- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 15 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » L’Italia rappresenta un’enorme minaccia per l’euro e per l’UE

    L’Italia rappresenta un’enorme minaccia per l’euro e per l’UE

    [di Wolfgang Münchau] Se l’Italia vuole restare nell’euro, deve mandare alla Germania e agli altri paesi del nord dei segnali molto chiari sul fatto che l’eurozona è su un sentiero di autodistruzione a meno che non si cambino i parametri.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    16 Dicembre 2016
    in Non categorizzato

    di Wolfgang Münchau 

    La tragedia del 2016 è stata la cronica incapacità di distinguere tra ciò che è desiderabile e ciò che è probabile. Le pie illusioni stanno diventando una minaccia per la sopravvivenza del liberalismo stesso.

    Questa tendenza è particolarmente evidente nella discussione che riguarda il futuro dell’Italia nell’eurozona. Coloro che tendono all’ autocompiacimento dicono che l’Italia è sempre brava a cavarsela in qualche modo, che l’establishment troverà il modo di aggiustare il sistema elettorale al fine di prevenire la vittoria di un partito estremista. In ogni caso la costituzione italiana non consente un referendum sull’uscita dall’euro. Dunque questa eventualità non può accadere.

    Ma davvero? Io non credo. Iniziamo con la divergenza nella performance economica tra Italia e Germania. Un metro di misura sono gli squilibri nel TARGET2, il sistema di pagamenti dell’eurozona. Alla fine di novembre il livello di squilibrio ha raggiunto il punto più elevato dalla crisi dell’eurozona del 2012. Il surplus della Germania ammontava a 754 miliardi di euro, per contro l’Italia era in deficit per 359 miliardi di euro. Una parte dello squilibrio è legata al programma di quantitative easing della Banca centrale europea, e dunque è innocua. Ma il grosso dello squilibrio è dovuto a ciò che potrebbe essere descritto come una silenziosa corsa agli sportelli.

    L’insostenibilità non implica necessariamente un’uscita. In teoria è possibile che la politica prevalga anche in maniera permanente sulle necessità economiche. Oppure è possibile che l’insostenibile venga ad un certo punto reso sostenibile. Affinché ciò avvenga, deve verificarsi almeno una di cinque condizioni.

    La prima è che l’Italia e la Germania possano convergere. A tale scopo l’Italia dovrebbe intraprendere delle riforme economiche per riordinare il sistema giudiziario e la pubblica amministrazione, tagliare le tasse e investire in tecnologie che aumentino la produttività. La Germania dal canto suo dovrebbe impegnarsi in un maggiore deficit fiscale. Seconda opzione, i paesi dell’Europa del nord dovrebbero accettare di effettuare ampi trasferimenti fiscali verso il sud. Terzo, la UE potrebbe creare un’autorità politica federale che abbia il potere di raccogliere tasse e trasferire risorse dai redditi più alti verso quelli più bassi. Quarto, la BCE potrebbe trovare un modo per rinnovare all’infinito il debito italiano sia privato che pubblico. Quinto, il governo italiano potrebbe continuare a sostenere l’appartenenza all’eurozona all’infinito.

    Anche una sola di queste cinque condizioni potrebbe essere sufficiente affinché l’Italia resti membro della zona euro. Il problema è che ciascuna di queste prese singolarmente è estremamente improbabile. Non riuscirei a pensarne una sesta.

    Le riforme economiche di Matteo Renzi sono state insignificanti, a parte una piccola riforma del lavoro. L’ex primo ministro italiano ha scelto di concentrarsi invece sulle riforme politiche, e ha perso in un referendum in cui il “no” ha prevalso per il 60 percento. Dopo il suo fallimento non è in vista alcun altro governo riformista.

    La scelta di Paolo Gentiloni come sostituto di Matteo Renzi non è destinata a cambiare questo stato di cose. Il suo governo, dopotutto, ha un mandato molto limitato. D’altra parte non riesco nemmeno a immaginare che la Germania salvi l’eurozona – né prima né dopo le elezioni politiche del prossimo anno. La costituzione del paese impone un bilancio in pareggio. Nessun altro paese dell’Europa del nord è disponibile ad accettare ampi trasferimenti fiscali, figurarsi una unione politica.

    E che dire della BCE? La scorsa settimana ha esteso il quantitative easing a tutto il 2017. Il programma ha aiutato l’Italia, ma non è sufficiente per rinnovare il debito del paese all’infinito, specialmente a causa dell’esiguità dei programmi per affrontare l’ampio debito pubblico totale.

    Ed eccoci dunque giunti alla politica italiana. Dei tre grandi partiti, solo il centrosinistra del Partito Democratico (PD), il partito di Renzi, è pro-euro. Teoricamente c’è la possibilità che il PD si riprenda e vinca le prossime elezioni. Non sono certo che ciò avvenga ma sono sicuro che il PD non resterà comunque per sempre al potere.

    Un giorno l’Italia sarà guidata da un partito favorevole all’uscita dall’euro. Quando questo avverrà, l’uscita dall’euro diventerà una profezia che si autoavvera. Ci sarà una corsa agli sportelli in Italia e una svendita dei titoli pubblici.

    Il destino dell’Italia nell’eurozona e la possibilità di una presidenza di Marine Le Pen in Francia sono due grosse minacce all’esistenza dell’eurozona e della UE. Se l’Italia vuole restare nell’euro, deve mandare alla Germania e agli altri paesi del nord dei segnali molto chiari sul fatto che l’eurozona è su un sentiero di autodistruzione a meno che non si cambino i parametri.

    Il prossimo primo ministro italiano avrà il compito di spiegare al prossimo cancelliere tedesco, presumibilmente alla stessa Angela Merkel, che la scelta davanti alla quale si trova non è tra unione politica o no, ma tra unione politica e uscita dell’Italia dall’euro.

    La seconda opzione implicherebbe il più grande default della storia. Lo stesso sistema bancario tedesco rischierebbe di crollare, e la più grande economia europea perderebbe la competitività così duramente accumulata nel corso degli ultimi 15 anni.

    Il fatto che una serie di primi ministri italiani, uno dopo l’altro, abbiano evitato questo necessario confronto e abbiano pensato che restare fuori dai radar rappresentasse una valida strategia è stato un fallimento storico.

    Pubblicato sul Financial Times il 13 dicembre 2016. Traduzione di Voci dall’Estero rivista da Thomas Fazi. 

    Ti potrebbe piacere anche

    Il capodelegazione del PD al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti. Source: Multimedia EU Parliament
    Notizie In Breve

    Zingaretti (PD): “I leader UE ascoltino l’appello di Draghi”

    14 Maggio 2026
    Pedro Sánchez, primo ministro spagnolo [Foto: imagoeconomica]
    Politica

    Caso Spagna sull’uso di fondi Recovery per le pensioni, Fitto: “Possibile se è temporaneo”

    14 Maggio 2026
    Photo de Wolfgang Weisersur Unsplash
    Economia

    La Cina alla conquista dell’UE, surplus commerciale su del 24 per cento in un anno

    14 Maggio 2026
    I presidenti di Consiglio europeo e Commissione europea, Antonio Costa e Ursula von der Leyen, e della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping. Source: Ebs
    Economia

    “La mazza dell’assassino”: come la Cina usa le materie prime per ricattare l’Europa (e non solo)

    14 Maggio 2026
    indigeni - transizione energetica UE
    Energia

    Per una transizione energetica giusta, l’UE tuteli e coinvolga le comunità locali nei Paesi partner

    14 Maggio 2026
    FLYER della manifestazione disponibile sul sito dell'organizzazione promotrice:: https://www.association-belgo-palestinienne.be/manifestation-nationale-justice-pour-les-palestiniens-stop-au-genocide-et-a-la-nakba/
    Cronaca

    Bruxelles per la Palestina, la manifestazione per lo stop agli accordi commerciali con Israele

    14 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il capodelegazione del PD al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti. Source: Multimedia EU Parliament

    Zingaretti (PD): “I leader UE ascoltino l’appello di Draghi”

    di Giulia Torbidoni
    14 Maggio 2026

    Bruxelles - "I leader dei governi europei ascoltino l'appello di Draghi: siamo soli e insieme, ora, occorre un passo in...

    Pedro Sánchez, primo ministro spagnolo [Foto: imagoeconomica]

    Caso Spagna sull’uso di fondi Recovery per le pensioni, Fitto: “Possibile se è temporaneo”

    di Valeria Schröter
    14 Maggio 2026

    Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della commissione per la Coesione e le Riforme, ha dichiarato che "tali operazioni di gestione della...

    Photo de Wolfgang Weisersur Unsplash

    La Cina alla conquista dell’UE, surplus commerciale su del 24 per cento in un anno

    di Cosimo Firenzani
    14 Maggio 2026

    Nei primi quattro mesi del 2026 Pechino ha accumulato un attivo di 113 miliardi di dollari nei confronti dei Ventisette,...

    I presidenti di Consiglio europeo e Commissione europea, Antonio Costa e Ursula von der Leyen, e della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping. Source: Ebs

    “La mazza dell’assassino”: come la Cina usa le materie prime per ricattare l’Europa (e non solo)

    di Giorgio Dell'Omodarme
    14 Maggio 2026

    Secondo uno studio dello European Institute for Security Studies, Pechino controlla il 70 per cento dell'estrazione e raffinazione globale di...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione