- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 15 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Un tranquillo weekend di paura

    Un tranquillo weekend di paura

    Diego Marani di Diego Marani
    23 Novembre 2015
    in Editoriali
    polizia bruxelles paura

    La forza di Bruxelles è che a tutta questa storia dello stato di allerta in fondo non ci crede. I brussellesi alzano le spalle, storcono la bocca a vedere tanta esibizione di polizia. Lo sanno che non è un posto da terrorismo questo, anzi non è proprio un posto. È la solita storia: Bruxelles è un non-luogo. È a metà strada verso Parigi, Berlino, Londra, Amsterdam. Ma non è una destinazione in sé. Chi viene a Bruxelles è venuto per una riunione di lavoro e riparte la sera o è venuto per andare a vedere anche Bruges e Gand. Bruxelles da sola non vale il viaggio. Napoleone è andato a perdere a Waterloo, a venti chilometri da qui, mica a Bruxelles. Bruxelles non vale neanche una sconfitta. Qui non può succedere nulla di fatale. Così Bruxelles finisce per avere ben poca considerazione di sé. Non è capace di credere in nulla. Non ci crede di essere la capitale d’Europa, e forse alla fine è anche per questo che l’Europa non esiste. Tutto quello che di europeo si decide a Bruxelles in fondo non è vero, è solo una finta. Le decisioni vere si prendono altrove, a Francoforte, a Berlino, a Londra. Bruxelles non ha mai capito bene come fare la capitale del Belgio. Le hanno detto di stare lì in mezzo, di non essere prepotente, di parlare sia in francese che in fiammingo, di fare bella figura coi vertici europei ma di non allargarsi, soprattutto di non allargarsi. “Vado bene così?” sembra chiedere lei ogni tanto. E allora dài che valloni e fiamminghi, almeno in questo unanimi, dicono “Basta! È ora di finirla con questa Bruxelles arrogante! Chi si crede di essere!”.

    Così anche oggi a questa allerta terroristica Bruxelles non ci crede. Anzi, neanche i terroristi ci credono. Sono nati qui, abitano qui, si esercitano e si armano qui, si nascondono qui. Ma i loro attentati vanno a farli altrove. A fare un attentato a Bruxelles perderebbero ogni credibilità. Perché un attentato a Bruxelles è il vorrei ma non posso dell’internazionale del terrore. Sono capaci tutti. Da noi si direbbe che è come sparare a uno che sta cagando. La Grand’Place è vuota, i centri commerciali chiusi, la metropolitana ferma. I soldati in gruppi di tre pattugliano le strade. Ma non sembrano soldati belgi, sembrano un esercito di occupazione che ha sbagliato strada. Non dovevano venire qui. Qualcuno gli ha truccato i cartelli. Si aggirano guardinghi e sorpresi sotto il nevischio. Credevano forse di trovare resistenza? La verità è che non erano mai stati a Bruxelles. La scoprono oggi per la prima volta. “Dunque questa è la nostra capitale?” si chiedono perplessi i soldatoni fiamminghi in tuta mimetica e i cacciatori delle Ardenne col basco bordò tutto fradicio. E hanno già fretta di tornare in caserma. Non è mica dei terroristi che hanno paura, no, ma proprio di lei, di Bruxelles. Lo sentono che non è roba loro, che non è figlia di nessuno questa città.

    C’è un’aria tetra sui grandi boulevard. Anche il cielo ce l’ha messa tutta per fare paura, con un grigio pesante di neve e di pioggia. I tram sono fermi e spenti sui binari e gli autoblindo dell’esercito sfrecciano loro accanto. Con il sole e le palme potrebbe essere una scena da golpe sudamericano. Ma così sembra una commemorazione scalcinata della battaglia delle Ardenne. I lampi azzurri dei girofari schizzano dall’asfalto ai vetri dei palazzi e ricadono giù in mille rivoli. Come ogni sabato, qualche gruppo di ragazzotti arabi girovaga da un marciapiede all’altro in cerca di struscio. Fumano mozziconi, parlano ad alta voce e giocano a fare gli spavaldi. Chissà, forse hanno per vicino un integralista, forse i loro fratelli maggiori stanno preparando cinture esplosive in qualche scantinato, forse più tardi andranno a pregare in una moschea clandestina. O forse non sono praticanti, chissà, nemmeno mussulmani, magari neanche arabi. Nei quartieri residenziali c’è un po’ più movimento. Qui i negozi sono rimasti aperti. La gente si affretta ai parcheggi dei supermercati, si forma qualche coda davanti alla bottega dei polli arrosto. I poliziotti di quartiere girano scortati dalle forze speciali. Con lo stato d’emergenza non possono più andare fuori da soli, perché non saprebbero impugnare una pistola. Sorridono imbarazzati come se girassero con la badante. Alla televisione vanno e vengono personalità e giornalisti. Passano i servizi che filmano la città stranita. E anche da quelle immagini trapela spudorata la verità: Bruxelles sta facendo finta, ancora una volta non ci crede, non si prende sul serio neanche davanti alla minaccia del terrore. Anzi alla fine tutti sembrano pensare che questa storia dello stato d’emergenza sia una trovata propagandistica del governo cittadino, una mossa per non essere da meno di Parigi. Un tentativo di esistere, di essere un posto vero, insomma.

    Tags: bruxellespaurapolizia

    Ti potrebbe piacere anche

    manifestazione gaza palestina bruxelles
    Diritti

    Il Belgio alla sbarra per Gaza, la Corte d’Appello: Non ha impedito il trasferimento di armi a Israele

    27 Marzo 2026
    MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
FARNESINA
SCULTURA GIO POMODORO (Imagoeconomica)
    Cultura

    L’Ambasciata d’Italia in Belgio accoglie la “Sfera” di Arnaldo Pomodoro: un ponte ideale tra Bruxelles e Roma

    23 Marzo 2026
    Roberta Metsola
    Politica

    Metsola ai leader: “Parlamento UE sia pienamente coinvolto su agenda di competitività”

    19 Marzo 2026
    Virkkunen, Brunner, PROTECTEU contro Terrorismo e estremismo
    Difesa e Sicurezza

    Terrorismo, l’UE aggiorna la strategia: focus su minori e minacce digitali

    26 Febbraio 2026
    Politica Estera

    L’UE guarda al Canada: il Parlamento chiede un’alleanza più stretta su sicurezza e commercio

    25 Febbraio 2026
    Ucraina
    Politica

    Ucraina, Giani a Bruxelles: “Ospitiamo 20 mila profughi, Toscana e Kiev gemellate”

    24 Febbraio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    produzione industriale - fonte: Imago economica

    Sale la produzione industriale a febbraio, +0,4 per cento nell’UE e nell’area euro

    di Caterina Mazzantini
    15 Aprile 2026

    In base ai dati di Eurostat, la crescita è stata trainata principalmente dai beni di consumo non durevoli, che hanno...

    Fonte: SYSPEO/SIPA / IPA

    L’UE invita Meta a riammettere gli assistenti IA terzi su Whatsapp

    di Giulia Torbidoni
    15 Aprile 2026

    Con una separata decisione iniziale, in collaborazione con l'autorità garante della concorrenza italiana, la Commissione ha esteso oggi l'indagine anche...

    Le bandiere UE e del Regno Unito. Fonte: Imagoeconomica

    UE e Regno Unito ufficializzano l’adesione di Londra ad Erasmus+ nel 2027

    di Caterina Mazzantini
    15 Aprile 2026

    Siglata l'intesa che ripristina gli scambi accademici post-Brexit. Per von der Leyen, le due sponde della Manica "godono da secoli...

    Filiera leguminosa - agricoltori - UE - Hansen

    L’UE punta sui legumi: “Meno dipendenza dalle importazioni e più sostegno agli agricoltori”

    di Annachiara Magenta annacmag
    15 Aprile 2026

    Il Piano Proteine della Commissione europea, atteso per giugno, punta a “trasformare le leguminose in un asset strategico per il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione