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    Home » Cronaca » Studio e cure mediche non diritti ma lussi: ecco come la crisi ha cambiato l’Ue

    Studio e cure mediche non diritti ma lussi: ecco come la crisi ha cambiato l’Ue

    Uno studio della commissione Libertà civili del Parlamento europeo conferma: in sette Paesi su sette (Italia compresa), recessione e austerità hanno colpito i diritti di base

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Marzo 2015
    in Cronaca

    Bruxelles – Lavoro precario, con salario più basso e più ore di straordinario non retribuito, scomparsa delle esenzioni del ticket sanitario e riduzione degli incentivi all’istruzione. Come cambia l’Europa – o almento un parte di essa – con la crisi e l’austerità che la stessa impone? La risposta è contenuta nel maxi-rapporto del Parlamento europeo redatto per la commissione Libertà civili. Il documento esamina come e quanto i diritti fondamentali siano stati messi a dura prova dalla crisi in sette Stati membri: Belgio, Cipro, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna. Si tratta dei Paesi finito sotto programma di assistenza (Cipro, Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna) a cui si aggiungono l’Italia – per via del suo elevato livello di debito pubblico – e il Belgio – sotto sorveglianza di bilancio dell’Ue anche se non sotto programma. Lavoro, sanità, istruzione, casa e proprietà: ecco cosa la crisi ha portato a ripensare in questi anni.

    Lavoro. Restrizioni occupazionali nel settore pubblico sono state introdotte a Cipro, in Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna. Abolizione di contratti a tempo indeterminato si è registrata soprattutto in Grecia. Grecia, Portogallo e Spagna hanno reso più agevoli i licenziamenti collettivi. L’Italia ha ridotto le possibilità di reintegro obbligatorio dopo contenzioso col datore di lavoro. A Cipro, in Grecia e Irlanda i salari sono stati tagliati in tutto il settore pubblico, mentre in Italia e in Portogallo un taglio è stato introdotto solo per i redditi alti. In Spagna si è registrata una riduzione complessiva del 5%. In Belgio i salari sono stati congelati. Tredicesime tagliate in Irlanda, Grecia, Spagna e Portogallo. Salari mininimi ridotti in Grecia, congelati in Portogallo. Decretati straordinari per lavoratori part-time in Grecia e Spagna.

    Sanità. A Cipro, in Grecia, Italia, Portogallo e Spagna, sono state introdotte quote di partecipazione per alcuni servizi, come l’assistenza primaria, prestazioni specialistiche ambulatoriali, esami di laboratorio, trasporto sanitario non di emergenza e visite d’emergenza. Un’indicizzazione automatica delle tasse è stato introdotto in Portogallo. Tali commissioni esistevano già in Belgio e Irlanda, ma in Irlanda sono stati aumentati a causa di misure di austerità. In Spagna sono state fissate aliquote minime e massime di partecipazione e decretate riduzioni del numero dei posti letto in ospedale. In Italia, le regioni sono stati incaricato di ridurre il numero di letti ospedalieri da 4 a 3,7 per mille abitanti. In Portogallo è stato ridotto il personale di gestione ospedialiero, in Irlanda è stato tagliato il numero dei posti letto delle case di cura. Gli sgravi fiscali per l’assistenza sanitaria sono stati tagliati di due terzi in Portogallo. La Grecia ha introdotto un unico sistema per fare visite mediche. In Irlanda è aumentato il costo di assicurazione sanitaria privata. A Cipro i tagli hanno determinato l’esclusione dall’assistenza sanitaria dei ciprioti del Nord e cittadini dell’Ue con lavoro nero. In Grecia un numero crescente di disoccupati e lavoratori autonomi professionisti non in grado di pagare i loro contributi sociali, non sono coperti da assicurazione sanitaria pubblica. In Italia, l’apertura di centri sanitari non è stato sincronizzata alla riduzione deil numero dei letti in ospedale, lasciando così un certo numero di persone senza adeguata copertura sanitaria.

    Istruzione. Tagli nei costi del personale si sono registrati a Cipro, in Irlanda, Italia, Portogallo, e Spagna. I tagli sono il frutto di una combinazione di misure (riduzione di stipendio e riduzione del numero del personale, mediante cessazione o congelamento del nuovo impiego). Il numero di studenti per classe è aumentato, mentre il rapporto insegnante-studente è diminuita in tutti i paesi 134, oltre al Belgio, dove è stato ridotto il numero di studenti per classe nel 2011. Le retribuzioni, così come altri benefici per gli insegnanti, sono state colpiti. Il numero di ore di lavoro per gli insegnati è aumentato in Italia, Portogallo e Spagna lavorano, mentre a Cipro sono statie abolite le ore di preparazione per gli insegnanti. Riduzioni dell’impiego di insegnanti supplenti e delle sostituzioni sono stati introdotti in Irlanda e in Spagna, limitando così la possibilità di coinvolgere gli insegnanti di sostituzione. Oltre al costo del persone, sono stati ridotti alcuni costi amministrativi. In Italia, lo staff tecnico ed ausiliario nelle scuole è stato ridotto del 17%. In Grecia sono state abolite i vigilanti scolastici. Per via dei tagli amministrativi, in alcune aree dell’Italia ci sono stati diminuzioni negli standard d’igiene. A Cipro e in Grecia i costi operativi delle scuole sono stati significativamente ridotti: in Grecia le riduzioni di bilancio hanno compromesso le capacità delle scuole a sostenere i costi operativi essenziali, quali il riscaldamento. In Spagna è stata imposta una generale riduzione nei costi di tutte le strutture organizzative dell’amministrazione dello Stato, tra cui l’istruzione.

    Incentivi allo studio. Cipro ha abolito il servizio gratuito di scuolabus per i bambini residente in aree rurali, ora a pagamento. In Irlanda il costo del trasporto è aumentato, mentre il servizio di trasporto di coordinamento rurale è stato rimosso. l’Irlanda ha altresì abolito i contributi per i libri scolastici e finanziamenti per i bambini più poveri. In Spagna sono diminuite del 45% le borse di studio per l’acquisto di libri scolastici, e i sussidi per i pasti degli studenti sono stati ridotti del 30-50% in alcune aree geografiche. In Belgio gli assegni scolastici destinati alle famiglie in difficoltà finanziarie sono state ridotte del 15% nel 2013, e di un ulteriore 15% nel 2014.

    Diritto alla casa. E’ stato colpito in Belgio, Cipro, Irlanda e Spagna in due modi: con l’aumento di pignoramenti e sfratti, e dagli interventi nell’assegnazione di alloggi sociali e indennità di affitto.

    Diritto alla proprietà. Colpito in Grecia attraverso un massiccio incremento della tassazione e interventi in commercio con titoli di Stato. A Cipro i diritti di proprietà sono stati influenzati dai prelievi sui depositi bancari superiori a 100.000 euro. In Italia, si ritiene che il diritto di proprietà è stato toccato dal fallimento dello Stato di pagare in tempo le fatture delle entità private con contratti pubblici.

    Diritto alla sicurezza sociale. Messo in discussione in Irlanda e Portogallo per lo più da
    interventi sul sistema delle prestazioni sociali, che dovevano essere tagliate come una questione di austerità.

    Diritto all’acqua. La questione si è posta in Irlanda, dato che una delle misure è stata, a partire dall’1 gennaio 2015, il dosaggio delle risorse idriche.

    Libertà di informazione. In Grecia è stata messa in discussione la libertà di stampa, in particolare dopo la chiusura dell’emittente nazionale.

    Tags: belgiociproCrisidirittigreciaistruzioneitalialavoroparlamento europeoportogallosanitàspagnaue

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