- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 4 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Per i leader europei, una lezione dagli USA

    Per i leader europei, una lezione dagli USA

    [di Martino Mazzonis] La piattaforma dei Democratici prevede l’introduzione di un salario minimo a 15 dollari, l’allargamento di Medicare e una riforma dell’immigrazione che legalizzi i milioni senza documenti.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    15 Luglio 2016
    in Non categorizzato

    di Martino Mazzonis 

    I leader socialdemocratici europei dovrebbero leggere la piattaforma del partito democratico che verrà votata tra due settimane alla convention. Intendiamoci, come i programmi elettorali (anzi meno), la piattaforma non è un documento vincolante, non cambia il mondo e tanto meno vincola il presidente, che di piattaforma ha la sua. Ciò detto, per il partito di Obama, Clinton e Sanders si tratta di un balzo in avanti. O meglio, della registrazione che su molte questioni la società americana che vota il partito è migliore dei suoi eletti e dei compromessi che questi raggiungono con le lobby e – in passato – con i repubblicani.

    Intendiamoci di nuovo, il modello democratico USA è un modello di compromessi: i pesi e contropesi costituzionali li rendono inevitabili a meno di non avere una forza politica immane. Ma quando questa si usa troppo e con troppa lena, gli elettori tendono a togliertela. Un segno degli equilibri costituzionali è l’incapacità di Obama di fare alcune cose annunciate in questi ultimi mesi: senza il Congresso non si legifera. E senza leggi, gli executive orders, i decreti presidenziali, rischiano sempre di essere bloccati dalla Corte Suprema o da corti federali.

    Ma torniamo a Sanders e Clinton. Nella piattaforma Dem ci sono: il salario minimo orario a 15 dollari, la menzione del fatto che «gli studenti non si dovrebbero indebitare per pagarsi gli studi e le famiglie che lavorano non debbono dover pagare». Non è l’università gratuita scandinava che chiedeva Sanders, ma è un’indicazione positiva nel paese dove migliaia di studenti pagheranno il loro debito universitario per sempre. Una direzione simile si segnala per quel che riguarda la sanità: allargamento di Medicare – l’assicurazione gratuita per gli anziani – e fondi ai centri comunitari che forniscono cure a basso costo o gratuitamente. Non c’è l’assicurazione pubblica, ma c’è un passo verso la stabilizzazione e miglioramento del sistema messo in piedi da Obama – questo mese gli assicurati hanno raggiunto un massimo storico mentre in questi anni i debiti da spese mediche sono scesi molto. Poi c’è la legalizzazione della marijuana, la necessità di una riforma dell’immigrazione che legalizzi i milioni senza documenti (questa è farina del sacco di Clinton, perché i voti delle minoranza li ha presi lei) e il richiamo a ripensare l’abolizione del Glass-Steagall Act, la legge che separava le banche d’affari da quelle di investimento, distinzione abolita da Bill Clinton nei rutilanti anni ’90, e che è stata una delle cause del disastro finanziario del 2008.

    Solo sul TTIP, il trattato di commercio in via di negoziazione con l’Europa, c’è timidezza. Ma una delle ragioni, dicono le cronache relative alla negoziazione tra le campagne e in platea tra i delegati, è che la piattaforma democratica non si può schierare apertamente contro un’idea proposta dal presidente. Sul commercio internazionale c’è una frase critica che chiede migliori trattati. E la consapevolezza che quello potrebbe diventare un tema scivoloso in alcuni Stati in bilico tra quelli dove i lavoratori bianchi sono tentati dalla retorica di Donald Trump. E “the Donald” si è schierato contro tutti i trattati, evocando gli anni d’oro dell’isolazionismo. Lasciare a lui quel terreno ed essere il partito della globalizzazione che porta via il lavoro è rischioso. Per questo Hillary ha detto che lei avrebbe votato contro il TTP (l’equivalente del TTIP ma con il Pacifico) ed è stata critica sul trattato commerciale con l’Europa. Tutti, già in campagna elettorale, avevano parlato di un approccio nuovo al sistema penale e all’uso del carcere nelle politiche antidroga. Si tratta di un tema cruciale per la comunità nera, che finisce in carcere molto facilmente per reati minori e non violenti e poi ci resta più a lungo del dovuto. Dallas e le morti in diretta hanno riportato la questione della polizia, del sistema penale e giudiziario che discrimina al centro.

