Bruxelles – Spedire una lettera dall’Italia verso la Svezia non ha lo stesso costo a tragitto inverso. Strano, eppur vero. Nonostante un processo di integrazione lungo oltre mezzo secolo, restano ostacoli a cui la Commissione europea intende mettere mano a inizio 2027, con una proposta volta a riorganizzare il mercato dei servizi postali. E’ l’europarlamentare tedesco Markus Buchheit (AfD/ESN) a sollevare la singolare situazione di “asimmetrie” nell’UE, denunciando, con tanto di interrogazione, come spedire una lettera standard dal Belgio alla Germania tramite bpost costi attualmente 3,07 euro, “quasi 2,5 volte di più rispetto agli 1,25 euro richiesti da Deutsche Post per la spedizione in direzione opposta”.
La situazione è nota e sorprende fino a un certo punto. La direttiva sui servizi postali, spiega il vicepresidente esecutivo responsabile per l’Industria, Stéphane Séjourné, “impone agli Stati membri di garantire un servizio universale permanente in ogni punto del territorio a prezzi accessibili”, ma ai sensi della stessa normativa “non esiste alcun obbligo legale di applicare tariffe uniformi tra le lettere del servizio universale nazionale e quelle del servizio universale transfrontaliero”. In sostanza costi diversi per lo stesso prodotto “possono essere giustificate da diversi volumi, accordi e strutture di costo”.
Dunque le asimmetrie esistono perché quando nel 1997 gli Stati membri negoziarono il contenuto della direttiva sui servizi postali così decisero di procedere, vale a dire di tenere conto delle differenze nazionali. Di fronte ad un mutato quadro che impone il superamento di barriere e frammentazioni del mercato unico per una nuova e maggiore competitività, come messo in evidenza dal rapporto Letta e dal rapporto Draghi (che Eunews ha tradotto in italiano) , la Commissione europea intende intervenire per provare a superare le ‘gelosie’ nazionali di trent’anni fa.
C’è nell’agenda di lavoro dell’esecutivo comunitario “un atto UE sulle consegne per modernizzare il quadro normativo postale e in particolare il servizio universale”, ricorda Séjourné. Obiettivo dell‘atto UE, anticipa, “garantire che cittadini e imprese possano ricevere consegne in tutta l’UE a prezzi accessibili, promuovendo al contempo una concorrenza leale nei mercati delle consegne e aumentando la tutela dei consumatori”. Attenzione, però: nelle parole del vicepresidente della Commissione non si esplicita menzione al livellamento dei prezzi di spedizione. Possibile dunque una riduzione delle asimmetrie. Per capire cosa verrà proposto occorre attendere ancora qualche mese: “La proposta è prevista per il primo trimestre del 2027“, spiega Séjourné.
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