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    Home » Politica Estera » Iran e Stati Uniti annunciano la pace, UE e mercati tirano un sospiro di sollievo

    Iran e Stati Uniti annunciano la pace, UE e mercati tirano un sospiro di sollievo

    La firma attesa il 19 giugno in Svizzera. Il Pachistano ringrazia Qatar, Turchia e Arabia Saudita. Trump elogia Cina e Russia. Meloni: "Occasione di pace, pronti a dare il nostro contributo". Von der Leyen: "Ora tutti rispettino gli impegni"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    15 Giugno 2026
    in Politica Estera
    Manifestazione del popolo iraniano [foto: imagoeconomica]

    Manifestazione del popolo iraniano [foto: imagoeconomica]

    Bruxelles – Guerra in Iran, c’è l’accordo per la cessazione delle ostilità e la riapertura dello stretto di Hormuz. Washington e Teheran trovano l’intesa, la cui firma è attesa per il 19 giugno in Svizzera. Parallelamente, le due parti lavorano a una normalizzazione delle relazioni bilaterali. Intanto l’UE esulta e torna a sperare per un ritorno alla normalità economica e i mercati festeggiano facendo scendere i listini del petrolio. Resta l’incognita della tenuta dell’accordo, che include anche la fine di ogni operazione militare in Libano e chiama in causa direttamente Israele.

    Cosa prevede l’intesa raggiunta e annunciata

    Il testo dell’accordo, così come le condizioni, non sono ancora state rese note e bisognerà attendere per guardarle nel dettaglio. Al centro dell’intesa un periodo di pace di 60 giorni, utili a definire il futuro. Tutto o quasi ruota attorno al programma nucleare iraniano e le sanzioni USA contro la Repubblica islamica. Teheran si impegnerebbe a invertire il processo di arricchimento dell’uranio portato avanti finora, per riportarlo a livelli utili ai solo fini civili e non militari. Gli Stati Uniti si impegnerebbero a iniziare ad alleggerire le proprie sanzioni contro Teheran, ma respingono le richieste di di restituzione e sblocco di denaro congelati. Washington ha comunque fatto trapelare la disponibilità a cancellare delle restrizioni e rimuovere i propri blocchi marittimi. Il traffico attraverso lo stretto di Hormuz sarebbe gestito attraverso la mediazione del Qatar.

    Europei euforici

    L’annuncio produce una pioggia di reazioni di giubilo all’interno dell’Unione europea, a partire dal presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, il cui auspicio è “la fine di questa guerra costosa e la piena riapertura dello stretto di Hormuz”. È lui ad annunciare che l’UE “è pronta a contribuire per una strategia di pace duratura in Medio Oriente”, mentre per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, “la priorità adesso è una rapida e piena attuazione dell’accordo da tutte le parti”.

    Già nelle parole dei due leader UE trapela l’inquietudine per una situazione considerata come di difficile gestione, dopo essere divenuta già troppo insostenibile per la crescita a dodici stelle. L’impennata dei prezzi dell’energia e le ripercussioni sui flussi commerciali globali hanno determinato una perdita di competitività e indotto la Banca centrale europea ad aumentare i tassi di interesse, con tutte le ripercussioni del caso per mutui, prestiti e consumi. L’annuncio dell’accordo è dunque motivo di soddisfazione, seppur con le cautele del caso.

    Italia, Francia, Germania e Regno Unito pubblicano una nota congiunta per celebrare l’accordo tra Stati Uniti e Iran, che segna “un momento di opportunità per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l’economia globale”. In quello che viene considerato come opportunità da non perdere i leader dei quattro Paesi – Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer – si dicono “pronti a sostenere questo sforzo” di costruzione di pace, ma ad una condizione imprescindibile: “L’Iran non deve mai acquisire un’arma nucleare”. In tal senso “siamo pronti a collaborare con gli Stati Uniti, l’Iran e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA)” e “a revocare le sanzioni pertinenti in risposta a passi chiari e verificabili da parte dell’Iran sul suo programma nucleare”.

    L’UE saluta la tregua in Iran, dopo che altri si sono spesi per lo stop al conflitto

    Per la presidente del Consiglio immaginare concessioni è tutt’altro che un tabù: “Si tratta di un’occasione di pace che va colta”, scandisce Meloni. “L’Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo”. Il governo manda quindi un messaggio implicito a Israele: “È necessario che le ostilità cessino anche in Libano, dove l’Italia continuerà a lavorare per sostenere la sovranità libanese”.

    Soddisfazione viene espressa dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, per il quale “è importante per la nostra economia che si ricominci a navigare attraverso Hormuz”, e in tal senso il titolare della Farnesina inizia a già a a ragionare sulle implicazioni economico-commerciali di questa accordo. “Ho convocato per la giornata di mercoledì una riunione con tutte le categorie interessate”, annuncia al suo arrivo a Lussemburgo per partecipare ai lavori del Consiglio Affari esteri. Quindi ribadisce “l’impegno dell’Italia a partecipare a missioni per sminare Hormuz, passando ovviamente davanti al Parlamento”.

    Il Pakistan ringrazia gli Stati arabi, Trump Russia e Cina

    L’euforia generale degli europei si scontra comunque con il non ruolo dell’Europa in questo risultato diplomatico, che vede il presidente USA, Donald Trump, tendere una volta di più la mano ad attori che non figurano nell’elenco dei partner dell’Europa. Il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, elogia innanzitutto Stati Uniti e Iran, e ringrazia apertamente Qatar, Arabia Saudita, e Turchia per il contributo offerto al non semplice negoziato. Trump, invece, dialogando con il New York Times, elogia il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin per aver permesso l’intesa. Dichiarazioni che mostrano il diverso orientamento di politica estera tra le due sponde dell’Atlantico.

    Si riduce il prezzo del petrolio, borse in rialzo

    Intanto l’effetto annuncio traina verso il basso i listini del greggio: il Wti perde il 4,8 per cento e scende a 80,80 dollari al barile, mentre il Brent cede il 3,9 per cento, a 83,89 dollari. Aprono in rialzo le borse europee: rimbalzi per Francoforte (+1,76 per cento), Londra (+0,83 per cento), Parigi (+1,66 per cento) e Milano (+1,33 per cento).

    Tags: antonio costaantonio tajanienergiagiorgia meloniIranMedio Orientepetroliostretto di hormuzueursula von der leyen

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