- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 24 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Grecia, la tregua di Atene

    Grecia, la tregua di Atene

    [di Dimitri Deliolanes] La speranza di Tsipras è di resistere fino al 2018, quando la prospettiva di sbarazzarsi di buona parte del debito diventerà più concreta e finirà il programma di “salvataggio” della Grecia.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    17 Giugno 2016
    in Non categorizzato

    di Dimitri Deliolanes

    «Questo non è un accordo, è una tregua». Con queste parole un funzionario europeo ha commentato al giornalista Stavros Lygeros l’esito della lunga a travagliata riunione dell’eurogruppo di fine maggio. Sette ore di discussione su un unico argomento: il debito greco, che alla fine del 2016 toccherà, secondo la Commissione, il 182% del PIL.

    I termini della “tregua” sono subito spiegati dalla stessa fonte: «L’FMI non ha voluto assumersi la responsabilità politica di far fallire la riunione». Un rischio reale dalle conseguenze non indifferenti. Fino a luglio le casse greche debbono pagare in titoli in scadenza, interessi e rate circa 3,5 miliardi. L’Europa rischiava di vivere nuovamente il dramma dell’estate scorsa, con l’aggravante dell’imminenza del referendum britannico: «Il Fondo ha fatto un passo indietro e ha rimandato lo scontro al prossimo giro, quando le condizioni saranno sfavorevoli per Berlino. La discussione sul debito, infatti, sarà condotta sulla base dello studio sulla sua sostenibilità che sta preparando lo stesso FMI. Schäuble ha guadagnato tempo, ma è ancora imprigionato dentro una grossa contraddizione: non può permettersi di dire ai suoi elettori che l’FMI non partecipa più al programma greco, che diventerebbe così esclusivamente europeo, ma non è disposto a cedere alla prima condizione posta dall’FMI per partecipare: alleggerire il debito».

    Appena due mesi fa, per essere precisi, il responsabile per l’Europa del Fondo, Paul Thomsen, non aveva esitato di proporre una strategia estremamente pericolosa, in modo da far passare la strategia dell’FMI su tutta la linea. All’epoca, non era aperto solo il fronte tedesco ma anche quello greco. Gli accordi dell’estate scorsa imponevano alla Grecia un avanzo primario del 3,5% annuo da ottenere nel 2018 e da mantenere per almeno un decennio. Secondo Thomsen, le misure di austerità previste da quell’accordo non erano sufficienti per raggiungere l’obiettivo, ci volevano ulteriori tagli per circa 3,6 miliardi. Per ottenere una soluzione “soddisfacente” bisognava replicare anche questa volta la strategia del 2015: far arrivare la Grecia alle scadenze estive con le casse a secco, con il rischio di un “incidente”, tanto indesiderato in quanto c’è il referendum britannico. In una situazione di urgenza, riteneva, in cui tutti avrebbero accettato le richieste del Fondo senza discussioni.

    WikiLeaks pubblicò l’intercettazione del colloquio via Skype di Thomsen con Delia Velculescu, la rappresentante dell’FMI nella “quadriga” (ex troika) che controlla i conti di Atene. L’effetto fu devastante: Thomsen si guadagnò una nuova reprimenda da parte del board (e forse anche della stessa Lagarde) e le nuove misure furono criticate dagli europei con inusuale franchezza. Pochi giorni più tardi, Eurostat comunicò i dati sui conti greci e fu un nuovo schiaffo al Fondo: secondo Eurostat la Grecia aveva chiuso il 2015 con un attivo di bilancio dello 0,7% del PIL, mentre il piano concordato a luglio 2015 imponeva al paese almeno un +0,25% e le stime dell’FMI parlavano di un disavanzo dello 0,6%.

    Non era la prima volta che il Fondo sbagliava platealmente le sue previsioni, come ammesso da tutto lo staff economico. Basti dire che l’applicazione del primo programma di “salvataggio”, nel 2010, avrebbe dovuto portare alla crescita già nel 2011. Siamo sei anni dopo e le previsioni, ben più affidabili, della Commissione prevedono ancora recessione dello 0,3% alla fine dell’anno, con prospettive di crescita del 1,8% nel 2017. Lo stesso Thomsen era stato posto sotto inchiesta interna nel 2013 con l’accusa di non aver fornito stime affidabili ma ancor di più di non aver tenuto conto del dibattito in corso tra gli economisti dell’FMI nell’elaborazione del programma greco. Alla fine è stato rimosso e promosso a responsabile per l’Europa.

    Per il governo greco risolvere il nodo del debito è un punto di primaria importanza. Darebbe per la prima volta il senso che la dura trattativa intrapresa da Atene con i creditori può dare finalmente dei risultati, dopo una serie ininterrotta di sconfitte. Le misure di austerità approvate a tamburo battente dal parlamento greco pochi giorni prima della riunione cruciale dell’Eurogruppo hanno un enorme costo politico e sociale.

