della necessità di una maggiore collaborazione da parte di tutti.

“I risultati dell’epidemia fanno francamente paura”, ammette Stylianides, e “l’Ue è preoccupata che la malattia si possa diffondere anche qui dopo i casi registrati in Europa e nel nord America”. Ma “dobbiamo essere vigili e preparati – si impegna il coordinatore Ue – e non dobbiamo permettere che sia la paura a dettare le nostre azioni: le sfide e le responsabilità sono enormi ma io e i miei colleghi siamo determinati ad avere successo, non abbiamo altre opzioni se non lavorare insieme contro la paura, agire e sradicare la malattia”.