    Che cos’è la scelta di Clinton? Una svolta? Il disperato bisogno di imbarcare Bernie Sanders. Che altro? Il bisogno di imbarcare Bernie non sembrava più una priorità: i sondaggi dicono che l’80% dei sostenitori del senatore del Vermont voteranno Clinton: Trump fa più paura e gli avanzamenti di questi anni, anche a livello statale, sono il frutto dell’avere un democratico alla Casa Bianca – anche se non è lui a cambiare le cose, facilita, media, impone l’agenda politica. Clinton non è nemmeno troppo di sinistra – sebbene la sua storia dica che lo sia più del marito. Il tema è la società americana: più divisa che in passato, con una destra più agguerrita e ideologica, ma minoritaria come non mai. Ci sono alcune questioni che hanno sfondato gli argini e altre che, grazie alla crisi e alla presa d’atto di vivere in una società di meno opportunità e diseguaglianze crescenti – Terza Via, che fine hai fatto? – hanno fatto capolino. Persino l’elettorato repubblicano ritiene che la ricchezza nelle mani di alcuni sia troppa. E così, Hillary, spinta da Sanders e dai suoi, ma anche per scelta consapevole di dover prendere le distanze da se stessa e dall’idea che la sua presidenza sarebbe una Bill 3.0 ha scelto una piattaforma progressista. È un bene per l’America. Sarebbe bello se l’Europa (e l’Italia) che per 50 anni hanno seguito e anche criticato quanto avveniva Oltreoceano, almeno ascoltassero un po’ quel che dice la moderata sinistra nordamericana (Canada compreso).

    Pubblicato su Sbilanciamoci! il 13 luglio 2016. 

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Immagine di repertorio: Vertice G7 nel giugno 2026 in Francia ad Évian-Les-Bains. Source: Imagoeconomica
    Energia

    Riunione straordinaria del G7 in allarme sul petrolio: “Rilasceremo 100 milioni di barili in 4 mesi”

    2 Ottobre 2026
    Libertà di stampa. Crediti: Markus Winkler via Unsplash
    Diritti

    Presentati i finalisti dei premi Sakharov e Daphne Garuana Galizia del Parlamento europeo

    2 Ottobre 2026
    Massimiliano Giansanti all'ultimo Meeting di Rimini. 2026. Source: Imagoeconomica
    Agrifood

    Giansanti rieletto all’unanimità alla guida del COPA, Lollobrigida: “Garanzia per il settore agricolo”

    2 Ottobre 2026
    Macedonia del Nord, UE, Skopje
    Politica Estera

    Von der Leyen punta a sbloccare lo stallo tra Macedonia del Nord e Bulgaria

    2 Ottobre 2026
    Voto alla sessione plenaria del Parlamento europeo di settembre. Crediti: Parlamento europeo
    Politica

    Bilancio UE, difesa e caro-vita: i temi alla plenaria del Parlamento europeo

    2 Ottobre 2026
    Montenegro - Podgorica - UE
    Politica Estera

    Il Montenegro all’ultimo miglio verso l’UE, punta ad essere il “28 membro entro il ’28”

    2 Ottobre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Immagine di repertorio: Vertice G7 nel giugno 2026 in Francia ad Évian-Les-Bains. Source: Imagoeconomica

    Riunione straordinaria del G7 in allarme sul petrolio: “Rilasceremo 100 milioni di barili in 4 mesi”

    di Giulia Torbidoni
    2 Ottobre 2026

    Macron rassicura che l'azione non è un cedimento alle pretese del presidente Trump. Tra le altre misure adottate l'impegno a...

    Libertà di stampa. Crediti: Markus Winkler via Unsplash

    Presentati i finalisti dei premi Sakharov e Daphne Garuana Galizia del Parlamento europeo

    di Iolanda Cuomo
    2 Ottobre 2026

    Si tratta di due dei due principali riconoscimenti dell'Eurocamera alla libertà di pensiero e di stampa. I vincitori verranno annunciati...

    Massimiliano Giansanti all'ultimo Meeting di Rimini. 2026. Source: Imagoeconomica

    Giansanti rieletto all’unanimità alla guida del COPA, Lollobrigida: “Garanzia per il settore agricolo”

    di Redazione eunewsit
    2 Ottobre 2026

    Zingaretti (PD): "Un riconoscimento importante anche per l'agricoltura italiana"

    Macedonia del Nord, UE, Skopje

    Von der Leyen punta a sbloccare lo stallo tra Macedonia del Nord e Bulgaria

    di Annachiara Magenta annacmag
    2 Ottobre 2026

    I rapporti tra Sofia e Skopje sono segnati da una disputa identitaria e storica che negli ultimi anni si è...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione