- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 15 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » Verso accordo Ue su redistribuzione 120mila, anche con opposizione Est

    Verso accordo Ue su redistribuzione 120mila, anche con opposizione Est

    Nella bozza di accordo previste compensazioni economiche o possibilità di rinvio (ma solo in circostanze eccezionali) per i Paesi che non accettano una parte dei rifugiati. Da stabilire cosa accadrà per i 54mila ricollocamenti a cui l'Ungheria ha rinunciato

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    21 Settembre 2015
    in Cronaca

    Bruxelles – Come ci si arriverà e ancora tutto da vedere, ma è certo che domani la riunione dei ministri dell’Interno Ue adotterà la decisione sul ricollocamento di 120 mila rifugiati. Ulteriori ritardi non sono tollerabili e non saranno tollerati quindi o i Paesi recalcitranti si piegheranno a trovare un compromesso o saranno piegati con un voto a maggioranza qualificata. Tra la maggioranza dei Paesi Ue “c’è un accordo molto solido e fermo” su questo, assicurano fonti Ue escludendo il rischio di un nulla di fatto. Questo non significa che la discussione sarà semplice: se i Baltici sono ormai pronti a collaborare e la Polonia, dopo le proteste, ora “sta cercando la modalità per partecipare” al meccanismo, ancora resta da capire cosa faranno domani i ministri di Romania, Repubblica ceca e Slovacchia, ancora fortemente contrari. La Repubblica ceca ha addirittura sottolineato che le quote potrebbero essere illegali e ha avvertito che il Paese “sta valutando la compatibilità giuridica a livello nazionale, europeo ed internazional”.

    Discorso a parte merita l’Ungheria: Budapest rimane ferma nella decisione di non volere beneficiare del meccanismo di ricollocamento che la alleggerirebbe di 54mila rifugiati e che considera un “pull factor” che attirerebbe i migranti. Allo stesso tempo però dovrebbe accettare di accogliere il numero, comunque esiguo, di migranti che le spettano (306 dall’Italia e 988 dalla Grecia).

    Ancora in queste ore i rappresentanti permanenti dei Ventotto sono al lavoro per tentare di limare la bozza fino a renderla accettabile per tutti: sono scomparsi i riferimenti all’obbligatorietà delle quote ed è scomparsa la chiave di ripartizione immaginata dalla Commissione (quella secondo cui contavano per il 40% la popolazione per il 40% il Pil e per il 10% ciascuno gli sforzi fatti in passato sull’immigrazione e il tasso di disoccupazione). Un restyling più di facciata che di sostanza visto che il criterio individuato dalla Commissione resta comunque alla base dei numeri che si faranno domani e visto che le quote (anche se la parola è assolutamente vietata), una volta approvate, saranno tutt’altro che volontarie.

    Questo uno dei punti di maggiore discussione: un Paese può sottrarsi in qualche modo all’accoglienza? La risposta è no, o almeno non completamente: l’ipotesi che uno Stato non accetti nessun rifugiato è fuori discussione. Quello che si sta tentando di mettere a punto sono piuttosto delle “clausole di salvaguardia”. E cioè: in circostanze motivate ed eccezionali uno Stato potrà “temporaneamente” evitare di fare il suo dovere. Allo studio ci sono due diverse ipotesi. Una è un meccanismo di compensazione finanziaria che consentirebbe ad un Paese di potere rifiutare di prendere fino al 30% dei migranti che gli spettano, versando in cambio 6.500 euro al fondo asilo e immigrazione per ogni migrante “rifiutato”. L’altra opzione allo studio è un meccanismo temporale che consenta di rimandare l’accoglienza fino a 6 mesi di tempo. Questa è l’opzione per cui spingono Germania, Francia e anche la stessa Italia. Al netto delle clausole di salvaguardia, comunque, per gli Stati che non dovessero adempiere ai propri obblighi, partirebbero procedure di infrazione.

    Altro nodo di non facile soluzione è cosa accadrà con i 54mila ricollocamenti che dovevano avvenire dall’Ungheria ma ai quali Budapest si oppone. Al momento l’idea è quella di tenere il numero come “riserva” in caso di afflussi improvvisi di rifugiati verso altri Paesi Ue e di mettere in atto un meccanismo di monitoraggio per capire di volta in volta quale Stato dovesse averne bisogno. Se nel giro di diciotto mesi nessuno dovesse averne avuto bisogno a beneficiarne dovrebbero essere automaticamente Italia e Grecia.

