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    Home » Politica Estera » Medio Oriente e accordo USA-Iran, per Kallas “ci sono ragioni di cauto ottimismo”

    Medio Oriente e accordo USA-Iran, per Kallas “ci sono ragioni di cauto ottimismo”

    L’accordo ha il potenziale, secondo l'Alta rappresentante, per aprire “colloqui più approfonditi su altre questioni critiche, tra cui il programma nucleare iraniano e la stabilità" del Medio Oriente

    Valeria Schröter di Valeria Schröter
    16 Giugno 2026
    in Politica Estera
    Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'UE per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza [Foto: Imagoeconomica]

    Kaja Kallas, Alta rappresentante dell'UE per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza [Foto: Imagoeconomica]

    Bruxelles – Il Medio Oriente ha avuto il suo – piccolo – spazio nella plenaria del Parlamento europeo di Strasburgo. “Vi sono ragioni di cauto ottimismo – ha dichiarato oggi (16 giugno) Kaja Kallas, vicepresidente della Commissione europea e Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, davanti ai parlamentari – e l’annuncio dell’accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz potrebbe rappresentare una svolta”. L’accordo ha il potenziale, secondo Kallas, per aprire “colloqui più approfonditi su altre questioni critiche, tra cui il programma nucleare iraniano e la stabilità regionale”. Una volta pienamente attuato, “dovrebbe contribuire anche ad allentare le pressioni sui mercati energetici globali”.

    Ieri gli Stati Uniti e l’Iran hanno annunciato di aver trovato un’intesa, che verrà firmata il 19 giugno in Svizzera. I dettagli sulla portata e sui tempi del memorandum stanno ancora emergendo, ma “una cosa è chiara: affinché qualsiasi accordo sia sostenibile, deve essere pienamente conforme al diritto internazionale e la sua attuazione deve essere verificabile”, ha dichiarato Kallas.

    La vicepresidente ha elogiato gli sforzi di mediazione guidati da Pakistan e Qatar, e anche l’impegno di Oman, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto. “Negli ultimi giorni ho parlato con molti dei miei omologhi di questi Paesi – ha detto – per esplorare come l’UE possa contribuire alla fase successiva”. Dalla leva economica e dalla competenza tecnica sulle questioni nucleari al più ampio impegno diplomatico, “l’UE è pronta a sostenere una risoluzione sostenibile che favorisca la stabilità regionale tutelando al contempo i nostri interessi e la nostra sicurezza”. Kallas è rimasta cauta, precisando che “la fase più difficile di questo processo è ancora davanti a noi”. 

    L’Alta rappresentante, poi, si è concentrata sulla situazione in Libano, che “richiede una continua attenzione internazionale mentre si attua un accordo globale”. Il cessate il fuoco tra Libano e Israele “deve reggere – ha aggiunto -, perché rappresenta un’opportunità per porre fine al conflitto, dare spazio alla diplomazia e creare le condizioni per una de-escalation sostenibile”.

    Le popolazioni civili in Israele e in Libano “meritano pace e stabilità” e l’UE deve “mantenere la sua piena attenzione anche sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania”, ha precisato. Kallas si è espressa anche sul tema degli insediamenti israeliani in Cisgiordania: “Non sono conformi al diritto internazionale e compromettono ulteriormente le prospettive di una soluzione a due Stati”. E riguardo al commercio con gli insediamenti illegali, Kallas ha riferito che al Consiglio Affari Esteri “un gran numero di Stati membri ha chiesto proposte concrete alla Commissione. Porterò questa richiesta alla riunione del Collegio e chiederò alla Commissione di preparare, in vista del prossimo Consiglio Affari Esteri, un elenco di opzioni per possibili misure commerciali, incluse misure volte a impedire le importazioni di merci provenienti dagli insediamenti illegali”.

    L’UE rimane “fermamente impegnata nella soluzione a due Stati come unica via praticabile verso una fine sostenibile del conflitto israelo-palestinese e verso una pace e una sicurezza durature in Medio Oriente”, ha aggiunto. La vice presidente, poi, ha ammesso di non vedere “progressi nell’attuazione del piano di pace per Gaza” mentre “la crisi umanitaria si aggrava. Non possiamo aspettare oltre, ed è per questo che l’UE chiede un flusso immediato e senza ostacoli di aiuti umanitari a Gaza”. 

    Al di là delle dichiarazioni, il dibattito su cosa sta succedendo in Palestina è immobile, come ha denunciato Valentina Palmisano (The Left/M5S) durante il briefing che precede la plenaria di Strasburgo. L’eurodeputata ha sottolineato che se per la Russia verrà “votata l’ennesima risoluzione”, ma non si fa lo stesso per il Medio Oriente. 

    Tags: accordi usa-irangazaHormuzIrankallasLibanoMedio Orienteparlamento europeo

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