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Immigrazione, Ungheria si ribella: sospeso unilateralmente regolamento Dublino

Immigrazione, Ungheria si ribella: sospeso unilateralmente regolamento Dublino

Il governo di Budapest ha già comunicato al ministro degli Esteri austriaco che da oggi non accetterà più di accogliere nel Paese i migranti entrati in Europa attraverso il confine ungherese e fuggiti verso altri Paesi Ue: "La barca è piena"

Bruxelles – Il muro per impedire l’ingresso degli immigrati non sarà soltanto verso la Serbia. Una barriera, non fisica ma altrettanto insormontabile, separerà l’Ungheria anche dagli altri Paesi Ue: Budapest ha deciso di sospendere unilateralmente l’applicazione del regolamento di Dublino III sui richiedenti asilo politico e di non accogliere più nessuno dei migranti che dovrebbero, secondo le regole europee, fare ritorno nel Paese. A rendere nota la decisione, che non mancherà di suscitare tensioni con Bruxelles e con gli altri partner europei, è il quotidiano austriaco Die Presse, secondo cui l’ambasciatore ungherese in Austria, János Perényi, avrebbe informato oggi il ministero degli Esteri di Vienna sulla posizione del nuovo governo. Un’abrogazione del regolamento di Dublino per “motivi tecnici”, reciterebbe la dichiarazione con cui sono state informate le autorità austriache.

“Tutti noi vogliamo una soluzione europea, ma dobbiamo rispettare gli interessi ungheresi e proteggere la nostra popolazione”, ha confermato a Die Presse il portavoce del governo di Orban, Zoltan Kovacs, secondo cui la sospensione si applicherà per un periodo di tempo indeterminato. L’Ungheria, ha fatto notare il portavoce, ha la capienza per ospitare 2.500 rifugiati mentre oggi ce ne sono già 3 mila. “La barca è piena”, ha chiarito Kovacs: insomma, Dublino o no, di riprendere migliaia di migranti entrati nell’Ue attraverso il confine ungherese e scappati verso altri Paesi europei proprio non se ne parla.

Secondo i dati forniti dal portavoce del governo ungherese, da inizio 2014 sono circa centomila gli stranieri entrati illegalmente nel Paese di cui quasi 60 mila solo nei primi mesi del 2015. “Ci aspettiamo la solidarietà dei nostri partner europei”, incalza Kovacs secondo cui “sembra che arrivino tutti solo dal Mediterraneo” ma è lungo la rotta dei Balcani che sta arrivando il maggior numero di rifugiati quest’anno.