- L'Europa come non l'avete mai letta -
giovedì, 16 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Spagna, come media e politica contribuiscono al silenzio sugli unionisti catalani

    Spagna, come media e politica contribuiscono al silenzio sugli unionisti catalani

    Intervista a Daniele Cozzoli, professore italiano a Barcellona: “Non si arriverà alla guerra civile, ma entrambe le parti hanno bisogno del conflitto per esistere”. "La maggioranza dei cittadini vuole votare". I titoli dei quotidiani spagnoli e catalani raccontano storie diverse

    Paola Tavola</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@PaolaTavola" target="_blank">@PaolaTavola</a> di Paola Tavola @PaolaTavola
    21 Settembre 2017
    in Politica

    Bruxelles – “La società catalana è molto complessa e gli indipendentisti sono solo una parte di essa”. Questo forse non è nulla di nuovo, ma ciò che Daniele Cozzoli ha spiegato a Eunews è che, a contribuire al silenzio sull’altra parte della società catalana, composta dagli unionisti, sono, insieme, i media e la politica.

    Daniele Cozzoli, italiano, professore associato all’Università Pompeu Fabra di Barcellona

    Cozzoli, professore associato all’Università Pompeu Fabra di Barcellona dove insegna storia della scienza, è in Catalogna dal 2005 e parla della “convivenza” come un modus vivendi che ha caratterizzato la storia della Spagna sin dalle sue origini: a partire da quando “arabi, ebrei e cristiani vivevano insieme nella penisola”. I fatti di ieri, tuttavia, più che di convivenza raccontano di due popoli (che poi in fin dei conti è soltanto uno) in piena rotta di collisione. Complici di ciò, racconta Cozzoli: i media e la politica.

    Il sentore generale è di trovarsi a un passo dallo scoppio di una guerra civile, qualcosa a cui si arriva “quando le tensioni sociali non sono mediate dalla politica”, spiega il professore.  “Non si arriverà alla guerra civile – assicura però – nessuno prenderà le armi e tornerà in montagna”.  Tuttavia, è chiaro che “guardando la situazione dall’esterno, sembra che il governo centrale di Madrid stia facendo di tutto per fomentare l’indipendentismo”.

    Gli schieramenti politici nel Paese, al momento, sono fondati su questo nodo “che falsa qualsiasi dibattito esistente tra destra e sinistra”, e in politica oltretutto, si sa, ognuno tira acqua al suo mulino. “Entrambe le parti hanno bisogno del conflitto per esistere – spiega il professore – Il Partito popolare, di cui è leader il primo ministro Mariano Rajoy, non riscuote successo tra l’elettorato della Catalogna, come invece succede nel resto del Paese dove ha interesse a mantenersi come prima forza politica, mentre per i partiti indipendentisti è fondamentale consolidare le loro posizioni in Catalogna”. L’interesse di entrambe le parti, dunque, sembra quello di non cedere e, anzi, di preferire il contrattacco alla mediazione, con il governo catalano “la cui unica agenda è quella dell’indipendenza” e Madrid che mobilita la forza e “cerca di bloccare tutto tramite sotterfugi”. Il risultato? “un’amplificazione delle tensioni e il rischio che anche gli unionisti catalani si mettano contro il governo centrale o, addirittura, la moltiplicazione degli indipendentisti”.

    E la politica non è la sola a contribuire alla costruzione di ciò che Cozzoli definisce “una commedia destinata a proseguire”. Ad essa si aggiungono i media catalani e spagnoli, creatori di “due narrative opposte” che non fanno altro che “alimentare percezioni distorte”, spiega il professore, “portando il conflitto ad un livello superiore rispetto a quello che è nella realtà”. Ed è facile comprendere a cosa si riferisce nel momento in cui mette a confronto i titoli di apertura del quotidiano El Paìs in versione spagnola e in versione catalana: “Il primo sottolinea l’illegalità del referendum voluto dai catalani, mentre il secondo pone l’accento sulla sospensione dell’autonomia della Catalogna da parte del governo di Madrid”.

    Parlando della realtà in cui vive, Cozzoli definisce i media catalani “un megafono dell’indipendentismo” e ciò che di più lo impressiona è che “tutti, in Catalogna, si informano sui siti di informazione catalani e la televisione autonoma catalana che, tuttavia, dovrebbero proporre narrative anche a favore di quelli che non vogliono l’indipendenza”: gli unionisti catalani, appunto, le cui idee non trovano apparentemente spazio nell’informazione regionale e locale. “La situazione – tiene a chiarire Cozzoli – è la stessa anche per quanto riguarda i media spagnoli” e questo porta le due parti ad avere “una percezione distorta e falsata di una realtà che tuttavia gli è molto vicina”. Ciò si comprende facilmente ritornando alle parole usate nei due titoli di El Paìs: un unico giornale che scrive in lingue diverse e racconta anche storie diverse. E qui si arriva al punto che secondo Cozzoli costituisce un “fattore chiave dello scontro tra spagnoli e catalani”: la lingua.

    “La Spagna è un paese dove si parlano diverse lingue, ma ciò non è mai stato considerato una ricchezza”, e di fatti, ricorda il professore, “Bisogna spagnolizzare i bambini catalani”, affermava qualche anno fa l’ex ministro della scuola José Ignacio Wert. “Il fattore identificante qui – spiega Cozzoli – non è l’etnia, ma la lingua. “Spagnoli e catalani parlano due lingue diverse” e, ancora una volta, ciò che sembra prevalere è lo scontro visto che né gli uni né gli altri sono apparentemente disposti a cedere di fronte agli altri: “Colpisce – afferma Cozzoli – il fatto che ci siano spagnoli che sono qui da trent’anni e che hanno una conoscenza soltanto passiva del catalano, mentre gli stranieri lo imparano subito”.

    Ciò su cui insiste più volte Cozzoli è chiarire che la società catalana non è composta soltanto da “catalani, figli di catalani, attaccati a tradizioni spesso inventate”, ma anche di “figli di immigrati e figli di spagnoli che si sentono spagnoli e minacciati dall’indipendentismo”. “Probabilmente – chiarisce – la maggioranza dei cittadini non voterebbe a favore dell’indipendenza, ma ciò che è chiaro è che la maggioranza di essi vuole votare, anche se il voto non determinerà la fine delle tensioni sociali e nemmeno del processo avviato dagli indipendentisti”.

    Tags: BarcellonaCatalognaindipendentisti catalanipartito popolare spagnoloreferendum indipendenza catalognaspagna

    Ti potrebbe piacere anche

    Politica Estera

    Europa e Canada a Israele: “Tregua USA-Iran sia rispettata da tutti, anche in Libano”

    8 Aprile 2026
    Persone migranti sub-sahariane al campo profughi di Al Amra (foto: Fethi Belaid / AFP)
    Diritti

    Migranti, richieste d’asilo nell’UE in calo del 23 per cento a dicembre 2025

    17 Marzo 2026
    Alfonso Fernández Mañueco
    News

    Spagna, il Partito Popolare trascina la destra a un risultato storico: 54 per cento in Castiglia e León

    16 Marzo 2026
    Green Economy

    Resilienza ed economia circolare: l’Europa investe oltre 103 milioni di euro nel programma LIFE

    9 Marzo 2026
    gas - energia
    Energia

    Energia, l’UE monitora il Medio Oriente: scorte stabili, ma cresce la preoccupazione per i prezzi

    4 Marzo 2026
    immigrazione UE
    Diritti

    Migranti, nel 2024 l’UE ha accolto 4,2 milioni di persone, ma i nati all’estero subiscono maggiore discriminazione: I dati di Eurostat

    27 Febbraio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Imagoeconomica (immagine creata con IA)

    Giochi d’azzardo on line: se si perde in un game vietato nel proprio Paese si possono riavere i soldi

    di Ezio Baldari @eziobaldari
    16 Aprile 2026

    Uno Stato membro può vietare i giochi da casinò online, comprese le slot machine, nonché talune scommesse online. Le sentenza...

    Salvataggio migranti ad opera di medici senza frontiere [foto: Sara Minelli/imagoeconomica]

    Brunner: “Dal Medio Oriente sfide significative, anche per l’immigrazione”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Aprile 2026

    Il commissario per gli Affari interni: "Al momento i flussi verso l'UE non sono in aumento, ma la situazione può...

    produzione industriale - fonte: Imago economica

    Sale la produzione industriale a febbraio, +0,4 per cento nell’UE e nell’area euro

    di Caterina Mazzantini
    15 Aprile 2026

    In base ai dati di Eurostat, la crescita è stata trainata principalmente dai beni di consumo non durevoli, che hanno...

    Fonte: SYSPEO/SIPA / IPA

    L’UE invita Meta a riammettere gli assistenti IA terzi su Whatsapp

    di Giulia Torbidoni
    15 Aprile 2026

    Con una separata decisione iniziale, in collaborazione con l'autorità garante della concorrenza italiana, la Commissione ha esteso oggi l'indagine anche...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione