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Brexit, Cameron pronto ad anticipare referendum a giugno 2016

Brexit, Cameron pronto ad anticipare referendum a giugno 2016

Bruxelles – David Cameron sta progettando di tenere il referendum per decidere se la Gran Bretagna debba rimanere nell’Unione Europea a giugno del prossimo anno. Secondo l’Independent, che cita fonti governative, il primo ministro annuncerà la data esatta durante la conferenza annuale del partito conservatore in programma ottobre.

Nel ”Queen’s Speech” con il quale la regina ha presentato al Parlamento il programma del nuovo governo Cameron, si è promesso che il popolo avrebbe potuto esprimersi sull’appartenenza dalla Gran Bretagna all’Unione europea, per la prima volta dal 1975. Il premier, favorevole ad un voto da tenersi a stretto giro per aprofittare dalla popolarità dopo la vittoria alle elezioni di maggio, voleva tenere il referendum lo stesso giorno delle elezioni scozzesi e gallesi in maggio, ma è stato forzato a rinviarlo per pressioni politiche da parte dei partiti di opposizione e dagli stessi deputati conservatori.

Il cancelliere dello scacchiere, George Osborne sembra favorevole a tenere più tardi il referendum per aumentare la possibilità di rinegoziare le regole di appartenenza del Paese all’Ue. Tuttavia Cameron ha calcolato che tenere il voto a giugno 2016 gli darebbe una posizione più forte nei negoziati per ottenere un pacchetto di riforme Ue, possibilità adesso limitata, e che renderebbe evidenti i rischi economici legati alla Brexit. Secondo un recente sondaggio è probabile che i britannici voteranno per rimanere nell’Unione, con un’abbondante maggioranza, di almeno il 60%.

La recente turbolenza greca con la riluttanza di Bruxelles a far uscire uno dei suoi Stati membri dal progetto europeo è vista da Londra come indicativa della possibilità che un accordo sulle riforme chieste dal Paese sarà raggiunto. Euroscettici e conservatori temono però che la volontà di Cameron di anticipare il referendum significhi che il premier britannico è pronto ad accettare riforme alle regole Ue molto limitate.

Tra le richieste del governo britannico la più simbolica è quella che chiede la cancellazione dai Trattati della frase sul processo per creare una “unione sempre più stretta tra i popoli d’Europa”. Più sostanziali la battaglia per la riduzione dell’assistenza sociale ai migranti Ue e maggiori salvaguardie sulla possibilità del Regno Unito di restare fuori dall’Eurozona.


Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.