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    Home » Politica » Israele, migranti, bilancio e rete idrica: von der Leyen chiede responsabilità agli Stati

    Israele, migranti, bilancio e rete idrica: von der Leyen chiede responsabilità agli Stati

    Il discorso sullo Stato dell'Unione della presidente della Commissione europea è una lista di critiche ai governi nazionali per le cose non fatte. A partire dall'agenda di semplificazione

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Settembre 2026
    in Politica
    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, pronuncia il discorso sullo Stato dell'Unione [Strasburgo, 26 settembre 2026. Foto: Fred MARVAUX Copyright: © European Union 2026 - Source : EP]

    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, pronuncia il discorso sullo Stato dell'Unione [Strasburgo, 26 settembre 2026. Foto: Fred MARVAUX Copyright: © European Union 2026 - Source : EP]

    Bruxelles – La Commissione europea sta lavorando, assumendosi responsabilità e producendo proposte legislative. Lo stesso non può dirsi dei governi nazionali. La presidente dell’esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, rivendica il proprio operato, ma critica quello degli Stati. Il discorso sullo Stato dell’Unione diventa l’occasione per lei di andare all’attacco e chiedere serietà a tutti i 27 membri. Lo fa fin dall’inizio del suo intervento, lungo, eppur sin dagli esordi all’insegna di critiche neanche troppo velate, a cominciare dall’agenda di semplificazione: “Stiamo facendo del nostro meglio a livello europeo per ridurre la burocrazia. Tuttavia, ritengo sia giunto il momento che gli Stati membri facciano la loro parte“.

    È questa la prima tirata di orecchi di una serie che comprende più temi e che inchioda gli Stati alle proprie inefficienze diffuse che frenano crescita nazionale e competitività comune. Non sorprende che von der Leyen intimi un vero e proprio altolà ai Paesi che intendono smontare la proposta di bilancio pluriennale (MFF 2028-2034) con tagli generalizzati. “Il nostro bilancio riguarda il nostro futuro, qualsiasi bilancio moderno necessita di nuove risorse proprie. E vi ringrazio per il sostegno di questo Parlamento fin dal primo giorno per quanto riguarda questo tema“, scandisce, in quello che è al tempo stesso scontro istituzionale con il Consiglio dell’UE e richiesta di alleanze con il Parlamento europeo, deciso invece a garantire le risorse necessarie per il prossimo ciclo settennale, anche oltre la proposta originale.

    “UE di determinazione e solidarietà per vincere la guerra al nostro futuro”. Von der Leyen difende e rilancia l’Europa

    La presidente della Commissione europea non può non prendersela con gli Stati quando affronta il tema del caldo e della siccità: “Conosciamo i rischi legati alla scarsità d’acqua e alle catene di approvvigionamento. Eppure, le condutture europee disperdono quasi un litro d’acqua ogni quattro, principalmente a causa di perdite”. Un problema serio soprattutto in Italia, dove le perdite sfiorano il 50 per cento dell’acqua pompata nei tubi. La Commissione europea, anticipa von der eLeyen, intende lanciare “una nuova iniziativa europea sull’acqua”, al fine di porre rimedio al problema, perché “l’acqua è preziosa per la nostra industria e per la nostra sicurezza alimentare”. Vuol dire che a quel punto gli Stati dovranno agire, senza più ritardi né scuse.

    La reprimenda si estende all’altra crisi dell’estate 2026, vale a dire quella migratoria e l’arrivo massiccio di persone migranti a Ceuta: “Il confine di Ceuta è un confine europeo. Perché Ceuta è Spagna. Ceuta è Europa“. Sottolineature utili alla stoccata: “Il punto è che l’unica soluzione è una soluzione europea“. Parole che sanno di bocciatura delle scelte di quei governi che hanno iniziato a chiudere i confini e criticare il governo di Madrid anziché correre in soccorso.

    Ma è in materia di politica estera che von der Leyen attacca ancor più apertamente gli Stati, per l’incapacità di agire contro del premier israeliano Benjamin Netanyahu e l’espansionismo di Israele nei territori palestinesi: “La decisione del governo israeliano di portare avanti il ​​progetto illegale di insediamento E1 è inaccettabile“, scandisce. Quindi ricorda davanti all’Aula che “l‘anno scorso ho chiesto all’Europa di agire, proponendo una serie di misure”, rimaste però lettera morta. Secondo von der Leyen “è doloroso per molti europei constatare che gli Stati membri non siano riusciti a raggiungere le maggioranze necessarie per una risposta unitaria”.

    Infine, le stesse incapacità di agire von der Leyen le rinfaccia agli Stati quando annuncia l’intenzione di voler creare un Consiglio europeo della difesa: “La nostra dottrina, le nostre istituzioni e i nostri processi decisionali non hanno tenuto il passo con la nuova realtà“.

    Tags: acquacisgiordaniadiscorso sullo stato dell'UnioneimmigrazioneisraeleMedio OrienteSOTEUursula von der leyen

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