    Tsipras ha strenuamente resistito alle pressioni a tagliare la spesa pubblica procedendo a licenziamenti e a tagli alle pensioni esistenti e ha preferito puntare sull’aumento delle entrate. Malgrado i tentativi generosi di distribuire il peso fiscale in maniera più equa del passato e malgrado alcuni successi non trascurabili nella lotta alla diffusissima evasione fiscale, alla fine il governo ha dovuto ricorrere all’aumento dell’IVA dal 23 al 24%, anche nelle isole. Una misura che perfino Schäuble ha definito “stupida” e che rischia di colpire il settore primario dell’economia greca: il turismo, arrivato oramai a coprire il 20% del PIL.

    Secondo la ministra del Turismo Elena Kountoura per l’anno in corso l’aumento dei prezzi non si farà sentire, al contrario. La chiusura dei mercati turistici concorrenti, come la Turchia e l’Egitto, farà aumentare il flusso turistico verso la Grecia fino a 27 milioni di visitatori. Ma l’aumento dell’IVA rimane comunque una misura recessiva che rischia di abbattere i consumi e non portare alle casse pubbliche gli introiti previsti e tanto desiderati. Questo è avvenuto parecchie volte nella lunga crisi greca.

    Ma non tutto è stato vano. L’Eurogruppo ha costretto i tedeschi a cambiare posizione e a riconoscere, per la prima volta, che il debito greco è insostenibile. Schäuble, per la verità, ha ripetuto la sua posizione che «non c’è urgenza» ad affrontare la questione, visto che per la restituzione delle somme del secondo e del terzo memorandum è previsto un periodo di grazia fino al 2022 e i tassi sono fermi all’1,5%. Ma ha dovuto accettare la posizione di Atene e dell’FMI che senza un alleggerimento non ci sarà garanzia di stabilità per l’economia greca, visto che si tratta di un fattore che certo non incoraggia gli investitori. Alla fine i tedeschi hanno ceduto ma a condizione che la questione venga affrontata solo dopo le elezioni tedesche previste per l’autunno dell’anno prossimo.

    Un impegno simile era stato già preso dall’allora troika nel 2012, a condizione che la Grecia avesse ottenuto un avanzo di bilancio. L’avanzo era stato ottenuto nel 2014 ma l’allora governo di destra non ha voluto sollevare la questione. La posizione dell’allora premier Antonis Samaras era che il debito era sostenibile, nella consapevolezza che qualsiasi riferimento alla possibilità di un taglio avrebbe provocato malumori a Berlino. Ora però le cose sono cambiate: non solo a causa del cambiamento di governo ad Atene ma anche perché il debito greco sta creando seri problemi all’interno dell’FMI. È noto infatti che il suo statuto non gli permette di finanziare debiti insostenibili e per partecipare al “salvataggio” greco nel 2010 dovette procedere a un affrettato cambio, provocando discussioni che nel tempo si sono acutizzate.

    Tsipras ha ottenuto inoltre l’abolizione di fatto della clausola irrealistica dell’avanzo primario del 3,5% per un decennio, un obiettivo difficilmente raggiungibile anche per economie fiorenti, figuriamoci per quella greca. Anche questo sarà oggetto di trattativa ma già all’Eurogruppo si è raggiunto un accordo per un impegno greco per un avanzo “significativo”, in pratica dell’1,5-2%. In caso di deragliamento dei conti, è stato sancito un meccanismo di “garanzie di salvaguardia”.

    La tranche del finanziamento sarà divisa in due parti. La prima, di 7,5 miliardi, sarà versata alla fine di giugno, il resto, di 2,8 miliardi, a settembre. La metà dei soldi che saranno incassati a giugno andrà a pagamento dei debiti accumulati dall’amministrazione pubblica greca verso i privati, circa 3,6 miliardi, un’altra parte a pagamento del debito e quello che rimane a sostenere il piano di sviluppo elaborato dal governo e presentato in Parlamento agli inizi di giugno. Anche questo è stato un punto in favore di Atene, visto che con il governo precedente le somme andavano o a coprire il debito oppure la ricapitalizzazione delle banche.

    Per ottenere per il denaro, Tsipras deve risolvere le ultime questioni rimaste in sospeso: la “quadriga” esige che i crediti inesigibili delle banche siano ceduti ai funds speculativi, mentre Atene vorrebbe porre delle clausole riguardo alle piccole imprese, circa il 56% degli interessati (già in autunno erano stati esclusi i mutui per la prima casa). Bisogna inoltre sbloccare la privatizzazione dell’area del vecchio aeroporto di Hellikon, acquistato per una somma ridicola nel 2013 dal Gruppo Latsis e bloccata da una serie di sentenze della magistratura. Il governo greco vuole inserire anche questa area nella nuova “super cassa” che gestirà (non necessariamente privatizzando) tutta la proprietà pubblica, i creditori vogliono risolvere la questione al più presto. Infine ci sono gli introiti dai pedaggi dell’autostrada Egnazia, che unisce Igoumenitsa a Costantinopoli, che i creditori vorrebbero andassero per intero al debito.

