- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 23 Giugno 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » La Germania nella crisi dell’Europa

    La Germania nella crisi dell’Europa

    [di Vincenzo Comito] L’austerità voluta dai tedeschi ha portato non solo al perdurare di una crisi economica senza precedenti ma anche all’affermarsi sempre più importante di sentimenti nazionalisti e xenofobi.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    13 Gennaio 2017
    in Non categorizzato

    di Vincenzo Comito

    L’anno da poco finito lascia, per unanime considerazione, diverse pesanti eredità a quello nuovo.

    Tra di esse, vogliamo ricordare i problemi economici, sociali, politici, del nostro continente, che, tra l’altro, sembrano per alcuni aspetti aggravarsi con il tempo. Va in particolare sottolineato che chi, nel corso degli ultimi anni, ha almeno un po’ sperato che la Germania, i suoi politici, la sua opinione pubblica, alla fine arrivassero non solo a capire sino in fondo il quadro della situazione, ma anche a cercare di contribuire ad alleviare i rilevanti punti di crisi che la loro rigida politica di austerità ha portato all’Europa, ormai dovrebbe essersi ampiamente ricreduto; questo, a meno di rifiutarsi ancora, cosa che di frequente capita e a molte persone, di guardare in faccia la realtà e di arrendersi all’evidenza dei fatti, che, come è noto, sono testardi.

    In effetti, l’analisi degli avvenimenti degli ultimi mesi sembra suggerire chiaramente che la costruzione europea si sta a poco a poco ormai letteralmente disfacendo. Non si tratta soltanto del fatto che l’economia di molti paesi non riesce più a riprendere veramente slancio, ma anche dello sviluppo di forti sintomi di rigetto della costruzione europea da parte di strati crescenti della popolazione del continente, dell’affermarsi sempre più importante di sentimenti nazionalisti e xenofobi, della mancanza di qualsiasi seria reazione al riguardo nell’UE e nell’eurozona. Tutte cose, peraltro, ampiamente note.

    Certo, non sono soltanto i tedeschi ad avere delle colpe evidenti in quello che sta succedendo; così accuse molto rilevanti si possono giustificatamente addossare alla Francia e, per altro verso, i guai dell’Italia sono per una parte consistente colpa nostra.

    Per quanto riguarda il paese transalpino, poi, si può aggiungere en passant che il candidato che più probabilmente dovrebbe conquistare la presidenza della repubblica alle prossime elezioni, François Fillon, promette, tanto per cambiare, di applicare un programma di austerità interna piuttosto duro. Egli minaccia, tra l’altro, di mandare a casa 500.000 funzionari pubblici e di intervenire pesantemente sulla sanità, oltre, ovviamente, a prendersela in ogni modo con gli immigrati.

    Ma comunque i tedeschi, dall’alto della loro forza economica e politica e per il fatto che sono loro a guidare sostanzialmente e per una parte molto rilevante il gioco a Bruxelles, rappresentano la forza con le responsabilità maggiori della presente situazione del continente e in ogni caso gli ideologi dell’austerità a tutti i costi.

    I tedeschi all’offensiva

    Che la Merkel, Schäuble e compagnia non abbiano alcuna voglia di cambiare idea, almeno sul terreno economico e finanziario, è dimostrato negli ultimi tempi da una serie di fatti sempre più numerosi che si vanno allineando implacabilmente uno dopo l’altro.

    Va considerato che l’avvicinarsi delle elezioni, visto anche l’irrigidimento almeno di una parte consistente dell’opinione pubblica, non permetterebbe loro probabilmente, in ogni caso, di mostrare una qualche nuova visione delle cose, ammesso che ne avessero voglia, ciò di cui si può comunque ampiamente dubitare, di fronte ad esempio alle ormai quasi quotidiane dichiarazioni oltranziste di Schäuble e di chi lo circonda.

    Cerchiamo a questo punto di allineare alcune delle vicende che documentano lo stato delle cose nel paese teutonico.

    Valutando che la sola politica realista per l’Europa sia oggi quella dell’applicazione stretta del Trattato di Maastricht, il governo tedesco e i dirigenti della Bundesbank non cessano di scagliare i loro strali contro chiunque tenti anche alla lontana di deviare dall’obiettivo indicato.

    Così è toccato soprattutto al presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, di prendersela a più riprese con Mario Draghi, accusato, con la sua politica di quantitative easing e di bassi tassi di interesse, di aver permesso ai cattivi allievi del Sud Europa di non portare avanti le riforme necessarie.

    Sotto la mannaia tedesca sono anche finiti e a più riprese anche il presidente della Commissione, Claude Junker e il commissario Pierre Moscovici, rei, secondo loro, di portare avanti una gestione “politica” e non tecnica dell’euro, rifiutato le giuste sanzioni contro Madrid e Lisbona per le loro derive budgetarie, mostrandosi anche troppo tolleranti con l’Italia e di aver persino chiesto – cosa inaudita – un piano di rilancio budgetario europeo.

    Non sono mancati poi gli attacchi diretti ai paesi del sud.

    Così, poche settimane fa, la Germania è quasi riuscita a bloccare gli ulteriori flussi di denaro promessi alla Grecia solo perché il governo ellenico aveva distribuito modeste somme ai pensionati più poveri. In questo caso è stata, tra l’altro e per fortuna, l’opposizione decisa della Francia, nella persona in particolare di Pierre Moscovici, che ha forse fermato la mano del boia.

    Infine, per quanto riguarda il nostro paese, la cartina di tornasole dell’atteggiamento tedesco è stata la decisione ormai obbligata del nostro governo di intervenire direttamente per salvare il sistema bancario, in particolare con l’operazione sul Monte dei Paschi. In Germania, approfittando anche naturalmente del modo maldestro con cui è stata messa a punto l’operazione, c’è stata quasi una unanime sollevazione contro tale decisione, da parte di CDU e socialdemocratici, della solita Bundesbank, dal consiglio dei cinque saggi, degli istituti di ricerca, di molti giornali.

    Da qualche tempo aleggia poi su Bruxelles una proposta di Schäuble che vorrebbe legare le risorse che oggi l’Europa spende per la politica di coesione e per quella agricola a finanziare le cosiddette “riforme strutturali” dei paesi membri. Bisognerebbe in ogni caso, per il ministro, collegare le risorse di bilancio dell’Unione alle raccomandazioni di politica economica proposte ogni anno da Bruxelles. È facile dedurre che la principale destinataria della proposta è proprio l’Italia.

    Sullo sfondo stanno le riflessioni crescenti di una parte almeno dei circoli dirigenti del paese sempre più orientati a vedere l’Italia come un peso per l’Europa e a preferirla fuori dall’euro.

    Conclusioni

    La Germania, con il passare del tempo, continua a non mostrare grandi segni di consapevolezza della potenzialità della crisi che l’Europa attraversa ed anzi sembra irrigidirsi nelle sue idee. Del resto le attuali politiche europee e il livello di cambio dell’euro vanno molto bene al paese teutonico, anche se certamente non a molti altri. Né le prossime elezioni francesi possono apparentemente portare a delle novità positive.

    Una flebile speranza di cambiamento viene ora comunque da Sigmar Gabriel, il candidato socialdemocratico alle prossime elezioni parlamentari del nostro ingombrante vicino. Di recente egli sembra aver cambiato tono rispetto agli orientamenti precedenti del partito e predica ormai la necessità di una revisione della politica di austerità, che riconosce essere dannosa per l’Europa. Ma il possibile peso di tali dichiarazioni sul futuro delle politiche tedesche appare quanto mai aleatorio.

    Pubblicato su Sbilanciamoci! il 13 gennaio 2017. 

    Ti potrebbe piacere anche

    UE Regno Unito Brexit- Erasmus (fonte: iStock)
    Politica Estera

    Dieci anni dalla Brexit: crescita frenata, sei premier e un sondaggio scoraggiante

    23 Giugno 2026
    Il commissario europeo per la Pesca e gli oceani, Costas Kadis, interviene alla presentazione dell'annuncio strategico del programma per lo sviluppo sostenibile dell'Oceano Indiano occidentale. Crediti: Commissione europea
    Agrifood

    Kadis: “Il settore della pesca europeo si trova a un bivio critico”

    23 Giugno 2026
    [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]
    Economia

    Dombrovskis: “Stop alla proroga degli aiuti contro il caro-energia”

    23 Giugno 2026
    Il presidente USA, Donald Trump, firma un accordo a Versailles (17 giugno 2026). Source: Imagoeconomica
    Opinioni

    L’esercito del surf

    23 Giugno 2026
    Farmaci
    Salute

    Farmaci innovativi, ogni euro investito ne restituisce 5,67: lo studio EFPIA

    23 Giugno 2026
    Photo de Punit Kumrasur Unsplash
    Diritti

    Pene più severe contro pedopornografia e abusi sui minori avvenuti anche con l’IA

    22 Giugno 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    UE Regno Unito Brexit- Erasmus (fonte: iStock)

    Dieci anni dalla Brexit: crescita frenata, sei premier e un sondaggio scoraggiante

    di Redazione eunewsit
    23 Giugno 2026

    A un decennio dal referendum del 24 giugno 2016, gli studi economici convergono su un bilancio negativo per il Regno...

    Il commissario europeo per la Pesca e gli oceani, Costas Kadis, interviene alla presentazione dell'annuncio strategico del programma per lo sviluppo sostenibile dell'Oceano Indiano occidentale. Crediti: Commissione europea

    Kadis: “Il settore della pesca europeo si trova a un bivio critico”

    di Iolanda Cuomo
    23 Giugno 2026

    L'allarme del commissario europeo per la Pesca e gli Oceani alla riunione del Consiglio Agricoltura e Pesca al cui centro...

    [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]

    Dombrovskis: “Stop alla proroga degli aiuti contro il caro-energia”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    23 Giugno 2026

    All'Europarlamento il commissario dell'Economia lancia critiche velate all'Italia: "Le misure di sostegno sono previste per scadere a breve e non...

    Il presidente USA, Donald Trump, firma un accordo a Versailles (17 giugno 2026). Source: Imagoeconomica

    L’esercito del surf

    di Roberto Zangrandi
    23 Giugno 2026

    Di quale e quanta lucidità ha diritto chi è governato? Sappiamo segnare il principio del discernimento. È la sua fine...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione