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    Home » Non categorizzato » Dal Parlamento “sì” al TiSA, ma solo se protegge imprese e servizi pubblici Ue

    Dal Parlamento “sì” al TiSA, ma solo se protegge imprese e servizi pubblici Ue

    Approvate a larga maggioranza le raccomandazioni che riguardano i negoziati in corso sull’Accordo sugli scambi di servizi

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    3 Febbraio 2016
    in Non categorizzato
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    Bruxelles – Più protezione per le imprese e i servizi pubblici europei. È quanto ha chiesto il Parlamento Ue con le raccomandazioni approvate mercoledì riguardo all’Accordo sugli scambi di servizi (TiSA). I negoziati in corso per la firma del trattato stanno coinvolgendo Paesi che rappresentano il 70% del commercio globale nel settore servizi.

    Gli eurodeputati, che hanno approvato a larghissima maggioranza il testo redatto dall’ex commissaria europea Viviane Reding (532 voti favorevoli, 131 contrari e 36 astensioni), chiedono che l’accordo faciliti l’accesso delle imprese Ue ai mercati internazionali, ma che non forzi l’Unione, le autorità nazionali e locali ad aprire i servizi pubblici alla concorrenza, ovvero non limiti il loro diritto di regolamentare nell’interesse pubblico.

    “Linee blu”

    Per proteggere le imprese UE da una concorrenza sleale all’estero, i deputati chiedono ai negoziatori Ue:
    – reciprocità nell’accesso al mercato, poiché i servizi Ue sono già aperti alla concorrenza straniera rispetto a quelli dei suoi partner. In particolare, l’accesso dovrebbe essere ricercato negli appalti pubblici internazionali, nelle telecomunicazioni, nei trasporti e nei servizi finanziari e digitali;
    – di arginare le pratiche restrittive dei Paesi terzi nei confronti delle società Ue, come la localizzazione forzata dei dati o le limitazioni alla presenza di capitali stranieri;
    – meno procedure burocratiche per le pmi, che sono prive di risorse umane e finanziarie necessarie per farsi strada tra le norme del commercio internazionale.

    “Linee rosse”

    Inoltre, i deputati hanno stabilito delle aree che devono essere escluse dai negoziati:
    – i servizi pubblici Ue, come l’istruzione, la sanità, i servizi sociali, il sistema di sicurezza sociale e i servizi audiovisivi;
    – la protezione dei dati dei cittadini UE deve essere aggiornata agli standard attuali e futuri;
    – l’Ue dovrebbe accettare solo i lavoratori stranieri altamente qualificati, sotto contratto e per un periodo di tempo strettamente limitato;
    – il diritto dell’Ue, dei legislatori nazionali e locali di legiferare nell’interesse pubblico deve essere protetto adeguatamente, poiché dovrebbero avere il diritto di cambiare idea e, se lo desiderano, rinazionalizzare i servizi che sono stati precedentemente aperti alla concorrenza privata;
    – includere una clausola di revisione che renda consenta ad una parte di recedere dall’accordo oppure di sospendere gli impegni sulla liberalizzazione di un servizio, in caso di violazione delle norme del lavoro e di quelle sociali.

    Più diritti per i consumatori all’estero

    I deputati chiedono tutele e più informazioni per i consumatori Ue che viaggiano e usano i servizi all’estero, ad esempio con riferimento alle tariffe di roaming, alle commissioni di pagamento delle carte di credito, e alla protezione contro spam e pratiche di geoblocking.

    Includere la Cina

    I deputati sostengono la richiesta della Cina di aderire ai negoziati e cercano di assicurare una futura “multilateralizzazione” dell’accordo.

    Più trasparenza

    La Commissione europea dovrebbe fornire schede informative per il pubblico, spiegando ogni parte dell’accordo, e pubblicare anche resoconti fattuali per ogni ciclo di negoziazione sul sito web Europa.

    Tags: cinaparlamento ueservizistrasburgotisa

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