Bruxelles – Prima i ministri dell’Ambiente, poi i capi di Stato e di governo dell’Unione europea sono pronti a ribadire formalmente il proprio impegno a rispettare gli impegni presi con l’Accordo di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico. L’analisi della situazione dopo la decisione degli Stati uniti di ritirarsi dall’intesa internazionale è all’ordine del giorno del Consiglio Ambiente che si riunirà lunedì 19 a Bruxelles. Ci si aspetta che i ministri riaffermino il “forte” impegno dell’Ue, nella stessa giornata in cui dovranno discutere anche dei progressi compiuti nella riduzione delle emissioni per i settori non coperti dal sistema di scambio di quote Ets, e del piano d’azione dell’Ue per la natura, i cittadini e l’economia.
Venerdì 23 saranno invece i capi di governo a mettere nero su bianco che l’Accordo di Parigi “resta una pietra angolare negli sforzi globali per affrontare in modo efficace il cambiamento climatico e non può essere rinegoziato”. È scritto nella bozza delle conclusioni del Consiglio europeo, nella quale si sottolinea anche: “la Ue aumenterà la cooperazione con i suoi partner internazionali nell’ambito dell’Accordo di Parigi, in particolare con i paesi più vulnerabili, dimostrando così solidarietà con le generazioni future e senso di responsabilità verso l’intero pianeta”.

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