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    Home » Non categorizzato » Scandalo FIFA, è tutta una questione di geopolitica

    Scandalo FIFA, è tutta una questione di geopolitica

    La mossa dell'FBI contro la FIFA non ha nulla a che vedere col calcio o con la corruzione, ma riguarda la capacità degli USA di tenere sotto controllo le grandi organizzazioni mondiali.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    5 Giugno 2015
    in Non categorizzato

    Lo scontro di potere per il vertice della FIFA somiglia, curiosamente, a una vera e propria partita di calcio tra Stati Uniti-Europa (meno Russia e Spagna) da un lato e Resto del mondo dall’altro. Il risultato alla fine del primo tempo è 1-1, la partita è appassionante ed equilibrata e non si sa ancora come andrà a finire.

    Gli Stati Uniti-Europa sono passati in vantaggio con un gol a sorpresa a meno di 24 ore dall’elezione del nuovo capo della FIFA con un’azione spettacolare dell’FBI che ha arrestato sette alti dirigenti dell’organizzazione, tutti del Centro e del Sud America. Loretta Lynch, US Attorney General, li ha bollati come criminali e ha richiesto ad alta voce che i mondiali del 2018 e del 2022, già assegnati alla Russia e al Qatar, venissero riassegnati ad altri paesi (presumibilmente gli altri due paesi in corsa, cioè il Regno Unito e gli Stati Uniti).

    Subito dopo questo gol a sorpresa Michel Platini, il famoso ex centrocampista della Juventus e della nazionale francese, a capo della più potente e ricca delle federazioni calcistiche, quella europea, la UEFA, aveva dato la sua benedizione per l’elezione del principe giordano Ali ibn al-Husayn. “Lui è un principe e non ha bisogno di soldi”, così Platini lo aveva designato a fare il capo della FIFA. Il gol ha preso tutti in contropiede perché, che la FIFA e alcuni suoi dirigenti fossero corrotti, si sapeva da tempo. Molti dei dirigenti arrestati sono gli stessi che assegnarono agli USA il campionato del mondo del 1994, battendo all’ultimo secondo il Marocco (che sarebbe così diventato il primo paese africano ad ospitare un mondiale). Anche allora si parlò di mazzette.

    Molti si sono chiesti perché l’FBI ha eseguito gli arresti in modo così spettacolare, con tre giornalisti al seguito, solo 24 ore prima dell’elezione del nuovo capo FIFA. Perché gli americani vogliono fare pulizia nel calcio, sport tra l’altro a loro non congeniale? Forse perché Blatter si rifiutò nel 2005 di farsi influenzare dalle pressioni americane per estromettere l’Iran dalle finali del 2006? O forse perché gli ultimi due mondiali e il prossimo sono stati assegnati a paesi cosiddetti BRICS (Sud Africa, Brasile e Russia)?  Tra l’altro, sembra che un altro BRICS – la Cina – vorrebbe concorrere per le finali del 2026. E persino l’India si farà le ossa ospitando i campionati mondiali under-17 nel 2017.

    Il presidente russo Vladimir Putin, infine, ha denunciato gli arresti come un abuso di potere giudiziario da parte degli USA. Nessuno degli arrestati era di nazionalità americana e la FIFA ha sede legale in Svizzera. Basta con lo sceriffo americano, ha ribadito Putin.

    Ma venerdì c’è stato uno spettacolare pareggio. Sepp Blatter, che sembrava spacciato, è stato rieletto con l’appoggio determinante dei paesi del Centro e Sud America, dell’Asia e dell’Africa che fino a giovedì erano incerti ma poi si sono schierati compatti per la rielezione di Blatter. L’Europa e gli Stati Uniti stavano facendo campagna per il principe giordano da mesi. Subito dopo la sua rielezione, Blatter si era sfogato contro gli americani per aver preso di mira la FIFA ed ha accusato i dirigenti europei di aver condotto una campagna d’odio verso di lui.

    Infine, ulteriore sorpresa: Blatter dà le dimissioni e convoca un congresso straordinario per l’elezione di un nuovo capo. Sembra che alcuni grandi sponsor della FIFA come Coca-Cola e McDonalds, facilmente influenzabili dalle autorità americane, abbiano minacciato di tagliare i loro contratti di sponsorizzazione.

    Naturalmente, in tutta questa storia, il pallone c’entra poco. Quello che è in ballo è la capacità degli USA di tenere sotto controllo le grandi organizzazioni mondiali e la FIFA è solo una di queste. Poi ce ne sono altre, come il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale, che sono altrettanto importanti, soprattutto perché in questi casi c’è in ballo il signoraggio monetario e il ruolo del dollaro come principale moneta di riserva nel mondo. E non è forse un caso che l’anno scorso, subito dopo la finale tra Argentina e Germania a Rio de Janeiro, i cinque paesi dei BRICS (India, Russia, Sudafrica, Brasile e Cina) abbiano firmato un importante accordo che rimette in discussione gli attuali equilibri finanziari mondiali.

    Il secondo tempo della partita è appena iniziato. Il risultato è incerto. Probabile che si vada ai tempi supplementari o addirittura ai rigori.

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