Bruxelles – Il quotidiano della gauche francese, Libèration, è al centro della bufera in rete per un articolo che critica fortemente l’uso del velo delle donne islamiche. Il pezzo è accusato di ‘razzismo’ contro l’islam su Twitter dove l’hashtag #LibéRacisme è diventato trend topic. Nel suo articolo dal titolo “donna velata nel metro”, Luc Le Vaillant, uno dei giornalisti di Libè, descrive la sua reazione davanti a una ragazza islamica accanto a cui si è trovato per caso a viaggiare sulla linea 4 della metropolitana. “La donna in nero”, come la chiama, “indossa un’abaya colore del corvo”, che arriva fino a terra “e spazza la polvere delle ansie circostanti”, le sue mani “sono guantate e non sapremo mai se i suoi palmi sono sudati”, e solo il viso è scoperto. I suoi capelli, scrive il giornalista con il velo “sono nascosti alla concupiscenza degli abominevoli perversi dell’Occidente decadente. Come se questi non desiderassero altro che denudare questo corpo riservato a un signore e padrone, reale o spirituale, che mantiene il suo potere d’accaparramento dell’unico Dio dalla feroce gelosia”.
E ancora: “È la sorella avvilita e avvilente delle beurettes (giovani francesi di origini araba, ndr) chiassose e scalmanate che rallegrano le serate” nel metro parigini, scrive il giornalista, raccontando come l’ansia nei confronti di quella donna con il velo aumenti con il passare del tempo. “Fino a che non spara contro i tavolini dei bar con il kalashnikov, può pensare quello che vuole, credere alle balle che vuole e vestirsi come le pare. Vorrei giusto che non mi prendesse come obiettivo”, afferma.
“Mi rassicuro”, continua Le Vaillant “dicendomi che queste scelte regressive e reazionarie saranno brevi. È solo una stagione della sua vita, e tornerà ad atteggiamenti meno estremi. Altri sono sopravvissuti ai loro periodi da punk a bestia”. Ma, aggiunge però, “non posso fare a meno di vederla come un compagna di strada dei lapidatori delle coppie adultere e dei tagliatori di mani dei ladri”.

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