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    Home » Cronaca » Garanzia Giovani, in Italia mancano le risorse per accontentare tutti gli iscritti

    Garanzia Giovani, in Italia mancano le risorse per accontentare tutti gli iscritti

    Entro la fine del programma sono stimate tra le settecento e le ottocentomila adesioni al progetto Ue per combattere la disoccupazione giovanile, ma non ci sono abbastanza soldi

    Simone Aazami</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@simoneaazami" target="_blank">@simoneaazami</a> di Simone Aazami @simoneaazami
    8 Maggio 2015
    in Cronaca

    Bruxelles – Garanzia giovani, il programma Ue per combattere la disoccupazione giovanile, sta avendo un boom di adesioni nel nostro Paese, sono tanti i ragazzi che si iscrivono nella speranza di trovare un lavoro, ma a quanto pare le risorse non sono sufficienti per accontentare tutte le domande.

    Bruno Busacca, capo della segreteria tecnica del ministro del Lavoro, parlando al tavolo tematico che si è tenuto a Bruxelles presso la Rappresentanza permanente d’Italia, ha spiegato che dall’avvio del progetto la media di iscrizioni è di diecimila alla settimana, in costante crescita e salita a dodicimila e tredicimila nell’ultimo periodo, il che ha dichiarato “consente ragionevolmente di prevedere che entro la fine del programma gli iscritti saranno tra i settecento e gli ottocentomila”. I fondi per l’Italia tuttavia, ha però aggiunto, “coprono solo le spese per cinquecentocinquantamila persone”, perciò presto “avremo carenza di risorse”. I Neet (individui not in education, employment or training) iscritti a Garanzia Giovani, alla fine del mese scorso, erano 542.369, e solo a poco più di ottantamila di loro è stata proposta una misura tra quelle proposte dal programma.

    “In Italia i Neet sono stimati tra un milione e mezzo e due milioni”, dunque presumibilmente circa la metà di questo bacino, stando a quanto dichiarato da Busacca, sarà iscritto a Garanzia Giovani entro il termine di dicembre di quest’anno. “Il lavoro non viene creato da Garanzia Giovani”, ha però puntualizzato in seguito, escludendo quindi “che tutti e settecentomila gli iscritti riescano a trovare un’occupazione”.

    “Inizialmente la diffidenza e lo scetticismo si tagliavano con il coltello”, ha affermato ancora Busacca, specificando come la debolezza del nostro Paese riguardo all’occupazione sia “una macchina delle politiche attive fragile e frammentata” a scapito della quale viene invece favorito “un sistema orientato sulle politiche passive”.

    Nato come un programma di emergenza, “ora Garanzia Giovani sta diventando un progetto di respiro più ampio”, ha detto il rappresentante permanente aggiunto Marco Peronaci, che ha sottolineato come “in Italia esso sia un forte stimolo a ripensare a servizi per la ricerca del lavoro”. Con questo strumento tuttavia “non si può pensare di risolvere la questione della disoccupazione”, ha in seguito chiarito, dato che “la continuità di iscrizioni è in continua crescita”. Al momento del suo avvio, nel maggio dell’anno scorso, “non si è voluto puntare su un effetto annuncio, su un effetto boom”, ha poi concluso l’ambasciatore, aggiungendo che lo scopo del programma è quello di un “drenaggio graduale della forza lavoro” basato su un “processo strutturale di lunga lena”.

    Cinzia Masina, della direzione generale Occupazione della Commissione europea, ha evidenziato poi un aspetto di Garanzia Giovani, che è quello del servizio civile, il quale rappresenta “un’esperienza a termine che permette l’avvicinamento al mondo del lavoro” e che favorisce “l’acquisizione di competenze orizzontali, che sono le più carenti e deboli ma che sono al contempo le più richieste da coloro che assumono”. Il servizio civile dunque, conclude Masina, “è una misura che a livello statistico sta guadagnando grande ampiezza in questo momento” e che “può essere una soluzione positiva nell’ambito di una situazione congiunturale talmente difficile che pensare di proporre a ogni giovane un lavoro a durata indeterminata è utopistico”.

    Tags: disoccupazione giovanilegaranzia giovanilavoroNeetoccupazioneservizio civile

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