    Le condizioni veramente difficili per Tsipras sono attese però per settembre, quando la “quadriga” passerà all’attacco cercando di smantellare quello che è rimasto del diritto del lavoro. I creditori chiedono di abolire il divieto vigente a effettuare licenziamenti in massa e anche il valore giuridico dei contratti nazionali e aziendali di lavoro. Tsipras finora è rimasto granitico nel rifiutare qualsiasi cedimento in questo campo.

    Anche se le previsioni della Commissione parlano di un rovesciamento dell’andamento dell’economia già nel secondo semestre di quest’anno («l’economia greca ha mostrato resistenze inimmaginabili», ha confessato, in un impeto di inconsapevole autocritica, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem) è evidente che si ripropone per ben sei anni la stessa ricetta fallita. L’abbattimento del costo del lavoro e il restringimento dei diritti sindacali non hanno portato a nessun investimento, ma solo disoccupazione e miseria. Anche il tipo di sviluppo prospettato dai creditori rimane vago oppure, nel migliore dei casi, complementare alle economie del nord europeo (puntando solo sul turismo, con una punta di agroalimentare). La speranza di Tsipras è di resistere fino al 2018, quando la prospettiva di sbarazzarsi di buona parte del debito diventerà più concreta e finirà finalmente il programma di “salvataggio” della Grecia. Solo allora il governo greco potrà sviluppare i suoi progetti di sviluppo e allentare e misure di austerità. Il primo passo sarà il congresso di SYRIZA che si terrà a settembre. Un anno di ritardo, con una dolorosa scissione di mezzo. Ma è evidente oramai che il partito ha avuto enormi difficoltà a tenere il passo, già dall’indomani dell’impetuosa avanzata alle elezioni del 2012, la vittoria elettorale di gennaio 2015 e la retromarcia dell’estate scorsa. Obiettivo del leader è far uscire SYRIZA dal minoritarismo e dalla cultura della protesta e farlo diventare uno strumento efficace di elaborazione di proposte di governo.

    Pubblicato su Sbilanciamoci! il 13 giugno 2016. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Il vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'UE [Nicosia, 23 aprile 2026. Foto: European Council]
    Energia

    Energia, Italia e Belgio bocciano l’agenda della Commissione. Costa: “Accelerare la transizione”

    24 Aprile 2026
    Ucraina Allargamento Ue
    Politica

    Allargamento, i leader UE provano a far partire l’iter di adesione dell’Ucraina

    23 Aprile 2026
    Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti (destra), con il commissario per l'Econonia, Valdis Dombrovskis [Bruxelles, 9 marzo 2026. Foto: European Council]
    Economia

    Dfp, Giorgetti: Margini di bilancio assottigliati. Meloni: Conti sono in ordine

    23 Aprile 2026
    Interni della biblioteca Braidense di Milano. Credits: Ermes Beltrami via Imagoeconomica
    Notizie In Breve

    In Europa aumentano gli acquisti di e-book ed audiolibri

    23 Aprile 2026
    Il 6 e il 7 giugno si riunisce il Consiglio trasporti ed energia in Lussemburgo. La sicurezza energetica sarà uno dei temi più importanti in agenda
    Energia

    Il mix energetico dell’UE è ancora dominato dai fossili: petrolio e gas valgono quasi il 60 per cento

    23 Aprile 2026
    I presidenti di Commissione europea, Ursula von der Leyen, Consiglio europeo, Antonio Costa, Ucraina, Volodymyr Zelensky, nella commemorazione dei 4 anni dell'inizio della guerra su larga scala della Russia. Foto: Alexandros Michailidis via Imagoeconomica
    Politica Estera

    Via libera definitivo UE agli aiuti a Kiev e alle sanzioni a Mosca, Zelensky: “Un giorno importante”

    23 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'UE [Nicosia, 23 aprile 2026. Foto: European Council]

    Energia, Italia e Belgio bocciano l’agenda della Commissione. Costa: “Accelerare la transizione”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    24 Aprile 2026

    Al vertice informale del Consiglio europeo Meloni e De Wever contro le misure di von der Leyen. Il presidente del...

    Ucraina Allargamento Ue

    Allargamento, i leader UE provano a far partire l’iter di adesione dell’Ucraina

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    23 Aprile 2026

    I presidenti di Commissione e Consiglio europeo vorrebbero aprire i primi capitoli negoziali utili per l'allargamento dell'UE all'Ucraina. Il Belgio...

    Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti (destra), con il commissario per l'Econonia, Valdis Dombrovskis [Bruxelles, 9 marzo 2026. Foto: European Council]

    Dfp, Giorgetti: Margini di bilancio assottigliati. Meloni: Conti sono in ordine

    di Dario Borriello
    23 Aprile 2026

    Meloni: "Dobbiamo vedere quali sono le regole che abbiamo e poi nelle prossime settimane decidiamo come muoverci a livello nazionale"

    Interni della biblioteca Braidense di Milano. Credits: Ermes Beltrami via Imagoeconomica

    In Europa aumentano gli acquisti di e-book ed audiolibri

    di Iolanda Cuomo
    23 Aprile 2026

    Bruxelles – Nel 2025, sono aumentate le persone che hanno acquistato e-book e audiolibri in Europa. Secondo Eurostat, l’anno scorso...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione