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    Home » Politica » Sistema Dublino: nuova proposta Commissione per semplificare procedure asilo

    Sistema Dublino: nuova proposta Commissione per semplificare procedure asilo

    Chi farà richiesta in un Paese diverso da quello di primo ingresso verrà automaticamente escluso dalla protezione. I sistemi dei diversi Stati saranno armonizzati e i tempi per l'esame per la verifica dei casi abbreviati

    Elena Bondesan</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@elena_bondesan" target="_blank">@elena_bondesan</a> di Elena Bondesan @elena_bondesan
    13 Luglio 2016
    in Politica
    asilo, Dublino, rifugiati, sentenza

    Bruxelles – La riforma del sistema di Dublino per l’asilo nell’Ue si arricchisce di un nuovo tassello. Dopo la proposta di maggio per modificare il regolamento nelle sue linee generali, oggi la Commissione ha proposto nuove specifiche per semplificare l’iter delle pratiche. Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione, ha assicurato che “le riforme proposte garantiranno la protezione internazionale in tempi brevi alle persone che ne hanno realmente bisogno ma permetteranno di rimpatriare rapidamente coloro che non hanno il diritto di ricevere protezione nell’Ue”.

    La Commissione propone di sostituire la direttiva sulle procedure di asilo con un regolamento che stabilisca una procedura Ue comune pienamente armonizzata per la protezione internazionale al fine di ridurre le differenze nei tassi di riconoscimento dei vari Stati membri, scoraggiare i movimenti secondari e assicurare garanzie procedurali comuni efficaci per i richiedenti asilo. La proposta mira a:

    garantire norme più severe per combattere gli abusi: sono introdotti nuovi obblighi di cooperazione con le autorità e previste pesanti conseguenze in caso di mancato rispetto degli stessi. I migranti che ad esempio non chiederanno l’asilo nel Paese di primo ingresso, ma in un altro Stato membro, si vedranno rigettare automaticamente la domanda. L’applicazione di sanzioni in caso di abuso della procedura, omessa collaborazione e movimenti secondari – finora facoltativa – è infatti resa obbligatoria. Le sanzioni comprendono il rigetto della domanda “perché implicitamente ritirata o palesemente infondata” o l’applicazione della procedura accelerata.

    rendere le procedure di asilo più semplici, chiare e brevi: l’intera procedura è abbreviata e semplificata e le decisioni dovranno essere adottate normalmente entro sei mesi o prima. Sono introdotti termini più brevi (da uno a due mesi), in particolare per le domande di asilo inammissibili o palesemente infondate o per i casi in cui è prevista l’applicazione della procedura accelerata.

    rafforzare le garanzie per i richiedenti asilo: ai richiedenti asilo è garantito il diritto a un colloquio individuale e all’assistenza e alla rappresentanza legale gratuite già nel corso della procedura amministrativa. Sono fornite maggiori garanzie ai richiedenti con esigenze particolari e ai minori non accompagnati, i quali dovrebbero essere affidati a un tutore entro cinque giorni dalla presentazione della domanda;

    armonizzare le norme sui paesi sicuri: la Commissione chiarisce e rende obbligatoria l’applicazione del concetto di Paese sicuro. Propone inoltre di sostituire completamente le designazioni nazionali dei Paesi di origine sicuri e dei Paesi terzi sicuri con elenchi europei o designazioni a livello Ue entro cinque anni dall’entrata in vigore del regolamento.
    Inoltre i richiedenti asilo devono poter godere dello stesso tipo di protezione, indipendentemente dallo Stato membro in cui presentano la domanda e per tutto il tempo necessario. Al fine di armonizzare gli standard di protezione nell’Ue e porre fine ai movimenti secondari e alla caccia all’asilo più vantaggioso, la Commissione propone di sostituire la direttiva qualifiche esistente con un nuovo regolamento. La proposta è finalizzata a:

    far convergere maggiormente i tassi di riconoscimento e le forme di protezione: il tipo di protezione e la durata dei permessi di soggiorno concessi ai beneficiari di protezione internazionale sono armonizzati. Gli Stati membri sono obbligati a tener conto degli orientamenti forniti dall’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo per quanto riguarda la situazione nel Paese d’origine del richiedente asilo e a valutare le possibili alternative di protezione interna, nel pieno rispetto del principio di non respingimento;

    inasprire le norme per punire i movimenti secondari: il periodo di attesa di cinque anni previsto per i beneficiari di protezione internazionale per poter beneficiare dello status di residente di lungo periodo è conteggiato da capo ogni volta che la persona interessata si trova in uno Stato membro in cui non ha il diritto di soggiornare o risiedere;

    garantire protezione solo per il tempo necessario: è introdotta una revisione obbligatoria dello status per tenere conto, ad esempio, di cambiamenti sopraggiunti nel Paese di origine che potrebbero influire sulla necessità di protezione;

    incentivare maggiormente l’integrazione: i diritti e gli obblighi dei beneficiari di protezione internazionale per quanto riguarda la sicurezza sociale e l’assistenza sociale sono precisati e l’accesso a determinate forme di assistenza sociale può essere subordinato alla partecipazione a misure di integrazione.

    Infine, la Commissione propone di riformare la direttiva sulle condizioni di accoglienza per fare in modo che i richiedenti asilo possano beneficiare di standard di accoglienza armonizzati e dignitosi in tutta l’Ue, contribuendo così a prevenire i movimenti secondari. Ciò significa l’applicazione da parte degli Stati membri di standard e indicatori sulle condizioni di accoglienza sviluppati dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo; la riduzione dei tempi di accesso al mercato del lavoro, al più tardi entro sei mesi dalla presentazione della domanda di asilo; e infine maggiori garanzie comuni ai richiedenti asilo con esigenze particolari e ai minori non accompagnati, i quali dovrebbero essere affidati a un tutore entro cinque giorni dalla presentazione della domanda.

    Tags: Commissione europeaimmigrazionemigrantiregolamento di Dublinorichiedenti asiloRifugiatiunione europea.

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