    Sui 54mila insomma non ci saranno cifre di ripartizione precise. Ma sui migranti provenienti da Italia e Grecia i numeri sono già nero su bianco. Dei 15.600 che si era già deciso di “sottrarre” all’Italia 4.027 andranno alla Germania e 3.064 alla Francia, 1.896 alla Spagna e 1.201 alla Polonia. Berlino e Parigi faranno la parte del leone anche nell’accoglienza dei rifugiati dalla Grecia: la Germania ne prenderà 13.009 e la Francia 9.898. All’accoglienza parteciperanno anche Irlanda e Danimarca (che come la Gran Bretagna godevano della possibilità di opt-out ma hanno deciso di non usufruirne) e anche la Svizzera. In tutto si arriverà alla cifra dei 120mila, stabilendo cifre certe di accoglienza che ciascun Paese dovrà rispettare e senza replicare il meccanismo di “offerta” di accoglienza che si era messo in atto a luglio e che ha portato al fallimento dell’accordo per arrivare ai 40mila ricollocamenti.

    Su come stabilire la destinazione di ogni migrante poi è ancora tutto da decidere: nella misura del possibile si dovrebbe tenere conto anche della volontà espressa dagli stessi migranti e di eventuali ricongiungimenti familiari. Ma evitando di creare una sorta di “asylum shopping”, visto che per chi fugge da una guerra un rifugio sicuro in un qualsiasi Paese Ue dovrebbe essere offerta da non rifiutare.

    Il meccanismo che, a forza o per consenso, sarà approvato domani farà da base per il meccanismo permanente che la Commissione ha assicurato di volere proporre entro la fine dell’anno? Questo è il vero cuore del problema. A motivare le resistenze degli Stati che lottano per fare escludere dalla bozza ogni riferimento alle percentuali della chiave di ripartizione dell’esecutivo Ue è proprio la volontà di evitare di gettare fondamenta sicure per un meccanismo stabile. Segno che quello di domani sarà solo un primo passo, ma la strada verso una soluzione strutturale al problema sarà ancora lunga.

    Tags: greciaimmigrazioneitaliamigrantiquotericollocamentiRifugiatiueungheria

    Ti potrebbe piacere anche

    Migranti entrano a nuoto nella citta' di Ceuta, enclave della Spagna in nord Africa [foto: imagoeconomica]
    Cronaca

    Nel 2026 gli ingressi irregolari calano, e la crisi migranti non c’è: Frontex sbugiarda i Paesi UE

    14 Agosto 2026
    ASILO EUROSTAT
    Diritti

    Domande d’asilo di maggio 2026 in calo del 22 per cento nell’UE; l’Italia prima per richieste

    14 Agosto 2026
    Il fiume Trebbia, affluente del Po, in secca causa caldo e siccità. [foto: Marco Cremonesi/imagoeconomica]
    Le Brevi

    Caldo, l’UE: “Forniture di energia stabili, non c’è motivo di preoccuparsi”

    13 Agosto 2026
    [foto: imagoeconomica]
    Green Economy

    UE, è scontro sull’eolico. I sovranisti: “Microplastiche dalle turbine”. La Commissione: “Molte meno di altre fonti”

    13 Agosto 2026
    La sede della BCE illuminata in occasione della giornata dell'Europa [Francoforte, 8 maggio 2025. Foto: ECB, https://www.flickr.com/photos/europeancentralbank/54505324102/in/album-72177720325972876]
    Politica

    BCE, nell’UE primi ragionamenti sul post-Lagarde tra equilibri e intese più difficili che mai

    13 Agosto 2026
    Migranti - Mediterraneo - Europa
    Cronaca

    Meno arrivi, rotte più letali. Il Mediterraneo è sempre più pericoloso per i migranti

    12 Agosto 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Migranti entrano a nuoto nella citta' di Ceuta, enclave della Spagna in nord Africa [foto: imagoeconomica]

    Nel 2026 gli ingressi irregolari calano, e la crisi migranti non c’è: Frontex sbugiarda i Paesi UE

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Agosto 2026

    I dati preliminari di Frontex mostrano che tra gennaio e luglio gli attraversamenti contrari alle registrano complessivamente un 37 per...

    Emissioni Gas serra UE Eurostat

    Emissioni di gas serra, nell’UE aumentano dello 0,3 per cento nel primo trimestre 2026

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Agosto 2026

    Bruxelles - Le emissioni di gas serra dell’economia dell’Unione europea tornano a crescere nel primo trimestre del 2026, ma a...

    ASILO EUROSTAT

    Domande d’asilo di maggio 2026 in calo del 22 per cento nell’UE; l’Italia prima per richieste

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Agosto 2026

    I dati di Eurostat rilevano che ci sono state 9,4 prime richieste di asilo ogni 100.000 abitanti, un numero in...

    Carbone fossile Eurostat UE

    Uso del carbone ai minimi storici nell’UE: nel 2025 copre appena il 9,2 per cento dell’elettricità

    di Annachiara Magenta annacmag
    13 Agosto 2026

    Come rilevato dai dati di Eurostat, c'è una tendenza di lungo periodo che ha portato il carbone a passare da...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione