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    Home » Politica » Ok del Senato al decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione, ecco cosa prevede

    Ok del Senato al decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione, ecco cosa prevede

    Il governo aveva posto la fiducia sul provvedimento che punta a rendere più veloce l’iter ma viene criticato dalle associazioni del settore per la mancanza del diritto di appello contro la decisione del giudice e per l'istituzione dei Centri di permanenza per i rimpatri

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    29 Marzo 2017
    in Politica
    richiedenti asilo

    Roma – Sono stati appena 145, il minimo storico da inizio legislatura, i senatori che oggi hanno votato la fiducia al governo, ma sono bastati per dare il via libera al “decreto Minniti-Orlando” sull’immigrazione. Il testo punta ad accelerare i tempi per i rimpatri e il riconoscimento dell’asilo, e ora passerà alla Camera per la definitiva approvazione.

    “Oggi le due Camere hanno approvato due provvedimenti importanti, che restituiscono l’idea complessiva che guida l’azione del governo e della maggioranza parlamentare in tema di gestione dei flussi migratori”, ha indicato la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, riferendosi anche alla Legge sui minori stranieri non accompagnati che ha ricevuto l’ok definitivo alla Camera.

    Ecco cosa prevede il testo approvato dal Senato.

    La commissione territoriale per la valutazione delle richieste di asilo rimane la prima tappa per l’accesso alla protezione internazionale. Il procedimento è di tipo amministrativo e include l’audizione del richiedente asilo con la videoregistrazione del colloquio, salvo che il migrante si appelli alla privacy. Se la richiesta di asilo viene respinta dalla commissione territoriale, l’interessato può ricorrere al giudice, con un procedimento che si svolge in camera di consiglio e prevede l’acquisizione di tutto il materiale raccolto dalla Commissione territoriale.

    L’iter non prevede necessariamente un’audizione del migrante o di suoi rappresentanti, ma rispetto alla versione iniziale presentata dal governo, che prevedeva casi molto limitati in cui tenere l’udienza, il testo approvato in Senato allarga di fatto le possibilità prevedendo l’udienza sia fissata se il migrante stesso la ritiene essenziale ai fini della decisione e presenta una richiesta motivata in tal senso.

    In ogni tribunale sede di Corte d’appello verrà istituita una sezione specializzata per giudicare i ricorsi sia sulle domande di protezione internazionale, sia sul provvedimento che stabilisce quale sia il Paese competente per valutare la richiesta di asilo. Le sezioni specializzate saranno quindi 26, ma le loro funzioni dovranno essere garantite con “risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili”, dunque senza nuovi oneri a carico dello Stato. I giudici che verranno assegnati a queste sezioni dal Csm riceveranno una preparazione specifica dalla Scuola superiore della magistratura in collaborazione con l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo). Non è previsto appello contro la decisione del giudice, ma rimane in piedi la possibilità di ricorrere alla Cassazione. È questo uno dei punti più controversi del provvedimento, perché secondo diverse associazioni del settore limita i diritti del migrante.

    Contestata anche l’introduzione dei Cpr, i Centri di permanenza per i rimpatri, visti da alcuni come la riedizione sotto nuovo nome dei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione finiti sotto i riflettori per le inadeguate condizioni in cui versavano i migranti. I Cpr saranno più piccoli e numerosi, ne verrà aperto uno in ogni Regione, e si troveranno in prossimità degli aeroporti.

    Il trattenimento dei richiedenti asilo, già previsto per i casi di espulsione, viene ora introdotto anche per i casi di respingimento, quando sussistano fondati motivi per ritenere che la domanda di asilo sia stata presentata solo per ritardare l’esecuzione del respingimento. Infine, il migrante che si rifiuti in modo reiterato di sottoporsi al rilevamento delle impronte digitali e della foto segnalazione è ritenuto a rischio di fuga e questo può giustificarne il trattenimento in un Cpr. Non possono invece essere trattenuti i richiedenti asilo “in condizioni di vulnerabilità”.

    Il testo sul quale i senatori hanno approvato la fiducia prevede poi il rito abbreviato per i ricorsi contro provvedimenti di espulsione emessi per motivi di ordine pubblico, di sicurezza nazionale o di prevenzione del terrorismo. Non viene abolito il reato di immigrazione clandestina. Viene riconosciuta invece la possibilità di impiegare i richiedenti asilo in lavori di pubblica utilità nelle comunità dove sono ospitati, ma a patto che tale attività sia svolta su base volontaria.

    Tags: AsilocprfiduciaimmigrazionemigrantirimpatriSenato

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