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    Home » Non categorizzato » La metà della ricchezza globale è nelle mani dell’1% della popolazione

    La metà della ricchezza globale è nelle mani dell’1% della popolazione

    [di Jill Treanor] Secondo l'ultimo rapporto di Credit Suisse, l’1 per cento più ricco possiede metà della ricchezza mondiale, mentre la metà più povera possiede solo l’1 per cento della ricchezza.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    23 Ottobre 2015
    in Non categorizzato

    di Jill Treanor 

    La disuguaglianza globale è in crescita, con la metà della ricchezza mondiale adesso nelle mani dell’1 per cento più ricco della popolazione, secondo un recente rapporto di Credit Suisse.

    Le classi medie sono state schiacciata a beneficio dei più ricchi, secondo Credit Suisse, che rivela anche che per la prima volta ci sono più persone della classe media in Cina – 109 milioni – che negli Stati Uniti (92 milioni).

    Tidjane Thiam, l’amministratore delegato di Credit Suisse, ha dichiarato: «La ricchezza della classe media è cresciuta ad un ritmo più lento rispetto alla ricchezza della fascia più alta. Questo ha invertito la tendenza pre-crisi che vedeva la quota di ricchezza della classe media rimanere relativamente stabile nel tempo».

    Il rapporto mostra che una persona ha bisogno di soli $3.210 per trovarsi nel 50 per cento più ricco dei cittadini del mondo. Circa $68.800 assicurano un posto nel 10 per cento più ricco, mentre l’1 per cento ha più di $759.900. Il rapporto definisce la ricchezza come il valore dei beni, tra cui immobili e investimenti sul mercato azionario, ma esclude il debito.

    Circa 3,4 miliardi di persone – poco più del 70 per cento della popolazione adulta mondiale – hanno meno di $10.000. Un ulteriore miliardo – un quinto della popolazione mondiale – si situa nel ventaglio tra $10.000 e $100.000.

    Ognuno dei 383 milioni di adulti rimanenti – l’8 per cento della popolazione – possiede un patrimonio superiore ai $100.000. Questo numero comprende circa 34 milioni di milionari in dollari americani. Tra questi, circa 123.800 individui hanno più di 50 milioni di dollari, e poco meno di 45.000 individui posseggono più di 100 milioni. Il Regno Unito ha il terzo più alto numero di questi individui “ad altissimo valore netto”.

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    Il rapporto riporta che «la disuguaglianza di ricchezza ha continuato ad aumentare dal 2008, con il percentile in cima alla piramide della ricchezza che ora possiede il 50,4 per cento di tutta la ricchezza delle famiglie».

    All’inizio del 2015, Oxfam aveva avvertito che l’1 per cento della popolazione mondiale sarebbe arrivato a possedere una ricchezza superiore a quella del restante 99 per cento entro l’anno prossimo. Mark Goldring, direttore esecutivo di Oxfam GB, ha dichiarato: «Il fatto che sia accaduto con un anno di anticipo – soltanto poche settimane dopo che i leader mondiali avevano concordato un obiettivo globale per ridurre le disuguaglianze – dimostra quanto sia urgente per i leader mondiali affrontare questo problema».

    «Questa è la riprova del fatto che la disuguaglianza estrema è fuori controllo. Siamo davvero felici di vivere in un mondo in cui l’1 per cento più ricco possiede metà della ricchezza e la metà più povera possiede solo l’1 per cento della ricchezza?».

    Il report di Credit Suisse conclude che la ricchezza mondiale è diminuita di 12,4 trilioni nel 2015 – arrivando a quota 250 trilioni di dollari – il primo calo dalla crisi bancaria del 2008. Ciò è in gran parte il risultato della forza del dollaro, la valuta utilizzata per i calcoli di Credit Suisse.

    Le stime sono della fine di giugno 2015, quando i prezzi delle azioni cinesi erano scesi del 20 per cento dopo l’impennata del 150 per cento registrata tra giugno 2014 e la metà di giugno 2015. La relazione è stata pubblicata alla fine del mese di settembre; nel frattempo il mercato azionario cinese era sceso di un ulteriore 25 per cento.

    Un anno fa, il Regno Unito era stato individuato come l’unico paese del G7 in cui la disuguaglianza è cresciuta in questo secolo. Nel rapporto di quest’anno, gli autori scrivono:

    «[Nel Regno Unito] la disuguaglianza nella ricchezza è aumentata fin dal 2000, poiché il divario in termini di ricchezza per adulto tra il segmento inferiore ed il resto della popolazione è aumentato».

    Il Regno Unito è il quarto paese al mondo per ricchezza mediana – cosa che mette a nudo l’impatto tra quelli in testa e in fondo al campionato della ricchezza – con $126.500 per persona, in calo del 13 per cento rispetto all’anno precedente.

    Il sondaggio di Credit Suisse calcola che ci sono ora 2,4 milioni di milionari in dollari nel Regno Unito, 68.000 in più rispetto all’anno scorso. Negli Stati Uniti il ​​numero dei milionari è ormai superiore ai 15 milioni (903.000 in più rispetto all’anno scorso).

    Il Regno Unito è uno dei soli tre paesi, insieme agli Stati Uniti e alla Cina, ad aver registrato un aumento della ricchezza delle famiglie nel 2014. Ha scavalcato anche la Germania nel numero di persone con più di 50 milioni di dollari, 400 in più nel 2014 per un totale di 5.400. Questo ha messo il Regno Unito al terzo posto, dietro agli Stati Uniti (61.300 di ricchissimi) e alla Cina (9.600 di ricchissimi).

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    La relazione di quest’anno si concentra sulle classi medie, definite in base alla ricchezza personale piuttosto che alla professione. Risulta che il 14 per cento degli adulti nel mondo appartiene alla classe media, con un patrimonio totale tra i $50.000 e i $500.000.

    Sostiene però Markus Stierli del Credit Suisse Research Institute: «Dal 2008 in poi, la crescita della ricchezza non ha permesso alla classe media di tenere il passo con la crescita della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, la distribuzione degli incrementi di ricchezza si è spostata a favore dei più ricchi. Questi due fattori si sono combinati per produrre un calo della quota di ricchezza della classe media».

    Pubblicato sul Guardian il 14 ottobre 2015. 

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