- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 18 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » Asilo: Stati Ue possono rimandare un richiedente in Paese terzo “sicuro”

    Asilo: Stati Ue possono rimandare un richiedente in Paese terzo “sicuro”

    Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell'Ue in una sentenza, rafforzando di fatto l'interpretazione della Commissione delle regole stabilite nell'accordo con la Turchia

    Ezio Baldari</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@eziobaldari" target="_blank">@eziobaldari</a> di Ezio Baldari @eziobaldari
    17 Marzo 2016
    in Cronaca
    Asilo, Corte di giustizia Ue, riammissione, Turchia

    Bruxelles – Il regolamento Dublino III consente agli Stati membri di inviare un richiedente protezione internazionale in un paese terzo sicuro, indipendentemente dal fatto che si tratti dello Stato membro competente per l’esame della domanda o di un altro Stato membro. Questo diritto può anche essere esercitato da uno Stato membro dopo che quest’ultimo abbia dichiarato di essere competente per l’esame della domanda, in applicazione di tale regolamento e nell’ambito della procedura di ripresa in carico. Lo afferma oggi la Corte di giustizia del’Ue in una sentenza che da un deciso sostegno alla posizione della Commissione e del Consiglio Ue riguardo agli aspetti legali dell’accordo in discussione con la Turchia.

    Shiraz Baig Mirza, un cittadino pakistano, è entrato illegalmente nel territorio ungherese dalla Serbia nell’agosto 2015. Il 7 agosto 2015 ha presentato una prima domanda di protezione internazionale in Ungheria. Nel corso della procedura, Mirza ha lasciato il luogo di soggiorno che gli era stato assegnato dalle autorità ungheresi. Il 9 ottobre 2015 queste hanno chiuso l’esame della domanda in quanto la stessa era stata ritenuta implicitamente ritirata dal richiedente.

    Successivamente, Mirza è stato fermato nella Repubblica ceca mentre tentava di raggiungere l’Austria. Le autorità ceche hanno chiesto all’Ungheria di riprendere l’interessato, richiesta che è stata accolta dall’Ungheria. Mirza ha quindi presentato una seconda domanda di protezione internazionale in Ungheria, ma il 19 novembre 2015, le autorità ungheresi hanno respinto la richiesta in quanto “irricevibile”, senza esaminarne il merito. Esse ritenevano infatti che, per il richiedente, la Serbia dovesse essere qualificata come paese terzo sicuro.

    Mirza ha presentato ricorso dinanzi al Debreceni Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság (Tribunale amministrativo e del lavoro di Debrecen, Ungheria), che si è rivolto alla Corte di giustizia per sapere se Mirza possa essere inviato in un paese terzo sicuro sebbene le autorità ceche sembrino non essere state informate riguardo alla normativa e alla prassi ungheresi che consistono nel trasferire i richiedenti protezione internazionale in paesi terzi sicuri.

    Poiché Mirza è attualmente trattenuto, la causa è stata sottoposta al procedimento pregiudiziale d’urgenza previsto dal regolamento di procedura della Corte.

    Con la sua sentenza la Corte osserva, anzitutto, che “il diritto di inviare un richiedente protezione internazionale in un paese terzo sicuro può parimenti essere esercitato da uno Stato membro dopo che quest’ultimo abbia dichiarato di essere competente, in applicazione del regolamento Dublino III e nell’ambito della procedura di ripresa in carico, per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata da un richiedente che ha lasciato tale Stato membro prima di una decisione sul merito della sua prima domanda di protezione internazionale”.

    La Corte constata, poi, che, nell’ambito della procedura di ripresa in carico di un richiedente protezione internazionale, “il regolamento Dublino III non impone allo Stato membro competente (l’Ungheria) un obbligo d’informare lo Stato membro che provvede al trasferimento (la Repubblica ceca) circa il contenuto della sua normativa nazionale in materia di invio di richiedenti in Paesi terzi sicuri o della sua prassi amministrativa in materia”.

    La Corte sottolinea, inoltre, che un’assenza di comunicazione al riguardo tra i due Stati interessati non pregiudica il diritto del richiedente a un ricorso effettivo contro la decisione di trasferimento e contro la decisione sulla domanda di protezione internazionale, come garantito dal diritto dell’Unione.

    Infine, la Corte statuisce che “il diritto del richiedente protezione internazionale di ottenere, in una situazione come quella del caso di specie, una decisione definitiva circa la propria domanda, sia nell’ambito della procedura che è stata interrotta, sia nell’ambito di una nuova procedura che non sarà trattata come domanda reiterata, non comporta né che lo Stato membro competente sia privato della possibilità di dichiarare la domanda irricevibile né che ad esso venga imposto di riprendere l’esame della domanda a una fase particolare della procedura”.

    Tags: Asilocorte di giustiziaimmigratiturchia

    Ti potrebbe piacere anche

    Una veduta aerea dell'isola di Cipro
    Politica Estera

    La Turchia lavora all’annessione energetica di Cipro Nord, in Parlamento UE si evocano sanzioni

    17 Agosto 2026
    ASILO EUROSTAT
    Diritti

    Domande d’asilo di maggio 2026 in calo del 22 per cento nell’UE; l’Italia prima per richieste

    14 Agosto 2026
    incendio. Crediti: Matt Palmer via Imagoeconomica
    Cronaca

    Spagna e Francia in fiamme, Lahbib: “Una corsa contro il tempo, lavoriamo senza sosta”

    27 Luglio 2026
    Photo de mostafa merajisur Unsplash
    Diritti

    Domande d’asilo giù dell’11 per cento sul 2025, i tre quarti in Italia, Spagna, Francia e Germania

    16 Luglio 2026
    Autostrada del Brennero. Fonte: Imagoeconomica
    Cronaca

    Sulle chiusure sul Brennero l’avvocato della Corte UE dà ragione all’Italia

    16 Luglio 2026
    google
    Net & Tech

    Corte UE: “Google può essere responsabile per i video pubblicati su YouTube”

    16 Luglio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Fedex. furgone di consegne [foto: imagoeconimica]

    Servizi postali, ‘sì’ dell’UE al controllo di InPost da parte di FedEX

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    18 Agosto 2026

    Via libera della Commissione alla proposta di acquisizione. L'operazione riguarda la consegna di piccoli pacchi in Polonia, Italia, Portogallo e...

    GTS LOGISTIC - Trasporto ferroviario delle merci [foto: imagoeconomica]

    Trasporto ferroviario per le merci, l’UE continua a non sapere come rilanciarlo

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    18 Agosto 2026

    Il commissario per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ammette che convogli e vagoni singoli costano troppo e la strada attira sempre...

    Vipera clima commissione UE Manon Aubry

    L’eurodeputata Aubry morsa da una vipera. La Commissione UE: “Il cambiamento climatico può mutare il comportamento degli animali”

    di Annachiara Magenta annacmag
    18 Agosto 2026

    In Italia il morso di vipera rimane un evento raro: secondo l'Azienda ospedaliero-universitaria Meyer di Firenze, si registrano fino a...

    Proiezione di un filmato informativo sull'ebola in Uganda. Crediti: Correi Butler via Commissione europea

    Ebola, dall’UE 2,5 milioni di euro per i test di diagnostica rapida

    di Iolanda Cuomo
    18 Agosto 2026

    Bruxelles - Nonostante l'attenzione mediatica si sia ridotta, l'epidemia di Ebola continua a diffondersi. A fronte dell'attuale focolaio a Bundibugyo,...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione