Bruxelles – E’ stata presentata venerdì scorso alla Commissione europea un’interrogazione scritta sugli effetti del sistema a etichettatura inglese a semaforo. L’interrogazione, firmata da oltre 90 deputati di tredici diversi Paesi comunitari, si basa su un studio che prendendo in considerazione tre prodotti (Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e formaggio Brie francese) mostra come gli stessi, quando venduti senza etichettatura a semaforo, fanno registrare un complessivo aumento del volume delle vendite, che si traduce però in un calo significativo quando gli stessi vengono “marchiati” con il bollino giallo o addirittura rosso.
Primo firmatario dell’interrogazione è l’europarlamentare Paolo De Castro il quale afferma che “lo studio condotto in Gran Bretagna dimostra che il sistema a semaforo è in grado di influenzare i consumatori, inducendoli a non acquistare prodotti contrassegnati con il bollino rosso senza fornire però informazioni corrette e trasparenti”.
Secondo il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia “l’etichettatura a semaforo nuoce alle nostre eccellenze agroalimentari e ostacola la libera circolazione delle merci. E’ chiaramente questo ciò che emerge dallo studio effettuato nel Regno Unito”.
“Non c’è dubbio che l’etichettatura a semaforo concorra a dare indicazioni d’acquisto condizionando i consumatori. Indicazioni però – sottolinea Scordamaglia – che non prendono in considerazione il reale valore nutrizionale, la qualità e il ruolo degli alimenti nel contesto di una dieta corretta e bilanciata. Ecco che l’approfondimento economico e commerciale richiesto dai 90 eurodeputati alla Commissione europea sui seguiti di questa ricerca è un nuovo fondamentale passo avanti, non solo nella tutela delle nostre eccellenze, ma anche di un sistema di etichettatura più trasparente, oggettivo e scientificamente fondato per tutti, in primo luogo per i consumatori”.
“Chiediamo dunque alla Commissione – conclude poi De Castro – che si faccia un approfondimento sui risultati emersi dallo studio, e che venga realizzata una valutazione economica e globale dell’impatto generato da questo sistema che sta danneggiando, non solo economicamente, alcuni dei nostri prodotti più esportati”.

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