Bruxelles – La Commissione europea ha deciso oggi di inviare un parere motivato, seconda fare della procedura d’infrazione, all’Ungheria chiedendole di eliminare le restrizioni alle imprese che operano nel settore del commercio al dettaglio e che producono perdite. La legislazione ungherese vieta ai rivenditori che vendono prodotti di rapida fatturazione, come i generi alimentari, di continuare le operazioni in Ungheria se sono in perdita per due anni consecutivi. La Commissione ritiene che tale misura sia in contrasto con la libertà di stabilimento, il principio di non discriminazione e la libera circolazione dei capitali, e non può essere giustificata per ragioni imperative di interesse generale. L’Ungheria ha ora due mesi per informare la Commissione delle misure adottate per rimediare alla situazione. In caso contrario, la Commissione può decidere di rinviare il caso alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
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