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di Alfonso Bianchi
Il Parlamento Ue (diviso) apre al riconoscimento della “genitorialità Lgbti”

Il Parlamento Ue (diviso) apre al riconoscimento della “genitorialità Lgbti”

Una relazione sull'eguaglianza tra uomo e donna chiede di modificare le normative in ambito familiare e lavorativo “dal momento che la composizione e la definizione delle famiglie si evolve nel tempo”

Strasburgo – Il Parlamento europeo apre al riconoscimento della genitorialità Lgbti. Lo fa votando una relazione sull’uguaglianza di genere in cui, tra le altre cose, afferma anche che “dal momento che la composizione e la definizione delle famiglie si evolve nel tempo”, le normative “in ambito familiare e lavorativo”, devono “essere rese più complete per quanto riguarda le famiglie monoparentali e la genitorialità Lgbti”. Un modo per chiedere che le norme in quell’ambito, compresi tutti i risvolti in ambito lavorativo come i congedi, tengano in considerazione l’esistenza delle famiglie monoparentali e dell’omogenitorialità, il legame, di diritto o di fatto, tra un bambino, biologico o adottato, e una coppia di persone omosessuali.

Si tratta di una risoluzione sulla nuova strategia post-2015 dell’UE per la parità di genere, un testo non legislativo e quindi non vincolante ma che ha comunque una forte valenza politica. E infatti ha spaccato l’Aula passando con una maggioranza risicata di 341 voti a favore, 281 contro e 81 astenuti. Tra i contrari il gruppo Ppe che aveva provato a presentare un testo alternativo. “Ci dispiace vedere che, ancora una volta, la sinistra sta orchestrando su questioni relative alla parità di genere” con provvedimenti “che alla fine ostacolano il progresso dei diritti delle donne”, ha dichiarato a nome del gruppo l’eurodeputato Gáll-Pelcz. Per i popolari “non si devono inserire, soltanto a scopo propagandistico, questioni come l’aborto e la omogenitorialità in relazioni che per giunta non hanno valore legislativo, essendo questioni di competenza nazionale”.

“I deputati hanno espresso un chiaro sostegno per l’impegno della Commissione di presentare una tabella di marcia per i diritti Lgbti entro la fine di quest’anno”, ha esultato la liberale Angelika Mlinar che si è detta “ estremamente lieta di vedere che, dopo tutto, abbiamo una maggioranza molto progressista in questo Parlamento”.

Eleonora Forenza, della Sinistra Unita Gue, si è detta “soddisfatta che finalmente si sia approvato un testo che pone esplicitamente al centro dell’attenzione la salute riproduttiva delle donne, il contrasto alla violenza di genere e i diritti delle famiglie monoparentali e composte da genitori Lgbt”.

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