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    Home » Cronaca » 35mila persone sono morte a causa del Dieselgate. Italia al primo posto

    35mila persone sono morte a causa del Dieselgate. Italia al primo posto

    Secondo uno studio di tre enti di ricerca l'eccesso di ossidi di azoto riconducibile allo scandalo delle emissioni, avrebbe causato il decesso in Europa di 5mila persone all'anno per sette anni

    Giulia Giacobini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@GiuliaGiacobini" target="_blank">@GiuliaGiacobini</a> di Giulia Giacobini @GiuliaGiacobini
    18 Settembre 2017
    in Cronaca

    Bruxelles – Il Dieselgate ha causato 5mila morti premature all’anno, per sette anni. Lo rivela una ricerca dell’Istituto meteorologico norvegese in collaborazione con l’Istituto internazionale dei sistemi applicati (IIASA) in Austria e il Dipartimento spazio, terra e ambiente della Chalmers University of Tecnology in Svezia.

    I tre enti hanno studiato il legame tra morti premature e inquinamento nei 28 stati dell’Unione, in Norvegia e in Svizzera tra il 2010 e il 2017, e hanno scoperto che circa 10.000 persone sono morte prematuramente ogni anno a causa delle emissioni riconducibili alle emissioni della automobili a diesel, emissioni che sarebbero state superiori in alcuni veicoli Volkswagen (ma si sospetta anche di altre case automobilistiche), rispetto a quelle che venivano rilevate nei test prima dell’immissione sul mercato. Secondo quanto si legge, 5mila persone sono morte ogni anno perché gli ossidi di azoto sono dalle quattro alle sette volte maggiori di quanto sarebbero dovuti essere.

    “Se i produttori di macchine a diesel avessero rispettato i limiti europei, 5mila persone si sarebbero salvate”, ha detto l’esperto di trasporti dello IIASA Jens Borken-Kleefeld. “E ancora di più, circa 7.500, si sarebbero salvate se le emissioni rilasciate dalla macchine a diesel fossero state pari a quelle emesse dalle macchine a benzina”.

    I Paesi con il più alto numero di decessi riconducibili alle emissioni sono Italia, Germania, Francia e Regno Unito. Il dato non è casuale. Questi quattro Stati sono tra i più densamente popolati d’Europa e nelle loro strade circolano più macchine a diesel che altrove.

    Non va bene neanche a Olanda, Polonia, Spagna, Belgio, Svizzera e Ungheria che completano la lista dei primi dieci. Il legame tra emissioni e morti premature si abbassa nei restanti venti ed è circa 14 volte minore della media europea in Norvegia, Finlandia e Cipro.

    I ricercatori sottolineano che lo studio non è il primo tentativo di stabilire il legame tra inquinamento e salute, ma evidenzia bene il legame tra emissioni delle macchine a diesel e morti premature. Per arrivare a questi risultati, i tre enti hanno prima quantificato l’esposizione alle polveri sottili generate dagli ossidi di azoto delle macchine e poi calcolato il rischio di morire per una malattia causata da queste polveri sottili. Infine hanno uniti i dati.

    “Abbiamo deciso appositamente di concentrarci sulle morti connesse alle polveri sottili originate dagli ossidi di azoto”, ha detto Borken-Kleefeld. “Se avessimo considerato gli effetti diretti degli ossidi di azoto e quelli degli agenti inquinanti, il numero dei decessi sarebbe stato molto più alto”.

    Tags: Chalmers University of TechnologydieselgateemissioniIIASAIstituto meteorologico norvegeseitaliaJens Borken-Kleefeldmacchine a dieselmorti prematureossidi di azotovolkswagen

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