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    Home » Cronaca » Ashley Madison, anche funzionari Ue nel database dei tradimenti

    Ashley Madison, anche funzionari Ue nel database dei tradimenti

    Tra i 36 milioni di utenti registrati sul sito per incontri extraconiugali i cui nominativi sono stati hackerati e pubblicati online ci sono anche funzionari di Commissione, Parlamento europeo e Servizio esterno

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    26 Agosto 2015
    in Cronaca

    Bruxelles – La vita dell’euroburocrate, si sa, può essere noiosa. Bruxelles è grigia, le riunioni ingessate e così ecco che si fa sentire la voglia di un diversivo. Ne avevano trovato uno particolarmente piccante quattordici funzionari europei: intrecciare relazioni extraconiugali grazie al sito specializzato in tradimenti, Ashley Madison. Ci sono anche loro, secondo quanto riportato dal sito Euractiv.com, nel database da 36 milioni di utenti che in questi giorni è stato hackerato ed è finito online con tanto di nomi, cognomi, indirizzi e-mail e persino fantasie sessuali dei fedifraghi. Il sito, il cui motto è “la vita è breve, concediti un’avventura!”, garantiva anonimato assoluto e sicurezza massima. Nulla di cui imbarazzare le altere istituzioni europee, devono avere pensato i 14, che hanno pensato bene di registrarsi con l’email di lavoro. Peccato che ora tutto sia finito online e sia diventato di pubblico dominio.

    Tra gli avventurieri, i più numerosi sono i funzionari della Commissione: nella lista ne compaiono otto (sette uomini e una donna), tutti registrati con una mail @ec.europa.eu. Ma si difende anche il Parlamento europeo con tre iscritti, (incluso il policy advisor di uno dei principali gruppi politici), anche loro tutti registrati con l’indirizzo d’ordinanza (@europarl.europa.eu). Più morigerati i membri del Consiglio europeo e della Banca centrale europeo: nel database che sta imbarazzando il mondo non ne figura nessuno, almeno nessuno che si sia registrato con la mail di lavoro. Compaiono invece un funzionario del Servizio europeo di azione esterna, il servizio diplomatico dell’Ue, e uno dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma). Tra i fedifraghi in quota Ue, anche uno registrato con la mail dell’Eufor, la forza di reazione rapida dell’Ue.

    In realtà non c’è alcuna sicurezza che dopo essersi registrati, i funzionari europei in questione abbiano effettivamente intrecciato relazioni (anche se uno risulta avere pagato 82 dollari al sito). Impossibile sapere anche se gli indirizzi erano ancora in uso. A volere essere garantisti fino in fondo si può persino arrivare a pensare che gli indirizzi di chi lavora alle istituzioni, facilmente reperibili o ricostruibili grazie ai domini standard, siano stati registrati ad insaputa degli interessati. Dall’altro lato, invece, si può sospettare che i quattordici (numero tutto sommato esiguo per istituzioni in cui lavorano migliaia di persone), potrebbero essere in realtà molti di più. Questi sono solo quelli che hanno usato la mail di lavoro anche nel momento dello (chiamiamolo così) svago, rimanendo fedeli fino in fondo all’Unione europea. Almeno a quella.

    Tags: Ashley Madisoncommissione europeaparlamento europeotradimentoue

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