- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 4 Novembre 2026
No Result
View All Result
  • en ENG
  • it ITA
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » Un po’ cari i dirigenti pubblici italiani

    Un po’ cari i dirigenti pubblici italiani

    Un intervento di Riccardo Puglisi, docente del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali all'università di Pavia analizza le impressionanti differenze nelle retribuzioni dei manager pubblici europei

    Riccardo Puglisi di Riccardo Puglisi
    19 Gennaio 2015
    in Cronaca
    crowfunding

    Salario variabile indipendente: in un famoso articolo del 1967 Luciano Lama, poi segretario della CGIL dal 1970 al 1986, sostenne che il salario consistesse per l’appunto in una “variabile indipendente” rispetto all’andamento della produttività, e dunque potesse essere determinato –e in particolare aumentato- grazie alla forza contrattuale del sindacato nelle vertenze con i “padroni”.

    Sembra proprio che un ottimo modo –forse l’unico- per avere salari alti a prescindere da tutto il resto si basi sul trucco di farli pagare a qualcun altro, cioè alle generazioni future, grazie alla creazione di deficit e dunque all’accumulo di debito pubblico. Con questo non sto naturalmente dicendo che tutti i salari e gli stipendi decisi nel passato siano elevati rispetto alla produttività di chi li riceve: sono invece dell’avviso che –a motivo di un meccanismo di progressione salariale largamente basato sugli scatti per anzianità- le generazioni nate negli anni ’40 e ’50 godano di trattamenti piuttosto generosi, e più generosi dei trattamenti riservati alle generazioni successive.

    Ciò vale in modo particolare per i dirigenti pubblici i quali –oltre a essere protetti da una sostanziale inamovibilità- ricevono stipendi molto più alti di quelli che ricevuti da dirigenti pubblici in paesi stranieri, a sostanziale parità di ruolo e qualifica. Tra i non pochi osservatori che hanno rimarcato la cosa, mi piace citare qui l’ex Commissario per la Revisione della Spesa Carlo Cottarelli: in assenza dei documenti finali sulla Spending Review, che il governo Renzi tiene gelosamente custoditi nei propri virtuali cassetti, possiamo soltanto basarci sulle slide finali, presentate dal medesimo Commissario nel marzo scorso.

    Per l’esattezza dobbiamo rifarci alla slide 14, che mostra una tabella di comparazione sulla retribuzione dei dirigenti pubblici di vertice, di prima fascia e di seconda fascia in Germania, Francia e Gran Bretagna. Il messaggio è spaventevole, soprattutto se ci focalizziamo sui dirigenti di vertice (e se ci mettiamo nei panni –cosa non difficile- dei contribuenti): se la retribuzione in Germania è 100, quella in Italia è 254. Il confronto è meno disperante se fatto con la Gran Bretagna ma la differenza resta forte: per una retribuzione di 100 in Gran Bretagna quella italiana è di 148,9, cioè quasi il 50% in più. Il divario tra stipendi è simile per i dirigenti di prima fascia, mentre scende a quote più normali –ma pur sempre con un divario a favore dell’Italia- per i dirigenti di seconda fascia privi di funzioni di coordinamento.

    Per usare un eufemismo, la sensazione che si ricava da questa analisi è di forte disagio, con qualche sfumatura di indignazione. In ogni caso, per chi crede che il salario non sia (stato) una variabile indipendente, si può sempre chiudere gli occhi e credere che la produttività dei dirigenti italiani è un multiplo di quella dei colleghi stranieri. E, ricordando una famosa pubblicità, la marmotta fa dell’ottima cioccolata al latte!

    @ricpuglisi

    Tags: dirigentipuglisistipensi

    Ti potrebbe piacere anche

    Economia

    L’Italia (era?) l’Eldorado mondiale dei top manager pubblici

    28 Marzo 2014
    Il prossimo anno ci saranno almeno 13 grandi elezioni in Europa

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il commissario europeo all'Agricoltura, Christophe Hansen, con il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Foto d'archivio. Source: Imagoeconomica

    Lollobrigida scrive ad Hansen: “Non trasformare le nostre indicazioni geografiche (IIGG) in denominazioni generiche”

    di Redazione eunewsit
    3 Novembre 2026

    Bruxelles - Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha scritto una lettera al commissario europeo...

    Metsola sulle donne in politica: "Non è un divario di ambizione, ma di leadership" - Sberna e Parlamento europeo

    Metsola: “Abbiamo bisogno di più donne in politica che prendano decisioni”

    di Annachiara Magenta annacmag
    3 Novembre 2026

    Inizia la settimana del Parlamento europeo dedicata alla parità di genere, un appuntamento che, arrivato alla settima edizione, quest’anno mette...

    Crediti: Alba Calbetó via Unsplash

    CESE: “Più politica dal basso contro il disimpegno dei cittadini, l’estrema destra e la polarizzazione”

    di Iolanda Cuomo
    3 Novembre 2026

    Bruxelles - Le associazioni locali, le iniziative comunitarie e il volontariato devono svolgere un ruolo più incisivo nel rafforzamento della...

    Manifestazione Rom e Sinti a Montecitorio. Crediti: Valerio Portelli via Imagoeconomica

    Migliorano i diritti dei Rom nell’UE, ma serve altro lavoro. In Italia calo “significativo” di chi vive nei campi nomadi

    di Iolanda Cuomo
    3 Novembre 2026

    Bruxelles - Progressi nell'ambito dell'occupazione, dell'istruzione e la cura della prima infanzia: la Commissione europea ha pubblicato oggi (3 novembre)...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • en ENG
    • it ITA
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione